Copertina di The Residents Duck Stab / Buster & Glen
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Per appassionati di musica sperimentale, cultori di controcultura, fan della musica alternativa e critica sociale
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LA RECENSIONE

I Residents di Los Angeles (?) hanno costruito una intera carriera sulla deformazione dell'etereo volto della Gioconda-Beatles. Per i bulbi, il "bene" acquisito passivamente è come un grosso serpente anale inconscio, destinato a ipnotizzarci dentro i ventri dei supermarket di tutto il mondo: senza che la melodia, quello stroboscopico nulla, possa cessare secondo la nostra volontà.

Non è follia non potersi astenere dal conoscere ? Non è follia subire informazioni reiterate su uno stesso argomento per 40 anni ? Non è una follia che la memoria debba custodire dati subliminalmente acquisiti ? Non è una follia anale il volto di Lennon che diventa il dio di banchieri, avvocati e massaie ? Non è una follia che nella ingenuità di bambino ognuno si debba chiedere "Ma è Yesterday o Satisfaction la migliore canzone, bella bellissima, di sempre?". Dunque i Beatles come non deragliamento dell'animo umano, come status quo gonfio sessualmente, come grottesco al potere ridipinto dai media a capolavoro imperituro. Ed ecco che spuntano i bulbi ad innaffiare i 4 di Liverpool di una polverina scova-mediocrità, nella musica dei Residents rimane solo una diapositiva della fan media di Elvis, con la bocca idiota spalancata, in tutti i suoi coiti nell'ammirare un idolo televisivo de-umanizzato e oggetto di feticismo cieco.

I Residents rappresentarono l'esatto opposto, sinfonie per squilibrati mentali in preda ad allucinazioni esistenzialiste nel cuore della notte. E' la musica dell'ambiguità, del grottesco, del passo falso, della disperazione, del rimorso, del baffo adulto sulla gioconda. Un grosso secchio di vernice multioriginale contro l'orgia luciferina tra tv, religione e politica.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album 'Duck Stab / Buster & Glen' dei The Residents, sottolineando la loro musica come una forma di ribellione contro l'omologazione e la mitizzazione dei Beatles. I Residents creano atmosfere grottesche e ambigue, sfidando la cultura popolare attraverso sinfonie che respirano disperazione e irriverenza. L'opera viene vista come un antidoto all'idolatria mediatica e un commento sull'ambiguità esistenziale nella musica.

The Residents

Collettivo musicale statunitense nato in Louisiana e di stanza a San Francisco, celebre per l’anonimato (maschere a bulbo oculare), la Theory of Obscurity e un’estetica multimediale. Dalla fondazione della Ralph Records ai concept iconoclasti, hanno ridefinito i confini tra pop, sperimentazione elettronica e musica concreta.
16 Recensioni

Altre recensioni

Di  BertrandRussell

 I Residents stanno alla musica come i baffi stanno sulla Gioconda di Duchamp.

 La musica è sorprendentemente orecchiabile, ma i lampi geniali se ne vanno uno dietro l'altro senza stordire troppo.