Todd Rundgren
Runt. The Ballad Of Todd Rundgren

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Nel mondo della musica ci sono artisti che "sentono il disco", e mentre lo compongono, lo suonano, lo incidono s'accorgono di cos'hanno sottomano. Ci sono poi artisti che, ancor prima che una sola nota venga partorita, sanno già che quello a divenire sarà, dovrà essere, il capolavoro d'una carriera, ed allora si isolano, si applicano, si concentrano, si buttano anima e corpo, si spremono come agrumi, ed una volta tirato fuori il frutto di cotali immani sacrifici, li ritrovi che portano i segni della fatica, magari con molti meno chili o capelli, o con occhiaie che le camionate di fondotinta non servono quasi a nulla... E poi ci sono quelli come Todd Rundgren, che dal '69 al '71 ha sfornato cinque albums uno meglio dell'altro, e non ha una ruga in viso, anzi diventa sempre più bello... "Ma come diavolo farà", verrà da pensare all'"artista qualunque"... Forse c'entra proprio il diavolo...

Una varietà immensa di stili... Tutti mescolati fra di essi... Con il soul ad imperare... Un estro che ti sorprende... Ed una sapienza che non ti spieghi.

"Long Flying Robe" è meglio di "Saturday In The Park" dei Chicago. Questa simpatica marcetta ha un'eco dei Beach Boys, ingrediente tipico delle ricette di Rundgren, molto usato anche in questo disco di ballate. E pensare che, in America ma anche dalle nostre parti, quando si fece sentire in giro, qualche annetto fa, un disco di tali Five For Fighting, ci fu qualcuno che ebbe il coraggio barbaro di gridare al miracolo! "A Long Time, A Long Way To Go" è soul in falsetto, delicatissima. Michael Bolton, al cospetto della linea melodica e dell'interpretazione di questi due minuti e mezzo di diamante, dovrebbe considerare il suo spessore artistico alla stregua di quello di una sottiletta, quindi scrivere di proprio pugno una lettera in cui affermare l'inutilità della sua esistenza, e farla finita. Ed invece il cappio sta al collo di Todd...

Alterna strofe blues a ritornelli gospel lievi lievi, in "Hope I'm Around". Gavin DeChi? "DeGrOw" (!)? "Grow"? "Crescere"? Questo che canta si fa chiamare "Runt", "Nano"... Il cool jazz, Burt Bacharach e le foglie secche dell'autunno: "Be Nice To Me" è una di quelle melodie che ti fanno sentire euforico e malinconico al contempo, triste e allegro, scattante ed assonnato... Queste sono le melodie che ti fan venire voglia di gettare le sigarette (o le canne, per chi ne avesse il gusto) per accandere un bel sigarino aromatico alla vaniglia, di toglierti di dosso il chiodo ed indossare un impermeabile beige in stile Dick Tracy, di metterti un vecchio Borsalino sulla cresta da punk. Quale cazzo di Michael Bubblégum! Dall'autunno dritti alla primavera di "Chain Letter"; Todd comincia con la sola chitarra acustica, ma presto il brano s'elettrifica e si stratifica, riempiendosi di suoni, di pulsazioni, di echi, di controcanti, e diviene una bolgia di vibrazioni... Il cool jazz di "Boat On The Charles" diviene chill out, tra bongos e xilofoni; quindi i suoi falsetti ed i suoi cori dànno vita ad un acquarello che non avrebbe sfigurato dentro "Pet Sounds".

Il rock n'roll di "Parole" ed il blues pop suonato da surfisti in "Bleeding" forse non aggiungeranno granché, ma rimangono ancora quattro perle di bellezza assoluta, al pianoforte... "The Ballad (Denny & Jean)" si fa accompagnare da un delicato mellotron e da campanellini: melodia pulitissima. "Wailing Wall" è piano, voce e cappio: più delicato di Carole King, più vero del primo (ed anche del secondo) Elton John, raggiunge le vette del divino Burt e di quella che Todd idolatrò quale musa e maestra, Laura Nyro. Con "The Range War", il (si fa per dire) Nano dimostra di non saper solamente scrivere delicatissime love songs, col pianoforte, ma di fare anche egregia pop music. "Remember Me" è il commiato finale, tra note liquide... "Please remember me" invoca Todd, salutandoci... Dimenticarlo? Ma se ogni volta che ci pensa, l'"artista qualunque" non ci dorme la notte! Altro che dimenticare! C'è da andr fuori di testa, e forse sarebbe l'unico modo per non pensarci più...

Todd Rundgren, con la facilità e la disinvoltura di chi non ne è affatto consapevole, fa dischi l'uno più bello dell'altro... Di anno in anno. E non ha una ruga. E non è affatto un nano. E' un gigante.

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Commenti (Cinque)

OleEinar
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FabrizioCorona
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...si può vincere una guerra in due, e forse anche da soli..ma è più difficile cambiare un'idea!
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GrantNicholas
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Grande Mien. Ascolterò.
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sorciopeloso
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come al solito, invogli all'ascolto. Rundgren lo conosco solo come produttore (di un album dei bad religion!), chissà come suonano i suoi album. mi ha colpito il fatto dei cinque album in tre anni, in effetti però parecchi artisti "del passato" erano molto più prolifici della maggior parte di quelli odierni...chissà come mai.
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psychrockblues
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non per rompere ma è long flowin' robe. sempre grande
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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