Copertina di The Streets A Grand Don't Come For Free
NickGhostDrake

• Voto:

Per appassionati di musica indie e british rock, ascoltatori critici, fan dei concept album
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LA RECENSIONE

In tutta franchezza, sono un po' stanco dell'articolo "The". Anzi, sono davvero stanco, lo odio con tutto me stesso. Ieri, poi, ha un po' esagerato, nell'ossessionarmi.

Ore 8:30. Mi sveglio, ho un colloquio di lavoro, stavolta è roba seria, si parla di un Ministero, ma non so quale.
Faccio colazione, prendo le mie due lauree che tengo di solito ficcate tra le chiappe, le infilo nella cartellina, faccio per andare. Il tipo della Nuova Zelanda legge il "The Guardian". Oggi, cd omaggio con il singolo dei "The Streets".
"Dovrei proprio" - penso. Vado.

Ore 11:30, dopo 2 ore di test, super-test, contro-test, rimetto le mie due lauree tra le chiappe. Entro nella metro.
Un grosso cartellone sopra la mia testa strilla: "The Streets - New album, out now".
"Dovrei proprio" - penso.

Ore 12:00, Tottenham. Entro nella HMV; in fila da ascoltare, 45 album di gruppi con il "The" davanti. La scelta cade obbligata. Prima canzone, "It Was Supposed To Be So Easy". Sintetizzatori, batterie leggermente campionate, solita partenza sospesa ad attendere il ritornello, in cui la voce sale di un tono.
"Tutto molto bello" - penso.
Ho letto sull'NME che si tratta di un concept album: sarebbe stato bello poter avere il libretto tra le mani, ma 16 sterline sono troppe per me.

Ore 13:30, secondo appuntamento. Allo Shadow, locale gay, cercano un bass guy, uno che si faccia toccare il culo mentre racoglie i bicchieri. "Chissà se mi serviranno, le mie due lauree" - penso. Vicino al muro, un punk con la cresta piú alta del mondo, mantiene un cartellone; c'è scritto: "The Streets - Out now".

Ore 14:30, entro in metro. Un ragazzo toglie la carta dal cd appena acquistato, indovinate quale. Beato te, ragazzo, che hai 16 sterline nelle tasche da buttare per ascoltare il solito riff del cazzo. Tra un mese, io comprerò il tuo cd tra le bancarelle dell'usato.
"Dry Your Eyes" mi ronza ancora nella testa, però, classica canzone strappa-lacrime.
"Tutto molto bello" ma - cazzo - già sentito mille altre volte.

Ore 17:30, Virgin megastore, lo riascolto. Mi colpisce "Blinded By The Light", molto "The Strokes", chitarre distorte, voce leggermente filtrata, gran giro di basso. Tutto molto bello, ma ne ero sicuro. "Empty Cars" dopo un attimo di pace, termina il lavoro con energia e nervosismo, il tipo urla e la chitarra spara l'assolo.
In "Such A Twat" entra di soppiatto il piano, la chitarra, il basso, la batteria, ogni cosa al punto giusto recita la commedia piú buffa dei nostri tempi: la nuova ondata british-rock.

Ore 20:00, tornato a casa mi guardo allo specchio e mi accorgo di avere avuto una giornata di merda. Mi ubriaco col tipo della Nuova Zelanda e ci sentiamo il cd del cazzo del "The Guardian". Pure il giornale ha l'articolo - penso. È un'ossessione.

Non so se ci avete capito qualcosa da tutte le mie stupide parole: vi basti sapere che ho passato la notte ascoltando "Ron SexSmith", che anche se ha la voce come Cris Martin, anche se suona come i Coldplay, anche se scrive testi alla Coldplay, almeno non ha nessun fottuto articolo davanti, anzi, ha un nome davvero di merda.

Stamattina mi sveglio e la giornata è meravigliosa.

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Riassunto del Bot

La recensione racconta, con tono ironico e disilluso, l'ossessione mediatica attorno all'album 'A Grand Don’t Come For Free' dei The Streets. Pur riconoscendo la qualità tecnica delle tracce, l'autore sottolinea la sensazione di déjà vu e lo scontento verso l'ipertrofia di band con il 'The' davanti. L'album appare ben fatto, ma privo di originalità e sovraesposto.

Tracce testi video

01   It Was Supposed to Be So Easy (03:55)

02   Could Well Be In (04:23)

03   Not Addicted (03:40)

04   Blinded by the Lights (04:44)

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05   Wouldn't Have It Any Other Way (04:36)

06   Get Out of My House (03:52)

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07   Fit but You Know It (04:14)

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09   What Is He Thinking? (04:40)

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The Streets

The Streets è il progetto musicale britannico guidato da Mike Skinner, emerso all’inizio degli anni 2000 con l’album di debutto Original Pirate Material e affermato dal concept A Grand Don’t Come for Free. È noto per storytelling in accento cockney, temi working-class e singoli come Has It Come to This?, Fit But You Know It e Dry Your Eyes. Tra le uscite successive: The Hardest Way to Make an Easy Living, Everything Is Borrowed, Computers and Blues e il mixtape None Of Us Are Getting Out Of This Life Alive.
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