Copertina di Prodigy Dirtchamber Sessions Volume One
GATTINATOR

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Per appassionati di musica elettronica e rock, fan di the prodigy, collezionisti di compilation, critici musicali
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LA RECENSIONE

Lo sappiamo tutti che Liam Howlett è un genio, ma c'era proprio bisogno di fare questa compilation?

Dopo due anni di uscita di "The Fat Of The Land", la Xl Racording chiese al DJ di casa Prodigy di creare una sorta di mix dove presentare un pò di quelle canzoni che hanno segnato la crescita musicale del gruppo; forse un pò per dare spazio alla sua creatività e un pò per racimolare un altro pò di soldi dopo il meritato successo.
I classici presenti sono circa una cinquantina, tra cui: "Chemical Beats" dei "Chemical Brothers", "How High" dei "The Charlatans", "Been Caught Stealing" dei "Jane's Addiction", "New York" dei "Sex Pistols", "Kowalski" dei "Primal Scream", "Time To Get Ill" dei "Beastie Boys", etc.

Una compilation che potrebbe piacere ai patiti del vecchio sound come quello di "Grandmaster Flash", visto che il cd gira poco dance e più rock! Ma tutto sommato a poco da aggiungere alla loro discografia tanto che sia inutile acquistarlo: c'è solo presente una remix di "Poison" all'interno. Ma quello che mi incuriosisce è che dopo circa 8 anni ancora non si è vista una Volume Two, sarà per via della crisi che hanno avuto in questi ultimi anni?

Mah, forse è meglio cosi.... che si spremessero di più le meningi visto che "Always Outnumbered, Never Outgunned" ha lasciato un pò a desiderare.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Dirtchamber Sessions Volume One' dei Prodigy, una compilation curata da Liam Howlett contenente classici che hanno influenzato il gruppo. Pur essendo interessante per gli appassionati del vecchio sound, la raccolta offre poco di nuovo e risulta poco indispensabile all'interno della discografia della band. La presenza di una sola traccia remixata solleva dubbi sull'effettiva necessità di questa uscita.

The Prodigy

The Prodigy sono una delle band più influenti della musica elettronica inglese, celebri per aver mescolato rave, techno, big beat e sonorità rock in una miscela esplosiva che ha segnato gli anni ’90 e oltre.
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