Il dubbio atroce? Ovviamente quello, cioè se "Get Behind Me Satan" fosse una parentesi (comunque felice) o no. E la risposta è arrivata bella vigorosa: sì, che lo era.
Le "strisce bianche" tornano dopo due anni di assenza dalle scene discografiche; nel mezzo il nuovo, ottimo progetto di Jack White assieme a Brendan Benson sotto il nome The Raconteurs. Una "scappatella" che ha permesso a Mr. White di riprendere in mano l'oggetto da lui preferito, dopo l'insolita sbornia di piano di "Get Behind...": sua maestà la chitarra.
Esperienza, quindi, che molto probabilmente ha inciso sulla lavorazione del nuovo full lenght del duo di Detroit, battezzato "Icky Thump" e registrato a Nashville. Il nuovo disco è dichiaratamente influenzato da sonorità hard rock e rock anni settanta, anche se le trame principali confermano l'ottimo gusto della band nel miscelare un garage rock piuttosto grezzo con elementi blues più o meno evidenti. L'album è giustamente descritto da Jack White come una delle cose più dure sfornate dagli Stripes in tutta la loro carriera; una sorta di ritorno alle origini, perlomeno nell'aggressività sonora.
La titletrack, posta in apertura d'opera, sfodera un riff palesemente zeppeliniano, interrotto qua e là da improvvisi solo di chiaro stampo prog; singolo tutt'altro che radio-friendly. Anche se poi il bersaglio si sposta su "You Don't Know What Love Is (You Just Do As You're Told)", sì molto seventies, ma più incentrata su un lineare pop ‘n roll. "300 M.P.H. Torrential Outpour Blues" è dylaniana sin dal titolo, mentre cose come "Bone Broke", "Little Cream Soda" e "Rag And Bone" si muovono su territori garage-blues ormai classici del gruppo.
Le cose più particolari vanno ricercate soprattutto nel caotico intermezzo di "St. Andrew (This Battle Is In The Air)" o nell'irriverente e sghembo folk di "Prickly Thorn, But Sweetly Worn". "Conquest" (cover di Patti Page e nuovo singolo, in cui saranno inserite una manciata di b-sides registrate a casa di Beck) è un frontale tra un hard rock cafone e un obliquo tex-mex. "I'm Slowly Turning Into You" richiama i Deep Purple nella trama di organo, mentre la chitarra rimane comunque secca ed acida. Del trittico finale da segnalare la splendida rock ballad "A Martyr For My Love For You".
"Icky Thump" è un grande album, reso ancor più ricco da nuove sonorità, che il duo di Detroit ama inserire in ogni nuovo disco. Un lavoro ispirato, compatto e bello aggressivo, che ri-convincerà pure i fan della prima ora, innamorati delle svisate garage degli esordi.
Insomma, continuando così, quel fastidioso "po-poroppo-po-pooo-po" svanirà in fretta.
"Alcune canzoni di 'Icky Thump' sono fra le più pesanti e distorte mai uscite dal duo di Chicago."
"Jack e Meg si chiamano e rimbeccano, con il tipico fare da cazzoni: immagino che se la riproporranno dal vivo, sarà uno spasso per i presenti."