Il genio, la sapienza, la conoscenza, l'ignoto, l'occulto, la prefazione, e il fascino del mistero sono l'emblema e il simbolo di una delle band più caratteristiche e immensamente straordinarie che il mondo di oggi abbia avuto l'onore di celebrare ed ammirare, i Therion.
Essi guidati dal genio musicale ed artistico di Christofer Johnson sono riusciti a creare un'altro grande capolavoro, il suo nome è "Lemuria". Con il quale essi sono riusciti ad amalgamare in modo spettacolare il loro pasato "oscuro" ripercorrendo i canoni impacciati, aggressivi del black metal alle progressioni sorprendenti e passionali del sinfonismo e delle strutture classiche le quali rappresentano la chiave di lettura del loro periodo odierno. La caratteristica di "Lemuria" è assolutamente eccezionale,l'album vive di una forza incessabile direi quasi divina, grazie anche al fattore compositivo realizzato in maniera impeccabile.Riff di chitarra coinvolgenti dinamici, in perfetta simbiosi con i cori i quali anche in questo medesimo album appaiono anzi si riflettono maestosi in un susseguirsi di emozioni simboliche. Non a caso i Therion si dimostrano molto più enfatici e misteriosamente accattivanti e traggono nutrimento da una composizione epica, ma sopratutto caratterizzata ad esaltare la storia che in se per sè racchiude il fascino di "Lemuria". Infatti la band svedese ci propone un viaggio in una delle civiltà scomparse come la leggendaria Atlantide. Chiaro e lampante la loro passione e dedizione verso la dottrina esoterica i quali suppongono e sostengono un ordine chiamato "Il Dragon Rouge" e questa non è a caso una fatalità in quanto il capo è fondatore di questa "setta" è Thomas Karlsson l'uomo che scriveva le lyrics dei tempi di "Theli". Difatti questo concept ripercorre la storia della civiltà Lemuriana in un campo strettamente teosofico, allorchè tale "filosofia" è parte dell'esoterismo. Uno dei più grandi esponenti della teosofia è Arthur Powell il quale ha passato tutta la sua vita a spiegare e a cercare delle risposte che l'uomo non è mai riucito a trovare. Powell ha tentato nei suoi libri di evidenziare i piani di esistenza non solo fisici ma anche sottili,
Visti con l'occhio del veggente, del teosofo. Egli spiega che nel nostro sistema solare ci sono dieci schemi di evoluzioni separati e distinti. Con i quali poi si conoscono i processi evolutivi dei pianeti fisici e dell'evoluzione avuta nel tempo dall'uomo. Poi ognuno di questi pianeti detti globi in una sapienza di visione mentale e astrale passa attraverso uno specifico studio di evoluzione conducendo una diversa espressione o forma di vita. Di conseguenza tutto lo spazio alla fine occupato da vita. Un disegno sul quale il campo e il luogo fisico in cui tale evoluzione si disprega passano le correnti di vita che in essi si sviluppano dando origine all'esistenza dei regni che successivamente ne derivano il manifestarsi delle razze. E' propio di questo che il concept tenta di far comprendere all'ascoltatore l'identità e la civiltà lemuriana. Infatti "Lemuria" nel disegno evolutivo rappresenta la culla delle razze nella quale l'intelligenza umana doveva fare la sua prima apparizione. Il continente della Lemuria nel tempo della sua massima espressione circondava quasi tutto il globo, estendendosi dal luogo delle attuali isole del Capo Verde attraverso l'Africa, l'Australia e le Isole della Società e tutti i vari intermedi. Con l'andar dei tempi il continente subì innumerevoli cambiamenti e si frammentò in tante isole, successivamente un'enorme cataclisma di tipo vulcanico ditrusse Lemuria. Essa fu devastata dalla ceneri roventi e il fuoco prese il sopravvento. Dopo questo racconto inerente alla storia di questo leggendario continente passiamo alla parte compositiva del concept.
Il disco si apre con un forte impatto Heavy Metal di "TYPHON" con una straordinaria fusione tra growl e il cantato sinfonico, poi il sound si sposta immediatamente sui toni epici con "UTHARK RUNA" dove il suono delle chitarre crea un embela di emozioni piuttosto oscure in quanto esso è reso ancora più coinvolgente grazie al suono lirico delle linee vocali interpretate dai coristi della band.A tutto questo si aggiunge l'intessante "TRHEE SHIPS OF BERIK PART 1" che ripropone un suond se vogliamo barocco stile "Haggard" per intenderci, accompagnato dalle belle melodie delle chitarre sopratutto in maniera eccellente dalla voce growl, a mio avviso un ottimo arrangiamento con tutto il prospetto del pezzo, dopodichè proseguiamo con l'incantevole "PART 2" del brano, fantastica canzone sinfonica che prelude la maestosa "LEMURIA" i quali i Therion ci dimostrano di essere una delle band più esilaranti e sconvolgenti nel panorama musicale mondiale, scusate il mio folgore, questa canzone comincia con un affascinante progressione acustica guidata da un incessante voce da soprano che man mano ci fa emergere nel mondo perduto di "Lemuria", forse qui i Therion tentano di far risorgere tale civiltà con quel suono dolce e impetuoso il quale attira l'animo di chi lo ascolta.
La musica si racchiude in quei suoni armonici e potenti dell'heavy metal giocando con strutture ritmiche e su un'ottima alternanza tra la musica creata da vari musicisti e le voci che sopportano tale armonia. Poi la magia continua con "THE DREAMS OF SWEDENBORD" che presenta un bellissimo assolo di chitarra e un'ottima struttura compositiva successivamente il disco continua con una parte vocale davvero eccelsa di "AN ARROW FROM THE SUN" e qui forse un vero ritorno al suond principale di casa Therion. Da qui in poi ci sarà una sorta di chiusura del disco, allorchè un vero e propio "postilium" evidenziato dalle sinfoniche e geniali "ABRAXAS" e "FEUER OVERTURE".
Insomma ragazzi un disco da avere assolutamente. Spero che la mia prima recensione su Debaser vi sia piaciuta e grazie a tutti per la cortese attenzione.
Uh-oh! Ci fanno notare che questa recensione compare anche (tutta o in parte) su truemetal.it e ci è stato chiesto di rimuoverla.
I Therion, sono una band stupefacente, e questo lo sanno anche i sassi.
Davvero si riesce a immaginare la grande orda barbarica con le proprie navi, gli uomini pronti alla guerra, le grida di battaglia, le urla e i canti di trionfo.