Copertina di The Residents Commercial Album
AdamWest

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Per appassionati di musica alternativa, fan dei the residents, cultori di musica sperimentale e critica musicale, ascoltatori curiosi e amanti della psichedelia
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LA RECENSIONE

I Residents continuano la loro lotta contro la 'nazista'* musica commerciale, questa volta vanno all'attacco con un album dal titolo piuttosto diretto: il "Commercial Album".

Si tratta di quaranta tracce da un minuto e tre secondi l'una, un disco che è un puro sfottò alla musica commerciale dall'inizio fino alla fine, e tutto questo proprio nell'anno in cui il pop spopolò il mondo della musica: nel 1980. Le canzoni sono di una monotonia assoluta, sembrano quasi provenire tutte dallo stesso stampo, hanno un ritmo piuttosto incalzante ma i suoni psichedelici e folli con i quali i residenti lo accompagnano rendono le tracce rabbrividenti e ostili.

Le voci dei quattro occhioni sono distorte e piuttosto slegate fra loro nei fraseggi e questo forse è la cosa che rende più terrificante e tetro lo 'stile residents'. La campionatura degli strumenti musicali rende ancora più fredda l'atmosfera e ci fa intendere che dietro il brano non c'è alcuna passione, nessuna emozione, il brano è unicamente fine a se stesso, sono un ammasso di note piazzate lì senza la pretesa di esprimere ironicamente null'altro se non la nullità della musica commerciale, sfornata solamente per essere consumata.

Otto anni più tardi a questo album vennero aggiunte una serie di tracce molto 'residentsiane' che sono state dei pezzi clue nei successivi album dei Residents. Degne di nota sono soprattutto la pseudo-commerciale "Theme For An American TV Show" che, accompagnata da una sorda batteria campionata (la quale pare uscire da delle cuffie audio), personalmente ricorda vagamente "Sofa" del mitico Frank Zappa per la sua tipica sinfonia da pseudo-sigla televisiva; l'isterica "Were A Happy Family" che pare la sigla degli Happy Three Friends a differenza del fatto che in questa viene espresso in modo chiaro l'isteria del brano; e soprattutto le cover di "Jailhouse Rock", "This Is A Mans Mans Mans World" e "Hit The Road Jack" che richiamano in modo piuttosto esplicito 'The Third Reich'n'Roll', un album molto legato a quello in questione.

Insomma questo disco è 'semplicemente' un'ironica chiave di lettura del mondo della musica: una volta inserite le cuffie alle orecchie ed aver premuto play sarà automatico il chiedersi 'Ma cosa sto ascoltando?' e il silenzio sarà l'unica risposta obiettiva che otterremo.

*= vedi 'The Third Reich'n'Roll'

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Riassunto del Bot

Il Commercial Album dei The Residents è una satira sonora composta da 40 tracce di poco più di un minuto ciascuna, che deride la musica commerciale dilagante nel 1980. L'album distorce voci e suoni in modo glaciale e monotono, creando un'atmosfera alienante e provocatoria. Le tracce successive aggiunte arricchiscono il disco con elementi tipici dello stile Residents, consolidando il messaggio ironico e critico verso il pop. In sostanza, una sfida sonora che invita alla riflessione sul valore e l'autenticità della musica di massa.

Tracce testi video

02   Perfect Love (01:03)

03   Picnic Boy (01:01)

06   Japanese Watercolor (01:02)

07   Secrets (01:03)

10   My Second Wife (01:02)

11   Floyd (01:03)

12   Suburban Bathers (01:04)

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13   Dimples and Toes (01:03)

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14   The Nameless Souls (01:04)

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16   Act of Being Polite (01:03)

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17   Medicine Man (01:04)

19   Loss of Innocence (01:04)

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20   The Simple Song (01:02)

23   Give It to Someone Else (01:03)

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24   Phantom (01:04)

26   My Work Is So Behind (01:04)

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27   Birds in the Trees (01:04)

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28   Handful of Desire (01:04)

30   Love Is... (01:03)

31   Troubled Man (01:04)

34   Nice Old Man (01:04)

35   The Talk of Creatures (01:04)

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37   In Between Dreams (01:04)

38   Margaret Freeman (01:03)

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39   The Coming of the Crow (01:04)

40   When We Were Young (01:02)

The Residents

Collettivo musicale statunitense nato in Louisiana e di stanza a San Francisco, celebre per l’anonimato (maschere a bulbo oculare), la Theory of Obscurity e un’estetica multimediale. Dalla fondazione della Ralph Records ai concept iconoclasti, hanno ridefinito i confini tra pop, sperimentazione elettronica e musica concreta.
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