Copertina di Tomat 01-06 June
AlexPaterson

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Per appassionati di musica sperimentale, elettronica e post rock, ascoltatori curiosi di sonorità non convenzionali e improvvisate
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LA RECENSIONE

Dopo le uscite come N.A.M.B. e Niagara, Davide Tomat torna in qualità di solista con un album nato da una serie di jam sessions vocal/synth/chitarristiche effettuate con l'ausilio di loopers ed effetti.

Come viene orgogliosamente fatto notare in un comunicato stampa che sottolinea l'attitudine improvvisativa dell'opera, i quasi settanta minuti di 01-06 June sono stati assemblati senza alcun overdub dopo una settimana di registrazioni intense. Ciò premesso si potrebbe immaginare un approccio alla stesura ispirato al jazz. Niente di più sbagliato: l'iteratività delle composizioni non le accosta a Davis e Coltrane bensì alle ricerche degli esploratori post Eno, ambiente sonoro cui vanno a sovrapporsi stratificazioni vocali tra gli Yes e gli Animal Collective.

Ne risulta un album che scansa la logica strofa – bridge – ritornello delegando la manutenzione del livello attentivo a stratagemmi obliqui alla musica, scopo ahimè raggiunto solo in parte: un filo di pianificazione e di perizia nella selezione in più avrebbe infatti giovato alla varietà di un'opera che, nei suoi settanta minuti di durata, ammalia ed annoia in egual misura.

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Riassunto del Bot

Tomat ritorna come solista con 01-06 June, un album di circa settanta minuti costruito con jam sessions e senza overdub. L'opera si ispira ai suoni post Eno, stratificando vocalità in stile Yes e Animal Collective. La mancanza di pianificazione penalizza la varietà, rendendo l'ascolto alternatamente affascinante e noioso.

Tomat

Davide Tomat, qui noto come Tomat, ha militato in progetti come N.A.M.B. e Niagara e pubblica come solista l'album 01-06 June, costruito su jam sessions con loopers ed effetti e assemblato senza overdub.
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