Copertina di The Rolling stones Bridges to Babylon
Dolcemiele

• Voto:

Per appassionati di musica rock, fan dei rolling stones, cultori della storia del rock, ascoltatori curiosi di nuove evoluzioni musicali
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LA RECENSIONE

La mia recensione in questo 17 Novembre è rivolta all'album Bridges to Babylon , penultimo lavoro ufficiale della Band in studio a tutt'oggi . Ebbene , la mia intenzione è quella di spiegare perché Io credo che si tratti di un grande Album , a dispetto di quanto comunemente si scrive e si legge a riguardo . Diciamo subito che I Rolling Stones esattamente con Some Girls (1978) chiusero definitivamente un ciclo e che da lì in poi , le cose NON sarebbero mai più rimaste le stesse per loro ; non a caso i due album successivi (Emotional Rescue e Tatto You) sono stati semplicemente una serie di out Takes riassemblate e " riverniciate " per l'occasione (più qualche brano nuovo) e con risultati deludenti (Emotional Rescue) e ottimi (Tatto You) allo stesso tempo . Dopo la confusione sovrana negl'anni 80 , fu solo con l'arrivo al timone di Don Was che le cose ripresero a marciare correttamente ; e il buon Voodoo Lounge è lì a testimoniarlo . Ma l'album successivo , Bridges to Babylon per l'appunto , rappresentò un vero punto di svolta per i nostri . E adesso vi spiego il perché !! Prima di tutto con questo album gli Stones virano in un " nuovo " sound , assolutamente inedito fin qui in tutta la loro produzione precedente , un nuovo modo di intendere il Rock ' n ' Roll e le canoniche 4 battute di solito usate . Gli Stones concepirono questo album in maniera molto diversa rispetto al passato : infatti , come si evince da una intervista del periodo rilasciata a Mojo , un terzo dei brani fu del solo Keith (Flip the Switch , You Dont Have to Mean it , Thief in The Night e la conclusiva How Can I Stop) un altro terzo del solo Mick (Al ready Over Me , Saint of Me , Might AS Well Get Juice , Always Suffering) ed infine il restante terzo da entrambe come ai vecchi tempi (Low Down , Gunface , Out of Control , Too Tight) . In questo disco il concetto di Rock'n'Roll di Richards (rispetto al passato) si fa molto più essenziale , squadrato , secco e con un sound pulitissimo ovviamente , lontanissimo anni luce dal suoni malati e sporchi di Sticky Fingersi ed Exile On Main Street ad esempio , ma non per questo però meno efficace . Naturalmente poi un ruolo importante nella costruzione del suono lo giocano i vari coproduttori tutti sotto comunque la guida sapiente di Don Was e i numerosi musicisti esterni presenti , un cast ricchissimo come mai prima in un disco degli Stones e mai più dopo (tanto è che il pur validissimo A Bigger Bang sembra quasi un disco " casalingo " rispetto a questo per quanto riguarda i musicisti all'opera) . Le canzoni sono tutte molto belle a mio avviso, alcune anche particolarmente Bellissime come ad esempio la ballatona Al ready Over Me (che rimanda agl'echi delle ballate acustiche (o semiacustiche di Exile On Main Street) o ad esempio il brano quasi Calypso You Dont Have To Mean It ; altrove come nel caso dell 'iniziale Flip The Switch , la partenza basso e batteria è a dir poco fulminante e micidiale , con il lavoro nero ma possente del sax , oppure in Low Down : dove ad un " quasi " canonico giro di accordI tipico di Richards , corrisponde però un suono volutamente più sporco e cattivo ed una interpretazione molto grintosa . Bellissime sono le ballate moderne in ottica black come Anybody See My Baby e Saint Of Me , Durissima è la splendida Gunface con l'assolo distorto e sinistro della slide di Wood , potentissima la micidiale ed apocalittica Might AS Well Get Juiced (primo ed unico Rock Blues elettronico dei nostri , ma con la presenza di batteria , armonica e chitarre vere) ed affiora in un questo disco Bellissimo solo un pochino di manierismo in due brani : Always Suffering (canzone bella , ma non eccezionale) e in Too Tight con palesi echi allo splendore irripetibile dei magici anni 60 . Chiuduno l'album due splendide creazioni di Richards : una volutamente dai toni notturni e misteriosi (Thief In The Night) e l'altra con un sentimento molto " Soul " , cosa decisamente inusuale per uno come Richards che da sempre ci ha abituato a Riff granitici e scoppiettanti : qui però si supera e tesse le trame di un brano dolcissimo e molto raffinato , consegnando a noi ascoltatori non solo uno dei suoi migliori brani , ma una vera e propria perla dell' intero catalogo Stones . In Conclusione credo che questo Album meriti di essere ascoltato e riascoltato più e più volte per poter essere apprezzato in tutto il suo enorme valore ; possibilmente SENZA PREGIUDIZI .

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Riassunto del Bot

La recensione approfondisce Bridges to Babylon come un album rivoluzionario per i Rolling Stones, segnando un nuovo sound più essenziale e innovativo. Nonostante le critiche comuni, l'autore ne esalta la qualità artistica e la varietà delle tracce, evidenziando il ruolo di Don Was e l'importanza delle collaborazioni esterne. Si sottolinea inoltre la valorizzazione delle ballate e dei brani rock moderni. Consigliato senza pregiudizi per apprezzarne a fondo il valore.

Tracce testi video

02   Anybody Seen My Baby (04:31)

03   Low Down (04:25)

06   You Don't Have to Mean It (03:44)

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09   Might as Well Get Juiced (05:23)

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10   Always Suffering (04:43)

12   Thief in the Night (05:15)

The Rolling Stones

The Rolling Stones sono una rock band britannica formata a Londra nel 1962. Considerati tra i gruppi più importanti e duraturi della storia della musica, sono noti per il loro stile ribaldo, i riff inconfondibili e un’attitudine che ha ispirato generazioni di musicisti.
81 Recensioni

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Di  currahee72

 "Fortunatamente gli Stones sono sempre gli Stones e a loro si perdona tutto perché l'esperienza, la classe e la loro attitudine musicale resterà ineguagliata nei millenni a seguire."

 "Bastano un suo riff, un suo sussurro o un groove di quelli giusti per far perdonare al gruppo anche gli scivoloni più evidenti."