Copertina di Tiamat Wildhoney
Gale

• Voto:

Per appassionati di metal gotico, fan di musica atmosferica, ascoltatori di metal anni '90, amanti di sonorità epiche e fantasy
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LA RECENSIONE

Wildhoney é il quarto album, datato 1994, di questa formazione ghotic metal norvegese: i Tiamat. Conobbi questo gruppo in una serata in compagnia di amici metallari, una di quelle serate in cui ognuno tentava di strabiliare e convincere gli altri con i dischi dei suoi gruppi preferiti (con il risultato di ascoltare in definitiva pochi secondi di ogni brano, creando una bella insalata mista musicale...). Io, che metallaro non lo ero un granché, cercavo di stare a galla in quell'oceano in tempesta. Poi, d'improvviso, le note di Wildhoney, la title track, mi cullarono inaspettatamente... una chitarra dagli accordi leggeri, alcune note picchiettate che ricordavano uno xilofono, dal sapore vagamente inquietante, dei cinguettii e di grilli di sottofondo, un'atmosfera che faceva affiorare nella mia mente paesaggi epici, fatti di castelli e brughiere...e poi... proprio quando mi immaginavo a cavallo, imbardato nella mia armatura, una chitarra pesante come il martello di Thor mi scaraventò in un vortice di note che mi avvolgevano come le fiamme sputate dalla bocca di un gigantesco drago...poi ancora suoni leggeri... poi... Poi il brano venne interrotto dall'amico di turno che già insteva "Ma dai, senti questi allora.. senti come picchiano duro!!!" e sui suoni dell'ennesimo brano sparato a mille dallo stereo, mi ritrovai nella realtà della stanza.

Volli assolutamente acquistare questo album per gustarmene il seguito, fatto anch'esso da musica che accompagnerebbe benissimo i passaggi più tetri e duri del Signore degli Anelli. La voce di Johan Edlund é lacerata, a tratti morbosa, ma mai eccessiva, riuscendo a intercalare parti dal cantato più "angelico" ad altre roche e grezze, il tutto su tappeti musicali in cui le chitarre ed il basso incupiscono il suono, sia nelle parti più distorte che in quelle più melodiche e la batteria accompagna pesante come i passi di un gigante. Come se non bastasse in alcune passaggi dei vari brani vengono usate delle campionature che comunque non snaturano il suono metal del gruppo. Da ascoltare, oltre alla già citata title track, la stupenda Visionaire o la eterea Kaleidoscope.
Dedicato a chi con la musica vuole lasciar correre l'immaginazione, soprattutto verso mondi epicamente spettrali...

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Riassunto del Bot

Wildhoney è il quarto album dei Tiamat, uscito nel 1994, che unisce metal gotico con sonorità atmosferiche ed evocative. La recensione sottolinea l'alternanza tra passaggi melodici e momenti più pesanti, con la voce intensa di Johan Edlund. L’album stimola l’immaginazione e richiama atmosfere epiche, perfette per gli appassionati di metal e mondi fantastici. Brani come la title track, Visionaire e Kaleidoscope sono particolarmente apprezzati. Un lavoro da ascoltare per chi cerca una musica metal ricca di profondità e suggestioni.

Tiamat

Tiamat è una band svedese guidata da Johan Edlund, nata dagli embrioni dei Treblinka e attiva dalla fine degli anni ’80. Dalle origini death metal ha evoluto un linguaggio personale tra gothic/doom e psichedelia, firmando dischi chiave come Clouds (1992) e Wildhoney (1994), quindi ampliando il raggio con l’elettronica e il dark-rock di A Deeper Kind of Slumber (1997).
13 Recensioni

Altre recensioni

Di  OzzyRotten

 Questo disco, se il Gothic ha mai avuto un significato, ne rappresenta, assieme a pochi altri, la summa e la cima inarrivabile.

 Wildhoney è il sunto assoluto, la qualità magistrale di quanto detto finora, l’umore che poi gli stessi Tiamat non riusciranno più a perpetrare nel futuro loro.


Di  stargazer

 "Possiamo vedere quindi il lavoro come un'unica maestosa suite, in cui ogni 'movimento' diventa indispensabile per l'economia globale del lavoro."

 "Un album bello e molto particolare, nonostante gli oltre 10 anni passati dalla sua pubblicazione."