Copertina di The Silencers Seconds Of Pleasure
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Per appassionati di rock celtico, new wave, folk britannico e fan di musiche melodiche anni '90
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LA RECENSIONE

Due cose, per iniziare. Ascoltate "I Can Feel It"... Soffermatevi sulla voce di Jimme O'Neill nei versi iniziali... Non trovate sia il caso di far scendere di un (ulteriore) paio di posizioni i Coldplay in quella che sarebbe la vostra classifica personale delle british bands? E sempre in questa canzone, non è vero che il ritornello somiglia alla celebre dance-song più o meno coeva (questo disco è del 1993) intitolata "Your Lovin' Arms"? Chi copia chi?

Ascoltate quindi "The Unhappiest Man": qui il copione non può non essere O'Neill, dato che tutto di questo brano rimanda a "The One I Love" dei R.E.M..

A parte queste due cose, i Silencers di O'Neill e Cha Burns, al loro quarto disco, hanno deciso di cambiare, sebbene in forma lieve. In primis, il loro gusto per l'epicità celtica s'è smorzata e non di poco. Se "Cellar Of Dreams" regge il confronto col passato ed "Unconscious" è il "solito" finale acustica, voce e cornamuse, "Walkmans And Magnums" è nientemeno che un incrocio tra un rock celtico ed un brano da juke box californiano anni '60!

Piegare le "radici" e smussare le influenze più marcate, per un listening più agevole ed una maggiore attinenza ai tempi. Senza snaturar nulla, l'incarico riesce pure quando i due trasformano la loro new wave in bellissimi rock melodici, così come avviene nell'eccellente ballad "My Prayer", nella suggestiva "Life Can Be Fatal" od ancora in "It's Only Love", rock sposato al traditional.

Insiste ancora un po' col blues, O'Neill, la cui voce s'è fatta un po' più rauca (a volte, soprattutto negli acuti, somiglia al nostro Raf) e quindi più adatta a certe atmosfere. Il biondino dimostra ancora una volta che nel blues c'avrà pure le sue belle idee, ma che non è lì che può sperare di decollare.

Infine il folk: si sposa all'elettricità nella predetta "It's Only Love" e con una fisarmonica francese, nella suggestiva "menestrellata" "Streetwalker Song".

Tutto o quasi muta, si scioglie, si scrosta, si lega ad altro per divenire più facile, più orecchiabile, più assimilabile, più digeribile... "Seconds Of Pleasure" non è il miglior disco dei Silencers, ma è senza dubbio il più facile. Di ottimo livello, ma superbo se ciò che si cerca è giusto quanto indicato: istanti di puro piacere. E nient'altro.

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Riassunto del Bot

Seconds Of Pleasure segna una lieve evoluzione stilistica per i Silencers, che ammorbidiscono le influenze celtiche e si aprono a sonorità più accessibili. Tra suggestioni folk, blues e new wave, il disco propone brani melodici e piacevoli, anche se non raggiunge le vette dei precedenti lavori. È un album di ottimo livello adatto a chi cerca un ascolto più immediato e godibile.

Tracce video

01   I Can Feel It (05:20)

02   Sylvie (03:56)

03   Cellar of Dreams (03:28)

04   Small Mercy (05:10)

05   It's Only Love (03:47)

06   Misunderstood (05:31)

07   Life Can Be Fatal (04:10)

08   The Unhappiest Man (03:28)

09   Walkmans and Magnums (04:21)

10   Streetwalker Song (03:19)

11   My Prayer (04:38)

12   Unconscious (03:36)

The Silencers

The Silencers sono un gruppo scozzese formato a Glasgow da Jimme O'Neill e Cha Burns dopo l’esperienza nei Fingerprintz. Debuttano con A Letter From St. Paul (1987) e il singolo Painted Moon. Proseguono con album che fondono new wave e rock celtico, tra cui Dance to the Holy Man, Seconds of Pleasure, So Be It e Come.
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