Copertina di The Vines Winning Days
charles

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan dei primi anni 2000, ascoltatori di musica indie e brit-pop
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LA RECENSIONE

I Vines di Craig Nichols tornano nel 2004 dopo il discreto successo di "Highly Evolved", che li ha fatti conoscere al grande pubblico con singoli della potenza di "Get Free", della dolcezza di "Homesick".
Quest'album non si distacca molto dal precedente se non per il fatto che ora i Vines non sono più in 3 ma in 4, dal momento che è stato ingaggiato un secondo chitarrista.

"Ride", primo singolo e brano di apertura di "Winning Days", ha un riff iniziale molto orecchiabile che ti entra subito in testa, complici anche i molteplici passaggi su MTV, ReteA e simili... il ritornello "Ride with Me
Ride with Me Ride with Me Home
..." ricorda la struttura del ritornello di "Dive" dei Nirvana, ovviamente con qualche variante. "Tv Pro" è il classico brano incazzato alla Vines, parte molto piano e poi si scatena in una distorsione tanto pesante quanto trascinante. Testo molto corto: "See the Late Night Talk Show Guest Professional a Movie Star And Some Kind of Telectual Hes a She Cause Shes Got More Obsessional
Cause Whenever I Get Uptight Know You Will See the Late Night Talk Show Guest I Guess You Will a Movie Star Is Some Kind of Telectual
", ma il brano è incentrato su un "A-a-a-a-a- au" che si ripete in continuazione durante la parte distorta.

Il miglior episodio dell'album è di sicuro la traccia numero 4, "Autumn Shade II", dolcissima ballatona stile "Homesick" di 3 minuti e 14 che ci fa venire in mente qualcosa di matrice Brit-Pop. Peccato per l'assenza di archi, che qui ci sarebbero caduti veramente a pennello. La Title-Track "Winning Days" è un'altra bella ballata di poco più di 3 minuti con un assoletto molto carino di circa un minuto, nonostante sia risaputo che la tecnica di Craig Nichols non sia eccelsa, anzi... "Rainfall" ci riporta, come Sound, ai R.E.M. di vecchia data, con arpeggi e parti di basso che ricordano molto la Band di Athens, un pò meno per le parti vocali. In "Amnesia" troviamo tutti elementi che ci fanno pensare ai Beatles, partendo dai coretti per finire al giro di basso semplicissimo ma molto molto incisivo.

In questo disco sono contenuti Sound di moltissimi altri gruppi, ma nessun elemento che faccia pensare a scopiazzature stile-Jet. In questo disco nulla è scontato, non è un grandissimo album ma tutto sommato è molto gradevole e ci sono molti spunti interessati come il rozzo rock'n'roll di "Fuck The World" (con Craig che torna ad urlare come fece in "Get Free") oppure la notevole presenza di Ballads ("Sunchild", "Autumn Shade II", "Winning Days", "Rainfall"), tutte estremamente dolci, ma che non scadono mai nella banalità.

Da notare come nella maggior parte degli 11 testi contenuti in questo album ci sia almeno un "fuck" o "fuckin'"... e dire che l'album si conclude con un brano intitolato "Fuck The World"! Una Band che dal vivo, da 0 a 10, è uguale a -5, nell'album riesce a rendere abbastanza facendo cose discrete nonostante la tecnica posseduta non sia delle migliori. Li aspettiamo per un terzo album positivo come questi due, ma di certo non li attendiamo per le loro date italiane...

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Riassunto del Bot

Winning Days dei The Vines conferma il loro stile tra rock rozzo e ballate dolci, con qualche limite tecnico evidenziato da Craig Nichols. L'album migliora con tracce come "Ride" e "Autumn Shade II". Non un capolavoro ma gradevole e con spunti interessanti che non cadono nella banalità.

Tracce testi video

04   Autumn Shade II (03:14)

07   She's Got Something to Say (02:32)

08   Rain Fall (03:23)

11   F. T. W. (04:11)

12   Dorwing the Baptist (02:38)

The Vines

The Vines sono una band australiana formata a Sydney e guidata da Craig Nicholls. Esordiscono nel 2002 con Highly Evolved, trainato dai singoli Get Free e Outtathaway!, e proseguono con Winning Days, Vision Valley, Melodia e In Miracle Land. Il loro suono mescola psichedelia sixties e abrasioni grunge.
15 Recensioni

Altre recensioni

Di  giov

 "Un concentrato di ruberie ai danni di Cobain e soci, "Ride" è impoppito dagli applausi a tempo e infarcito dal riff già presente nel primo disco."

 "La produzione di ogni singolo brano è deficitaria in qualcosa e... sono venute a mancare la rabbia, la potenza, l’esplosività che avevano trainato l’album d’esordio."


Di  ste84

 I Vines sanno destreggiarsi bene tra suoni morbidi e dolci e tra rabbia e distorsioni.

 Il tutto suona sporco, rock, ma terribilmente melodico!