Copertina di The Velvet Underground Live MCMXCIII
nathan84

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Per fan dei velvet underground, appassionati di rock alternativo e psichedelico, cultori di musica live storica e di artisti come lou reed e john cale.
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LA RECENSIONE

Per chi ama veramente i Velvet Underground questo disco non può mancare nella collezione del mitico gruppo newyorchese.

Uscito nel 1993, raccoglie i pezzi più famosi del gruppo in un fantastico live che si tiene a Parigi. Dopo 25 anni i Velvet Underground si riincontrano per poi disperdersi nuovamente. Non c'è la dolcezza di Nico (prematuramente scomparsa), non c'è la rabbia e il rumore dei primi dischi, ma il risultato è comunque superlativo, perchè durante tutti questi anni Lou Reed e John Cale hanno affinato la loro arte, e possono così reinterpretare i classici dei Velvet elevandoli ad un sublime livello artistico (ci tengo a dire che già di arte si trattava nei mitici dischi degli anni 60', e che arte!). La novità di questo disco è data dal fatto che è possibile finalmente ascoltare pezzi sui quali John Cale non ha mai messo mano (sostanzialmente Cale ha effettuato solo i primi due dischi del gruppo, i dischi migliori, e la differenza tra Cale e Doug Yule si sente!). Parallelamente a questo, la voce potente di Lou Reed interpreta i classici dei V.U. con una teatralità ed un'intensità emotiva che non si riscontra facilmente nei dischi degli anni 60.

Si tratta di un diverso tipo di arte: se prima i Velvet esprimevano la decadenza, la rabbia, la paranoia, in questa reunion del gruppo la stupenda voce di Reed ridà vigore ai testi delle canzoni; nella sua voce si scorge la lontananza del dolore di chi ha rischiato la morte, lontana ormai, una voce che emerge con tutto il suo vigore nell'affermare la vita alla luce dell'oscuro ricordo. I brani scorrono velocissimi, anche quelli che durano più a lungo, non ti accorgi nemmeno del tempo trasportato dal ritmo ossessivo di Maureen Tucker e dagli arpeggi rock di Lou. Dopo una Venus in Furs dove Reed canta con lo scazzo, John Cale (di cui ho sempre disprezzato, forse a torto, la vocalità), propone qui una versione capolavoro di All Tomorrow's parties, che supera persino la versione originale con Nico!! Un pò meno bene gli va con Femme fatale (la canzone è stata scritta apposta per la bionda modella, era su misura per lei), ma possiamo rifarci con The gift, che possiamo finalmente ascoltare senza i difetti della registrazione di White light white heat: suono meno sporco, un testo che appare modernissimo oggi, figuriamoci allora!!! Lou Reed diverte e si diverte con le scatenatissime Beginning to see the light e I heard her call my name, c'è il tempo per i classici (Sweet Jane, White light, White Heat, Rock n'roll), e giungiamo in breve all'apoteosi. L'inedita interpretazione di Cale da nuovo vigore (anche se non ne aveva certo bisogno) a I'm waiting for my man, che, assieme a Heroin, riacquista il furore psichedelico del disco "banana".

Tra tutti i live dei Velvet Underground è solo qua che questi due capolavori della storia della musica e del gruppo riacquistano la loro vicinanza alla perfezione originale. Mi rimbomba ancora nella testa la voce profonda di Reed che urla disperato: "Thank your god that I'm not aware", sotto il turbinoso vortice del violino di Cale, che risuonano le note della splendida ballata Pale blue eyes, compendio dell'intero disco. La voce di Reed assume toni veramente impressionanti, si fa quasi epica, le parole ricche di dolore colpiscono allo stomaco. D'altro canto possiamo finalmente ascoltare questo classico dei V.U. con l'apporto decisivo di Cale, e del suo violino che tratteggia atmosfere decadenti.

Infine chiude il disco l'inedita Coyote, canzone dal rock classico tipicamente reediano, preludio della fine: d'ora in avanti ognun per sè, i Velvet Underground non suoneranno più.

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Riassunto del Bot

Il disco live 'Live MCMXCIII' dei Velvet Underground, registrato a Parigi nel 1993, rappresenta una pietra miliare imperdibile per i fan. Lou Reed e John Cale reinterpretano con intensità e maestria i classici del gruppo, offrendo una performance carica di passione e arte. L'assenza di Nico è compensata dalla profondità emotiva e dalla maturità artistica dei musicisti. Un album dove si fondono la rabbia originaria con una rinnovata forza espressiva.

Tracce testi

The Velvet Underground

I Velvet Underground sono stati una band statunitense formata a New York nel 1964 da Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison e Maureen Tucker. Con l’appoggio di Andy Warhol e la voce di Nico, hanno rivoluzionato la musica rock fondendo avanguardia, arte, rumore e poesia urbana come nessun altro.
49 Recensioni

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Di  GATTINATOR

 La musica e Dio! Un binomio indiscutibile e impossibile da criticare.

 Lou Reed rende onore alle sue chicche e quando apre con Heroin e Pale Blue Eyes c’è il finimondo.