Copertina di The Vines Winning Days
giov

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo e australiano, fan dei the vines, ascoltatori critici di musica indie e grunge
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LA RECENSIONE

La seconda prova della Aussie Rock Band di Craig Nicholls è piena di cliché musicali e povera di idee.
Un chitarrista ritmico si è aggiunto al terzetto originale per rendere più corposo il Sound dei Vines, ma si è portati a credere che la cosa sia successa più per mascherare le enormi carenze artistiche del gruppo che per altro (vedere le assurde performance Live “All Over the World”, negli ultimi due anni).

“Ride”, il singolo che lancia il disco, è un concentrato di ruberie ai danni di Cobain e soci, “impoppito” dagli applausi a tempo e infarcito dall’inspiegabile re-inserimento di un riff già presente nel primo disco “Higly Evolved” (quello iniziale di "Ain’t No Room", per la precisione) ! Cambiando qualcosina al ritmo del pezzo e mettendo gli accenti al posto giusto si arriva con facilità a canticchiare “Dive with meeeeeee” di "Incesticide".

Fare l’analisi a tutte le canzoni sarebbe una palla bestiale però, in linea di massima, si può dire che il disco alza la testa giusto nei momenti più lenti: "Autumn Shade II" , il brano che dà il titolo all’album e "Sun Child" (che tra l’altro è una B-Sides di un loro singolo del 2002… ) sono veramente delle buone Pop-McCartney-Ballad, con tanto di cambi di ritmo e melodie ruffiane, che però non riescono a convincere del tutto di aver speso bene i soldi.
Purtroppo l’album è pieno di cose inspiegabili, tipo l’informe “Tv Pro”, che da sola può far capire come oggi purtroppo si arrivi al secondo disco belli che cotti.

La produzione di ogni singolo brano è deficitaria in qualcosa e con la scusa di voler fare un disco più psichedelico sono venute a mancare la rabbia, la potenza, l’esplosività che avevano trainato l’album d’esordio, che, tutto sommato rimane un buon disco. Sempre per i canoni musicali di oggi...

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Riassunto del Bot

La recensione valuta negativamente Winning Days, il secondo album dei The Vines, definito privo di idee originali e appesantito da clichè. L'aggiunta di un chitarrista ritmico non riesce a compensare carenze artistiche. Solo alcune tracce più lente emergono leggermente, ma la produzione complessiva è debole e lontana dall'energia del debutto.

Tracce testi video

04   Autumn Shade II (03:14)

07   She's Got Something to Say (02:32)

08   Rain Fall (03:23)

11   F. T. W. (04:11)

12   Dorwing the Baptist (02:38)

The Vines

The Vines sono una band australiana formata a Sydney e guidata da Craig Nicholls. Esordiscono nel 2002 con Highly Evolved, trainato dai singoli Get Free e Outtathaway!, e proseguono con Winning Days, Vision Valley, Melodia e In Miracle Land. Il loro suono mescola psichedelia sixties e abrasioni grunge.
15 Recensioni

Altre recensioni

Di  charles

 "Il riff di 'Ride' entra subito in testa e ricorda Nirvana con un tocco personale."

 "Nell'album non c'è nulla di scontato, si percepiscono tanti spunti interessanti e ballate dolci senza banalità."


Di  ste84

 I Vines sanno destreggiarsi bene tra suoni morbidi e dolci e tra rabbia e distorsioni.

 Il tutto suona sporco, rock, ma terribilmente melodico!