Copertina di This Mortal Coil It'll End In Tears
Philip Pascal

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, fan del dream pop, cultori della scena 4ad e ascoltatori di ballate malinconiche e atmosfere oniriche.
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LA RECENSIONE

Alle volte sembra che i sogni non vogliano desistere di cullare i nostri cuori con viaggi astratti e immortali, lontanti dal reale e dal concreto.
Quindi il sogno non è una finzione ma un mondo di emozioni; in questo caso tale mondo è chiamato This Mortal Coil "It'll End In tears".

È il 1983 anno d'oro per la musica di matrice inglese, ed è proprio in questo anno che dalla 4AD nasce il lavoro in questione; in cui emergono le cover d'autore (Tim Buckley, Alex Chilton) riproposte da artisti di tutto rispetto (E. Fraser, L. Gerrard, G. Sharp).
Ma è l'inizio del sogno "Kangaroo" una ballata per basso e violoncello in cui si destreggia la voce di Sharp, che recita nell'agonia del ricordo.
Un sentimento amaro una canzone d'amore forse un inno alla bellezza
, è questo il concetto del secondo brano "Song To the siren" semplice immediata non toccata da sperimentazioni elettroniche ma solo voce e chitarra.
Due gemme hanno già aperto il nostro sogno, ma è forse con "Holocaust" che tutto matura e ascende alla bellezza infinita, solo un pianoforte violini e voce per battezzare il nostro animo con il dolore dell'addio, ogni sentimento svanisce ed è questo che H. Devoto osanna come un Rimbaud della musica.

Naturalmente si lascia spazio a brani strumentali che ondeggiano come le ruggiade marine ("The last ray" "Fyt"). Ma anche ballate tenebrose e violente sconvolgono la quiete deella nostra attenzione, urla di martiri notti oscure prendono forma con la voce di Lisa Gerrard ("Waves Become Wings" "Dream Made flash"). Lacrime sottili che scorrono su visi pallidi e assenti, un sogno forse troppo triste, ma allo stesso unico e infinito, un viaggio che approda in antiche ville francesi illuminate dai fervori di un ballo ("Another Day").
Forse arti troppo barocche che allo stesso tempo sono offuscate da "Not me" bellissima cover di Colin Newman che riabbraccia i meadri più "wave". Giunti mano per la mano con tutte le nostre paure e tutti i nostri ricordi, sembrerà che questo sogno termini "In lacrime" con "A Single Wish" una ballata lenta e affascinante, troppo romantica e struggente per essere ascoltata una seconda volta.

Finito il disco non sembrerà di essersi svegliati delusi per aver dimenticato un sogno magnifico, fatto durante il riposo, bensì saremmo lieti di ricordi che forse abbiamo dimenticato con il tempo.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta It’ll End In Tears di This Mortal Coil come un sogno musicale intenso e malinconico. Pubblicato nel 1983 dalla 4AD, l’album si distingue per suggestive cover e atmosfere rarefatte create da voci iconiche e arrangiamenti delicati. Un viaggio emotivo tra dolore, bellezza e ricordi che cattura ed emoziona l’ascoltatore.

Tracce testi video

02   Song to the Siren (03:30)

Leggi il testo

05   Fond Affections (03:50)

07   Another Day (02:54)

08   Waves Become Wings (04:25)

10   Dreams Made Flesh (03:48)

11   Not Me (03:44)

12   A Single Wish (02:26)

This Mortal Coil

This Mortal Coil è un progetto/collettivo della 4AD, curato da Ivo Watts‑Russell con John Fryer, attivo tra il 1983 e il 1991. Riunisce artisti della scuderia (tra cui membri di Cocteau Twins, Dead Can Dance e Colourbox) e pubblica tre album che intrecciano cover d’autore e brani strumentali eterei. La loro versione di Song to the Siren è diventata un classico.
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