Non che sia un fan sfegatato della fusion/easy listening che aveva iniziato a imperversare dalla metà degli anni 70 negli States, ma mi è capitato fra le mani questo "New York Connection" di Tom Scott (CD) e perchè non dedicargli un ascolto e due righe si DEB.

Tom Scott, libero dai legami con il suo storico gruppo, gli LA Express si avventura nella grande mela, quasta volta in compagnia di Bob James (tasiere), Steve Gadd (batteria), Richard Tee (tastiere). L'esperienza e la maturità acquisita sulle spiagge della California gli fanno da guida nell'interpretare le atmosfere newyorkesi, non solo quelle dei club, fumosi e promiscui, ma anche delle periferie dove neri, portoricani e spacciatori popolano le calde notti della metropoli. E la descrizione in chiave fusion di queste serate gli riesce proprio bene! I brani scorrono uno dopo l'altro, gradevoli all'ascolto, ritmiche divertenti e variegate di alternano a down-tempo che seguono l'ancheggiare di quella bionda che si è avviata verso il banco per chiedere un drink. Tom Scott poi non invade il campo con il suo sax sempre e comunque, ma lascia lo spazio che tutti gli altri meritano. La sezione ritmica diverte e disegna figure su cui tutti gli altri solisti si divertono a svariare. Così scorre questo disco che non esalta, non annoia, semplicemente piace e lo si ascolta. Nel 1976 succedono tante cose nella musica degli USA, succede anche questo, fra funky, disco, west-coast "New York Connection" non ci sta male anzi, ci sta proprio bene.

La stampa su CD non è eccelsa, ma pazienza. Se becco il vinile lo compro.

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