Fantastico! Nessuno ancora ha recensito questo capolavoro... spero di fare del mio meglio…
"Il prossimo album sarà di sicuro un doppio e sarà come una colonna sonora per il giorno e la notte. Voglio un album che riesca a prendere il nostro lato più pesante e quello più assurdo, gli estremi dei Black Sabbath, e che l'altro sia sul genere di Mazzy Star, in grado di addolcirti. Voglio che sia un album che ascolti in macchina, quando stai uscendo, che sia in grado di entusiasmarti mentre voglio che l'altro album sia come un soffio di vento alle 4 del mattino. Perché spesso se ascolti una cosa non vuoi essere mai interrotto da un'altra di un altro genere.”
Ecco cosa affermava Billy all’indomani dell’uscita del nuovo album... e in effetti è questa l’impressione che ci trasmette... un disco per tutto il giorno, caratterizzato da vari generi che vanno dallo strumentale (bellissima la prima canzone che prende nome dall’omonimo disco) al rock più duro ed esplosivo estendendosi lungo un’immensa linea di suoni di un leggero color ibrido… infatti (a mio giudizio) le zucche non sono mai rientrate in alcuna categoria, ed è sempre stato importante per loro non essere catalogabili.
La loro musica è come una persona che conosci, che ti parla sottovoce, nelle orecchie, che si rivolge con gentilezza al tuo cuore… queste sono le sensazioni trasmesse da Mellon Collie rappresentato da un sound “spirituale” nella sua essenza ma non in modo diretto, è l’ambiente che propone il disco a metterti in contatto con qualcosa che potrebbe farti considerare la vita in modo più profondo e sensibile... ed è per questo motivo che penso che una grande band dovrebbe essere capace di comunicare su un piano spirituale oltre che fisico.
Che dire? Forse inutile parlare più illustri successi della band di Chicago… troppo facile e comune esprimere giudizi su canzoni come Tonight Tonight, 1979, Bullet with Butterfly Wings, Zero ecc… Ma intendo che all’interno del disco bisogna ricercare un’amara e profonda sofferenza resa chiara soltanto nelle “voci” più profonde di Bodies ( “love is a suicide…”), In the Arms of Sleep, To Forgive, Galapogos… Canzonette più semplici e leggere sono usate per cercare una luce brillante che riesca ad alleggerire la nostra mente dai continui dissensi con noi stessi e con il mondo che ci guarda e ci riguarda…
Un disco che se ascoltato, sentito e provato aiuta a mettere in contatto noi stessi con i lati più oscuri del nostro io… esagero?? …ma forse questa percezione è solo a livello puramente personale...
Con questo secondo album non c'è invece bisogno dello skip per buona musica, perché molto raramente si trova un pezzo sgradevole.
Non lo considero come molti un capolavoro, ma sicuramente il migliore della discografia della band di Chicago.
Questo album è la summa di tutto ciò che quest’anima immensa aveva dentro, ed è riuscito a tirar fuori come per miracolo in queste due ore di sublime bellezza.
È la voce del nostro sentire più intimo, della nostra profonda malinconia, e allo stesso tempo dei nostri aneliti più elevati e più puri.
Questo disco infatti ha un suono pomposo, velato di schitarrate violente e inutili e di una insopportabile grandeur progressive.
Billy Corgan dimostra di avere doti da songwriter davvero limitate, con testi di una banalità assoluta.
"Un disco immenso, dolce e amaro allo stesso tempo, uno tra i più belli dei 'novanta'."
"La loro musica è un frutto tutto particolare, difficilmente riproponibile da altre band."
Gli Smashing Pumpkins suonano 'metal', 'punk', 'alternative'... un connubio che rende questo album un capolavoro.
Billy Corgan è forse l'artista più sensibile che esiste ora nel nostro panorama musicale.