Copertina di The Velvet Underground Live MCMXCIII
GATTINATOR

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Per appassionati di musica rock, fan di the velvet underground, giovani curiosi di musica storica, cultori della musica alternativa e live performance
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LA RECENSIONE

La musica e Dio! Un binomio indiscutibile e impossibile da criticare.

Da quando l'uomo è nato, è sempre andato incontro a questa scarica di emozioni, forse un pò per assaporarlo o forse un pò per onorarlo. In migliaia di anni egli a secondo dove vive, dalla propria cultura e dal periodo in cui è cresciuto ha influito al cambiamento di questa nobile arte fino ad arrivare in questo ultimo secolo costituito da una memorabilia di suoni e stili ( era moderna ). Dai maestri classici ai grandi del jazz, dal rock'n roll di Elvis alla musica elettronica più sperimentale.

Ma se qualcuno mi chiedesse: "Fra gli ultimi 50 anni, chi porteresti con te in paradiso il giorno della tua morte?". Bhè... sicuramente caccierei una moltitudine di nomi come "Frank Zappa", "Genesis ", "Miles Davis ", "Kraftwerk ", ecc... insomma per tutto quello che hanno dato alla musica in generale e per aver contribuito alla mia crescita emozionale. Ma forse più di tutti direi "The Velvet Underground"!

Comunque ne farei solo una questione di affetto personale visto che ce ne sono altre leggende come loro anche se ben poche. Mi dispiace solo per la maggior parte dei miei coetanei cresciuti con "korn", "Red Hot....", "Linkin Park"... ecc.. ecc... che non riescono ad affezzionarsi con ben altri gruppi visto il periodo. Essendo molto giovane (23 anni), devo rivelarvi che la musica di oggi ha ben poco che spartire con il passato... certo... qualche cosa si salva... ma in sparuta minoranza. Ogni tanto fà bene sentire la musica del passato!

Ad Esempio:

Volete mettere a confronto "Marylin Manson" (per quanto considero comunque sia un bravo artista) con "Bowie" ai tempi d'oro di "Ziggy Stardust"? L'industrial-metal tedesca di oggi dei "Ramstein" (non sò se lo scritto bene!) con il krautrock del passato dei "Popol Vuh", "Neu" e "Faust"? Il pop di "Britney Spears" con quello di "Michael Jackson"? L'hip hop di "Eminem" e soci con quello dei "Run DMC", "De La Soul", "N.W.A."?

Ormai sembra tutto un reciclo!

Comunque basta cosi, se no alla fine non arrivo a raccontarvi di questo favoloso live!

Amo "The Velvet Underground"! Per tutto quello che hanno dato al rock: glam, decadenza, liriche scottanti, l'uso del violino cosi perverso. I primogeniti di tutto quello che farà tendenza negli anni successivi e soprattutto "Andy Warhol".

Questo è un live stupendo che chiude degnamente la leggenda di questo gruppo nel 1993: Lou e soci non sono come ai tempi d'oro ma fanno venire i brividi lo stesso. John Cale canta "All Tomorrow's Parties", "Famme Fatale", "The Gift" e "I'm Waiting For The My Man" e Maureen Tucker appena tornata nel gruppo con "Afterhours" e "I'm Sticking With You".

Inutile che vi spiego le canzoni: chi ama davvero il rock, non può non conoscerle!

Lou Reed rende onore alle sue chicche e quando apre con "Heroin" e "Pale Blue Eyes" c'è il finimondo. Mi dispiace solo per l'unica nota stonata che è l'assenza di "Sunday Morning", per il resto è storia.

Lo consiglio a tutti e a malincuore per i giovani come me che non conoscono questa leggenda!

 

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Riassunto del Bot

La recensione celebra The Velvet Underground come una pietra miliare del rock, evidenziando l'emozione e la qualità del live del 1993. L'autore, giovane ma appassionato, critica la musica contemporanea e si sofferma sull'importanza storica e culturale del gruppo. Il live viene definito un commovente tributo a una band leggendaria, con performance intense di Lou Reed e John Cale, pur segnalando qualche assenza nel repertorio.

Tracce testi

The Velvet Underground

I Velvet Underground sono stati una band statunitense formata a New York nel 1964 da Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison e Maureen Tucker. Con l’appoggio di Andy Warhol e la voce di Nico, hanno rivoluzionato la musica rock fondendo avanguardia, arte, rumore e poesia urbana come nessun altro.
49 Recensioni

Altre recensioni

Di  nathan84

 La voce profonda di Reed che urla disperato: "Thank your god that I'm not aware", sotto il turbinoso vortice del violino di Cale.

 In questa reunion Lou Reed interpreta i classici con una teatralità ed un'intensità emotiva che non si riscontra facilmente nei dischi degli anni 60.