Copertina di Theatre of Tragedy A Rose for the Dead
Noctifero

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Per fan del gothic metal, appassionati di musica dark e sperimentale, ascoltatori interessati all'evoluzione del doom e gothic rock
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LA RECENSIONE

Inutile raccontarvi di nuovo la storia dei Theatre Of Tragedy, la conoscete già. È invece indispensabile una recensione sul loro e.p. "A Rose For The Dead", che segna il passaggio tra il doom atmosferico di "Velvet Darkness They Fear" e il rock gotico di "Aégis". Si comincia con la traccia omonima, caratterizzata da un incipit doom di un minuto caratterizzato da chitarra acustica ed elettrica insieme, si entra nel vivo solo quando la voce angelica di Liv e quella pulita di Raymond compaiono a ricoprire ritmi sempre più cangianti ma dall'andamento sempre cupo e funereo, le voci si intrecciano a tratti e al contempo sembrano recitare blandi soliloqui. Poi Raymond sfodera il suo growl e il suono si irrobustisce sino al culmine tetro e angoscioso. Introdotta dall'elettronica, "Der Spiegel" riprende quanto già fatto in "Der Tanz Der Schatten", altro pezzo ideale da ballare nei locali dark, qui la componente metal viene leggermente meno per dar vita ad un pezzo quasi electro-goth che ricorda i L'Åme Immortelle. Un organo molto gotico ci introduce "As The Shadows Dance", versione inglese di "Der Tanz Der Schatten", arricchita da qualche effetto elettronico in più. A mio parere la traccia perde molto di mordente senza il cantato in tedesco. E la storica frase: "Ich Liebe Dich" vien qui sostituita da uno scialbo "I love thee". Seguono i remix di due tracce presenti sul precedente album, ovvero "And When He Falleth" e "Black As The Devil Painteth". Il primo è veramente brutto e la melodia oscura che permeava l'originale è andata a farsi benedire, anche se non completamente. Il secondo invece esalta la bellezza dell'originale arricchendolo d'un groove orecchiabile, supportato da tastiere e beats dal sapore quasi industrial. Chiude la cover dei Joy Division "Decades", la canzone è apprezzabile, un gothic rock dai toni pacati con voce pulita e lamentevole, bello il finale di piano.

Il lavoro è buono ma non eccellente, lo consiglierei intanto ai fan del gruppo che di certo non se lo lasceranno sfuggire, per gli altri direi che chi ama le sperimentazioni non rimarrà deluso.

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Riassunto del Bot

L'EP 'A Rose for the Dead' dei Theatre of Tragedy segna il passaggio dal doom atmosperico al rock gotico sperimentale. La recensione analizza ogni traccia evidenziandone punti di forza e debolezze, come i remix poco riusciti e la cover dei Joy Division. Un lavoro consigliato principalmente ai fan del gruppo e agli amanti delle sperimentazioni sonore.

Tracce testi

01   A Rose for the Dead (05:11)

Leggi il testo

03   As the Shadows Dance (05:28)

04   And When He Falleth (remix) (05:13)

05   Black as the Devil Painteth (remix) (04:29)

06   Decades (06:36)

Theatre of Tragedy

Theatre of Tragedy sono un gruppo di Stavanger (Norvegia) attivo dal 1993 al 2010. Considerati pionieri del “beauty and the beast metal”, hanno esordito con un doom/gothic dalle liriche in inglese arcaico, per poi sperimentare sonorità elettroniche/industrial a inizio 2000 e tornare a toni più gotici nella fase finale. Voci chiave: Raymond I. Rohonyi e Liv Kristine (poi sostituita da Nell Sigland).
13 Recensioni