Vorrei incominciare la mia recensione di questo capolavoro, parlando della loro musica (che secondo me è anche poesia...) evitando di ridurre questa magia con un'etichetta, quindi vi scriverò che gli Smashing Pumpkins suonano "metal", suonano "punk", suonano "alternative" e altre etichette del genere.
Gli Smashing sono una band assolutamente capace, capace di far rivivere emozioni che possono variare dall'amore sin dall'odio più profondo, Billy Corgan è forse l'artista più sensibile che esiste ora nel nostro panorama musicale. Spicca come una persona sensibile quanto aggressiva, pur parlando sempre d'amore o temi ricorrenti al buon sentimento. La band in questo album fa rivivere momenti splendidi, romantici quanto aggressivi. E questo connubbio e alternarsi di questi sentimenti rende questo album un capolavoro. Parlando di musica incomincio subito a dire che la band si è fatta un bel mazzo, per partorire un doppio c.d. dove la musica e la poesia sono l'elemento principale; e questo album si divide in due parti : "Dawn to Dusk" e "Twilight to Starlight". La prima parte è accennata dalla bellissima Mellon Collie and the Infinite Sadness, ma io sono del parere che il primo pezzo che fa godere i sensi è "Tonight Tonight", pezzo incantevolmente romantico che si tinge di un rosso rosato e che ti fa venire un pò di brividi, come un'alba in un posto deserto... Ti abbraccia nel suo splendore e ti fa sentire quanto scalda il sole. Sempre restando del tema che comunque l'album si riferisce alla giornata tipo di un giovane, partendo dall'alba al tramonto e finendo al crepuscolo e alla notte stellata, tutto impastato in un senso di pessimismo del ragazzo anni '90 che è costantemente cullato nell "infinita tristezza" (come dice appunto il titolo dell'album). Ma proprio da questo romanticismo, si rimanda a pezzi abbastanza crudi come "Fuck You (An Ode to no One) e "Jelly Belly". Su questo la band si dimostra la prima e unica macchina per costruire ottime sensazioni, tra cu : rabbia, amore, odio, violenza, dolcezza, romanticismo... , per poi passare a temi un pò più contemporanei come "1979" e "Beautiful". Questo album secondo me rimane unico e irripetibile, per quello che mi ha dato sentimentalmente in tutto questo tempo.
Pardon per le altre recensione scritte ma questo album mi piace moltissimo e mi ha segnato particolarmente.
La loro musica è come una persona che conosci, che ti parla sottovoce, nelle orecchie, che si rivolge con gentilezza al tuo cuore…
Un disco che se ascoltato, sentito e provato aiuta a mettere in contatto noi stessi con i lati più oscuri del nostro io…
Con questo secondo album non c'è invece bisogno dello skip per buona musica, perché molto raramente si trova un pezzo sgradevole.
Non lo considero come molti un capolavoro, ma sicuramente il migliore della discografia della band di Chicago.
Questo album è la summa di tutto ciò che quest’anima immensa aveva dentro, ed è riuscito a tirar fuori come per miracolo in queste due ore di sublime bellezza.
È la voce del nostro sentire più intimo, della nostra profonda malinconia, e allo stesso tempo dei nostri aneliti più elevati e più puri.
Questo disco infatti ha un suono pomposo, velato di schitarrate violente e inutili e di una insopportabile grandeur progressive.
Billy Corgan dimostra di avere doti da songwriter davvero limitate, con testi di una banalità assoluta.
"Un disco immenso, dolce e amaro allo stesso tempo, uno tra i più belli dei 'novanta'."
"La loro musica è un frutto tutto particolare, difficilmente riproponibile da altre band."