Tim Marshall
Le 10 mappe che spiegano il mondo

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Mi sto progressivamente allontanando dai romanzi. Ogni tanto leggo, rileggo, qualche classico ma in questa fase mi rendo conto che non mi appagano come un decennio fa. Ultimamente voglio approndire le grandi lacune che ho e sono ritornato ad una passione che avevo ai tempi dell'università, ormai quasi vent'anni or sono. Questo libro ti fa sentire ignorante ma ti invoglia a cercare di conoscere maggiormente la storia, la politica e, non ultima, la geografia. Già, perché la storia è sicuramente condizionata dal contesto nel quale opera: il margine di azione degli statisti è pertanto limitato ma spesso si sottovaluta il fatto che gli equilibri attuali del mondo sono stati determinati anche dalla geografia. E la geografia, nonostante i progressi tecnologici dell'età contemporanea, ha ancora un'importanza fondamentale.

Geopolitca dunque e qui bacchetto Debaser, perché non v'é tra i generi sui quali possa cliccarci sopra.

Il libro di Marshall prende in esame dieci mappe e le analizza geograficamente in modo meticoloso per poi ricostruire la storia fino ai tempi attuali e cercare di capire quale sarà il futuro. E' uno schema semplice ma particolarmente interessante.

Leggendo quest'opera capisci meglio perché la Russia di Putin sia ossessionata dalla pianura dell'est Europa. Osservi la cartina e vedi che in effetti fino agli Urali non c'è nessuna barriera a parte il clima ostile. Per arrivare nel cuore del paese ci vogliono linee di approvigionamento estremamente lunghe ma è già successo quattro volte dal 1800. E' come una porta lasciata incautamente aperta e gli stati cuscinetto che sono passati sotto la Nato e U.E. sono un grosso problema e per tale motivo i possibili scenari critici provengo da quella zona. La Russia non ha un accesso a mari temperati e la Crimea, in tal senso, assume un'importanza cruciale e allo stesso modo paesi come Georgia e Moldavia, che vorrebbero entrare in UE, difficilmente potranno farlo senza interventi militari. E l'indipendenza dei 5 "Stan" è molto, ma molto relativa.

Il motivo per cui il mondo moderno si è sviluppato in Europa è dovuto in massima parte alla presenza di fiumi navigabili fondamentali per sviluppare il commercio e le idee. Un suolo adatto a coltivazioni intensive e cosa dire poi del clima? Temperature, a parte qualche zona periferica, sufficientemente tiepide per consentire il lavoro e per eliminare germi devastanti che infestano tuttora buone parti del pianeta. Nessun deserto e rari fenomeni estremi. Francia e Germania come due pugili abbracciati in mezzo al ring per evitare, con un'unione economica e finanziaria, di potersi fare la guerra a vicenda ancora una volta. La Germania infatti è vulnerabile sia ad est che a ovest. L'UE, con tutti i suoi limiti, ha portato al periodo più lungo di pace: resisterà ai nazionalismi e alla crisi demografica?

Perché Cina e India, tre miliardi di persone, che hanno un confine di diverse migliaia di chilometri in comune non hanno mai avuto rapporti mai troppi problematici? Forse la risposta risiede nella catena montuosa più imponente del mondo e comunque le tensioni che hanno avuto sono avvenute proprio in Tibet e Nepal. In futuro queste due potenze in ascesa potranno scontrarsi sul mare dove stanno investendo tantissimo per avere delle flotte sempre più importanti che possano presiedere il Mare Cinese e non solo. La Cina ha utilizzato la stessa strategia della Russia: l'attacco preventivo come difesa per allargare il proprio territorio e essere meno vulnerabile ad invasioni date le ampie zone pianeggianti del suo vasto territorio. Ma ora non mira più a difendere i suoi confini, ma consolidarli con un popolamento delle zone più problematiche (cfr. Tibet) e a intrecciare relazioni per continuare la sua crescita e sfamare quasi 1 miliardo e mezzo di persone. Investe miliardi di dollari per costruire un canale in Nicaragua e ancora di più in Africa e Asia per sviluppare aree portuali immense. Una crisi economica come la grande depressione del '29 negli U.S.A. che effetti avrebbe? E in politica estera la sua presenza nelle zone calde è destinata ad essere sempre più importante e decisiva come per esempio in Corea.

Uno stato enorme, collegamenti perfetti, nessuna minaccia dai vicini, stessa lingua e moneta con un'unica nazione formata da 50 stati che crede e si immedesima nella sua bandiera e nei valori che rappresenta. Gli americani sono fanatici del loro essere americani. Quello che vorrebbe creare l'UE ma che non potrà mai realizzare pienamente perché l'identità nazionale degli stati europei è molto più forte di qualsiasi di idea Europa. Gli Stati Uniti sono un paese geograficamente fortunato, non devono preoccuparsi di difendere i propri confini, hanno risorse naturali, fiumi navigabili, ampie aree coltivabili, sbocchi su due oceani più grandi del mondo. Se non è una coppia d'assi a poker poco ci manca. Dato in declino da trent'anni è il paese che investe più in ricerca e spese militari, ha un tasso di natalità in crescità e un predominio in politica estera che forse sarà messo in discussione nei prossimi anni ma non è in crisi.

Assenza di porti naturali, fiumi enormi e di una bellezza devastante ma pieni zeppi di cascate. Che siano questi alcuni dei motivi per cui l'Africa non ha avuto successo da un punto di vista tecnologico e politico pur essendo la culla dell'homo sapiens e pur avendo enormi risorse naturali immense? Sono anche questi limiti geografici, il clima estremo, la zona desertica più grande del mondo e temperature favorevoli al proliferare di virus che hanno contributo alla storia africana. E quando l'Europa è arrivata con il colonialismo e ha tratteggiato molti confini senza tener conto delle differenze etniche sono scaturite guerre con milioni di morti. Con l'apporto di investimenti cinesi l'Africa ha prospettive di sviluppo a patto che riesca ad avere maggiore stabilità politica.

Anche in Medio Oriente le linee di inchiostro create dagli europei non esistevano nella realtà e ora si sta cercando di ridisegnare quei confini con il sangue. Assiria, Babilonia e Sumeria altro non sono che la divisione della zona tra curdi, sunnisti e sciiti. Tali aree le rispettarono sia gli Ottomani che Alessandro Magno. Il petrolio ha reso questa zona geograficamente ostile e difficile molto appetibile con effetti devastanti. Gestione, più che soluzione nel medio e forse nel lungo termine. Il più grosso punto interrogativo della politica estera attuale.

In America Latina invece le conoscenze del vecchio continente si sono trasferite nel nuovo, ma con una geografia ostile il successo è stato limitato. E' un continente svuotato con grandi città sviluppate solo nelle zone costiere, con vaste zone non adatte all'agricoltura, ampie zone desertiche e il polmone del mondo che viene disboscato per essere coltivato senza successo perché, sorpresa, è un terreno inadatto. L'America Latina è destinata a crescere, appare più stabile politicamente di altre zone in via di sviluppo ma i suoi limiti naturali le impediranno di tenere il passo dei paesi più avanzati.

Il libro è denso, pregno di spunti e analizza ogni mappa con scenari futuri sulla base della politica attuale e delle prospettive economiche di medio e lungo termine focalizzandosi sulle interconessioni tra le varie aree. La trovo una lettura affascinante, potente e eccitante: ti fa capire meglio il perché degli eventi. La storia è meravigliosa se la capisci, non se impari le date a memoria. Se riesci a calarti nel processo che ha determinato la situazione geopolitica attuale vieni rapito da quanto c'è da imparare e da scoprire. E' anche un'opera inquietante perché ti fa capire come gli equilibri del globo siano estremamente fragili, complessi e per nulla definiti. Sono nato nel bel mezzo guerra fredda, 1981, e sono cresciuto con una visione semplicistica, bipolare, del mondo.

Ora voglio spulciarmi la bibliografia e analizzare quello che molto probabilmente sarà il prossimo "campo di battaglia". L'artico. Risorse immense e sconosciute, rotte commerciali che storicamente erano impraticabili nel prossimo secolo lo diventeranno per molti mesi come ampiamente dimostrato dalle foto satellitari relative al progressivo scioglimento della calotta. Gli impatti ambientali è ipotizzabile che saranno rilevanti se non devastanti (cfr. stati come Bangladesh) e se credete alla teoria del raffredamento globale, derivante dalla bassa attività del sole... Beh sappiate che Stati Uniti, Russia e Cina non la pensano esattamente così. E sull'Artico ci stanno investendo decine di miliardi di dollari e sono pronti a trivellare e sfruttare fino all'osso una zona sulla quale non c'è ancora una bandiera e che potrebbe ridefinire gli equilibri. Ancora una volta.

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Commenti (Dieci)

macaco
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I romanzi a mio avviso servono a metterci in contatto con i vari sentimenti dell´uomo, poi ci si satura e si legge cercando risposte o nuovi punti di vista nella saggistica. É cammino giusto.

macaco: Vedo in modo differente peró la questione UE, non mi sembra che il proposito si stato perseguire un modello come quello americano, anzi l´europa é stata ideata come cuscinetto fra le due potenze. Parlare di nazionalismo sembra paradossale in un paese come l´Italia, che usa con disinvoltura la parola sovranitá, come a richiamare un qualcosa che non ci appartenie piú.
Infine mi é sembrata un poco ingenua la frase relativa alla seconda colonizzazione africana "senza tenere conto", quando credo fermamente che il disegno geopolitico era quello di creare esattamente quello scenario, per ovvi motivi.
Grazie per gli spunti di riflessione.
Falloppio: Spiegami meglio. Da come ha scritto nella rece, i colonizzatori europei non hanno tenuto conto delle etnie e hanno deciso confini "sbagliati". Perchè secondo te è sbagliato questo concetto?
ilfreddo: Ciao! il mio non era giudizio. I confini deliberatamente o no, sono stati tracciati senza tenere conto delle diversità del territorio e per questo motivo ho usato la parola sbagliato. Forse però avrei potuto scrivere "hanno tracciato confini senza tenere conto delle diversità e dei confini etnici e geografici". Il punto comunque è che quella scelta ha inciso sulla zona in modo molto importante. Saluti
Falloppio: Mi riferivo al commento di Macaco. Volevo capire Meglio.
Sono affascinato da quest'argomento
ilfreddo: Ciao Macaco, non sono d'accordo sulla questione UE. Prima si chiamava CECA (comunità europea carbone e acciaio) proprio per fare in modo che venissero regolate le due principali materie prime per eccellenza in fase di guerra tra Germania e Francia. Il modello secondo me era creare un qualcosa di simile agli Stati Uniti d'America ma a livello di politica estera e politica interna i nostri stati non sono disposti a perdere ulteriore sovranità.
macaco: Nel mio libro di storia é presente una mappa dell´africa dopo la prima e la seconda colonizzazione, l´avro guardata decine di volte. Dalle mie riflessioni e ricerche sono convinto che i metodi di ripartizione dei confini politici abbiano seguito una logica favorevole allo sfruttamento. Per persegure tale obbiettivo hanno separato etnie, e facendone confluire diverse ina stessa nazione in modo da renderla ingovernabile. Quando una nazione non ha un popolo la governi da fuori con facilitá. La Francia dopo che alcuni stati conquistarono, lottando, l´indipendenza liberó il cammino alla decolonizzazione senza peró dare la libertá monetaria cosí da continuare il dominio economico.
iside
iside Divèrs
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E pensare che secondo il MIUR a geografia è inutile. Capre.

Stanlio
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Ehm, cosa "è già successo quattro volte dal 1800"...?

Falloppio: Sono curioso anche io. Cosa è successo?
ilfreddo: Parlavo della Russia... 1812 Napoleone, guerra di Crimea 1853, 1914 e 1941 dai tedeschi nella prima e seconda guerra mondiale. Da ovest sono stati invasi quattro volte e per questo motivo la zona pianeggiante est europea è sempre vista con preoccupazione. Andando più indietro nel tempo i polacchi invasero la Russia nel 1600 e nel 1700 gli svedesi. Sempre dalla stessa parte, geograficamente senza ostacoli naturali
Falloppio
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La geografia che modifica la storia. Interessante.
Bravo. Mi è piaciuta l'analisi.
Metto il libro nel carrello.

Raskolnikov1789
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Molto interessante, grazie mille per lo spunto. Effettivamente la geografia è un fattore importante, e forse sottovalutato, dello sviluppo storico, purché non si scada nel voler spiegare la storia in maniera deterministica

lector
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ilfreddo
ilfreddo Divèrs
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Debaser mi stupisce. Non credevo che qualcuno leggesse questo mattone ma i vostri commenti mi hanno fatto ricredere. Vi consiglio anche dello stesso autore "Le 100 bandiere che raccontano il mondo".

sfascia carrozze: Adesso non si allarghi.
proggen_ait94
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Bella la Geografia Umana.

proggen_ait94: ti consiglio Armi, acciaio e malattie di Diamond
sfascia carrozze
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Lei (ci) bacchetta il DeBasio e fa bene.
Ma, scusi sé glieLo chiedo, è proprio (ma proprio-proprio) sicuro che Geopolitca andrebbe [proprio] inserito tra i DeGeneri para-letterari del DeBasio?

ilfreddo: Esimio Sfascia era una bacchetta bonaria ovviamente. Non credo che ci saranno molte altre recensioni di libri di geopolitica. A parte le mie :)
sfascia carrozze: Ma quindi secondo Lei sarebbe auspicabile introdurre sia la definizione Geopolitca (così come scrisse nella DeRecenza) che quella Geopolitica (così come scrisse quissù)?
No, lo dica.
ilfreddo: Beh certo la geopoltica è tutta un'altra cosa rispetto alla geopolitica. Mi stupisco di Lei Sfascia. Dovrebbe saperlo. Potrei scriverci un rece sulle differenze tra la geopoltica e la geopolitica. Non mi ero accorto dell'errore...
Stanlio: mica vero, nel mio piccolo "recensii" abbastanza recentemente l'ano appena trascorso qualche libro di Bill Bryson il quale nel suo piccolo se non parla strettamente di ehm Geopolitca beh, poco ci manca, il chè non è poco para-letteralmente parlando/scrivendo...
Stanlio: *ehm, anno... XD
sfascia carrozze: @[Stanlio]
Forse Ella in quel preciso caso parlava proprio di Geopolitca (ancorché à sua insaputa).
Stanlio: ecchippuòddirlo?
puòddarsi!
anco picchì dal tonico sonno ed il blù col giallo con fondo ogni volta al sema foro... mi
sfascia carrozze: Non so di cosa parla:
il rosso non l'ho mai visto.
Quando arrivo al semaforo ammè mi scatta sempre-e-solo il verde
Stanlio: ammemmifà moooooolto piacere che gli semafori siano e continuino ad esser compiacenti nello scattare a suo favore maio (come quasi luigi di) non scrissi affatto con affetto di rossi o di verdi ma di bleu & yellow ça va sans dir ou ça va avec dir, avez Vous comprì?
Falloppio: Uh
Anche io voglio la tele a colori.....
Mi aiuti.....?
sfascia carrozze: Giammai!
Falloppio: Io ti ho dato una mano a costruire la palafitta e tu....?
Mike76
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Letto. L'ho trovato interessante in più parti ma molte analisi o fatti raccontati li si può desumere anche facendo un po' di attenzione al telegionale. Insomma, buon libro ma non è che sveli chissà che cosa. Per l'autore il ruolo di potenza egemone di questo secolo se lo giocheranno USA e Cina, staremo a vedere.

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