TransAtlantic
Live @ Alcatraz - Milano, 17.05.10

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Attendevo con grande entusiasmo questo ritorno dei TransAtlantic e devo dire che l'ascolto di "The Whirlwind" ne è decisamente valsa la pena (dell'attesa ovviamente) e altrettanto forte era il mio entusiasmo alla notizia che avrebbero suonato a Milano e ancor più forte era la convinzione che dovevo andarci, soprattutto dopo essermi perso Porcupine Tree e Riverside.

Prima ho atteso intelligentemente, cercando di trovare qualcuno con cui andare, ma poi, dopo aver avuto la conferma da coloro che erano venuti con me al Progressive Nation (conosciuti tramite Facebook) mi sono tuffato di corsa nel centro commerciale più vicino a casa ad impossessarmi del biglietto. È un'emozione fortissima e l'attesa non fa che crescere ulteriormente. Ancora una volta l'acquisto è avvenuto all'insaputa dei miei; al Progressive Nation rivelai solo a due giorni dall'evento di avere il biglietto nel cassetto, questa volta lo scopre subito mia madre vedendo il tagliando giallo sulla scrivania, mio padre è un po' perplesso sulla lontananza del luogo e sull'orario del ritorno (e presunti rischi), convinto che io ci andassi da solo e comincia le sue solite e interminabili quanto odiose discussioni polemiche, ma si placa quando scopre che non sono da solo ad andarci. Certo che fare discussioni come queste ad un ragazzo di 21 anni non è roba da padri coraggiosi, ma qui non c'è spazio per chi ha sempre paura che succeda qualcosa!

E così arrivò il gran giorno. Dopo aver incontrato suddette persone all'uscita della metrò (e dopo aver ricevuto elogi da una di loro, contentissima di vedermi per la prima volta dopo aver partecipato all'idolatria che vi era su Facebook nei miei confronti da parte di molti per la mia conoscenza e per miei discorsi e le mie considerazioni sul prog moderno) l'attesa fuori dall'Alcatraz non è di quelle mastodontiche e ciò non mi sorprende; mi sorprende piuttosto la massiccia affluenza di metallari, dato che il gruppo non è certamente metal. E così si entra. Discutibilmente (e qui voglio che uno scienziato si metta ad analizzare i loro neuroni per capire il perché di tale decisione) ci chiedono di lasciare lì all'ingresso lattine e bottiglie; pensa un po', uno potrebbe avere un'arma da fuoco e far fuori tutti e a loro importava che nessuno avesse né bottiglie né lattine, bah! Lasciamo perdere.

E dopo un'attesa piuttosto lunga e sofferta... eccoli sul palco, pronti con il primo set del concerto. Una luce inquadra l'Italia sulla scenografia (corrispondente alla cover del nuovo disco) e fa salire ulteriormente l'emozione. I quattro sono finalmente sul palco pronti ad eseguire tutto d'un fiato e senza interruzioni l'intera suite "The Whirlwind", che da sola compone il loro ultimo album. Molti si sarebbero chiesti se l'avessero suonata senza troppe imperfezioni e ricordandosi tutto a memoria... ma abbiamo di fronte dei grandi musicisti, che non devono mai spaventarsi, nemmeno di fronte ad un lunghissimo spartito di 77 minuti. Il più "Tamarro" come sempre Portnoy: io l'avevo decisamente vicino (ero abbastanza davanti, decentrato sulla destra, proprio all'altezza della batteria, posizione tra l'altro ideale per effettuare delle riprese) e ho visto bene come egli si dimostra sempre capace di trascinare il pubblico; poi è stato notevole vedere come nei momenti in cui c'era da picchiare più forte egli lo faceva con una tal grinta che si vedevano le schegge di legno schizzare dalle stecche mentre dava i colpi. Il più riservato è stato invece il bassista Pete Trewavas, molto tranquillo ed espressivo invece il chitarrista Roine Stolt, più vivace, ma in maniera piuttosto contenuta, il cantante e tastierista Neal Morse. Preziosissimo si è rivelato sul palco l'apporto del leader dei Pain Of Salvation Daniel Gildenlow (che già li aveva accompagnati in tour ai tempi di Bridge Across Forever); egli è apparso molto vivace, allegro, quasi un ragazzino dice qualcuno che scorazzava volentieri in giro per il palco e suonava vari strumenti. E così con "The Whirlwind" se ne va manco a parlarne la prima ora e un quarto di concerto.

Approfitto dell'intervallo per fare qualche foto e qualche chiacchiera.

Ancora una volta dobbiamo attendere un bel po' prima di rivederli sul palco... ed ecco che rientrano sul palco per la seconda parte della serata, pronti a deliziarci con materiale proveniente dai primi due album. "All Of The Above", dal primo album "SMPTe" è uno dei momenti in cui mi sono divertito di più, datoche per me rappresenta una delle cose migliori mai fatte dal gruppo. L'adrenalina sale un po' a tutti sui primi minuti dell'esecuzione. Portnoy durante una delle parti lente ne approfitta per riposarsi e fa uno strano effetto vederlo cantare da seduto.

E poi arriva uno dei momenti più emozionanti della serata, ovvero l'esecuzione di "We All Need Some Light" (sempre dal primo album), con Morse che prende la chitarra a 12 corde (le tastiere le suona Gildenlow); peccato che la band abbia scelto di far cantare a Stolt il brano che nella versione originale è cantato regolarmente da Morse, ma il pubblico sembra gradire ugualmente e tutti a muovere le mani a destra e sinistra e ad alzare gli accendini e i cellulari incitati ancora una volta da Portnoy che nell'intro dà carica al pubblico seduto sulle casse con un cellulare in mano.

E ora un po' di materiale dal secondo album "Bridge Across Forever". Si inizia con "Duel With The Devil", anch'essa eseguita nella sua interezza e ben accolta dal pubblico (molti la ritengono la suite capolavoro del gruppo, per quanto sento dire in giro), nulla da aggiungere, altra esecuzione magistrale e piena di pathos.

Altro momento delicato ci viene offerto con l'esecuzione della ballad "Bridge Across Forever" eseguita in duetto da Morse e per l'occasione anche da Roine Stolt, che comunque si dimostra all'altezza. In tal momento i miei due amici ne approfittano per correre al Merchandising e comprare qualche gadget.

Si chiude con l'esecuzione dell'altra suite del secondo album, ovvero "Stranger In Your Soul" e qui succede di tutto! Disgraziatamente Daniel Gildenlow indossa, fra la rabbia di un milanista come me, la maglia neroazzurra di Eto'o (l'Inter era reduce dalla conquista dello scudetto), e nella parte più movimentata e veloce del brano i 5 (o 4+1, ditela come volete) decidono di allungarla nella maniera più originale: Portnoy imbraccia il basso, Neal Morse si mette davanti alla batteria suonandola di persona, Trewavas se ne va alle tastiere; in mezzo c'è anche un tributo a Ronnie James Dio, scomparso giusto il giorno prima. Portnoy (con addosso un qualcosa che sembrerebbe un accappatoio) effettua anche un crowdsurfing sul pubblico! Poi due dei quattro miei "seguaci" lasciano in anticipo il locale per scongiurare la perdita dell'ultimo treno per Torino ma io rimango lì, sotto il palco ad emozionarmi con l'intenso finale (Portnoy dopo aver lanciato le bacchette in un paio di occasioni firma un piatto e lo lancia).

E me ne vado felice non prima di essere passato dall'area merchandising ed essermi comprato una bella maglietta commemorativa del tour. È stata una serata fantastica, condotta da musicisti eccezionali che con sole 6 canzoni hanno tirato fuori un concerto di oltre tre ore (roba da pochi) senza mai subire cali di tensione. Qualcuno parla di "concerto prog definitivo", io parlo semplicemente di serata epica, dove si sono divertiti praticamente tutti e che tutti ricorderanno con gran piacere e vorrebbero rivedere.

Questa DeRecensione di Live @ Alcatraz - Milano, 17.05.10 è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/transatlantic/live-at-alcatraz-milano-170510/recensione

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Commenti (TrentaCinque)

TheJargonKing
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massì è vero, è stata una bella serata.
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blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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Che tristezza
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Hell
Hell Divèrs
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Anche io quando inizio a discutere di progressive vegetarian grindcore ruttando si prostrano tutti ai miei piedi. Soprattutto le mie modeste considerazioni personali sull'epic hollywood symphonic metal più oltranzista e minimale degli ultimi ventisette anni fanno andare in visibilio stuoli di ragazzine medalline grasse e bercianti, che ogni volta fanno a botte per sacrificarsi sull'altare che i miei seguaci di feisbuk e netlog hanno eretto esclusivamente in mio onore. Ma alla fine è soltanto una mera questione di classe.
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Alfredo
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Hell, quello con la posa da fotomodello nella foto non sarai mica tu?..ti immaginavo un zozzo ubriacone metallaro. Tutto ciò non è molto medal, sappilo! :DD
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Emi
Emi
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The Whirlwind tutto assieme e senza pause è mortale quanto una scoreggia in una stanza sigillata.
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Non ho letto la rece, ma mi sorge una domanda: ma a Milano fanno ancora concerti?!? Ieri sono passato davanti a Mariposa e nella lista prevendita attaccata alla vetrina ci saranno stati al massimo 4-5 date (peraltro tutta robaccia...). Da quello che so, la roba un pochino più alternativa si sta spostando a Torino e anche l'Emilia e il centro Italia ci stanno fottendo un sacco di concerti interessanti. Spero che la stagione invernale del Magnolia sia almeno un cicinin interessante, altrimenti c'è davvero da piangere.
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Alexander77
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Bartolino canto io per te! Che ti frega dei concerti!
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Caro, lo sai che preferisco quando hai la bocca occupata... ;)
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Alexander77
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allora canterò mentre mastico una fetta di pizza margherita!
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blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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Venite tutti a Torino! Vi ospito a casa mia, ci occupiamo la bocca a vicenda, andiamo al concerto, poi torniamo e ci riempiamo la bocca a vicenda di nuovo!
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Schizoid Man
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"idolatria che vi era su Facebook nei miei confronti da parte di molti per la mia conoscenza e per miei discorsi e le mie considerazioni sul prog moderno" sai che culo conoscerti! sicuramente più eccitante di una puzzola con le emorroidi! hai 21 anni e sei morto... lo sapevi?
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splinter
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SCHIZOID per favore, non insultare chi non conosci!
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JURIX
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Diobon sti qua si chiamano veramente TRANSATLANTIC?
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Alfredo
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Spero che Splinter abbia almeno fatto loro l'autografo. No perchè non si deve MAI rifiutare un autografo ad un fan!
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Splinter sta cosa dell'idolatria su Facebook puzza di balla più del contratto con gli italiani dell'operaio di Arcore. Non è che ci vuoi coglionare?!? Piuttosto riportaci qualche messaggio di qualche tuo fanz!
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Alfredo
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Ha ragione! ho trovato un gruppo su facebook intitolato: "MA QUANTE STRACAZZO DI COSE SA SPLINTER DI PROG MODERNO?".
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Lupin
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agghiacciante. andrebbe a fagiolo il commento di blechtromBel, ma ho più di un dubbio che sto assemblamento di vaccate, facebook, prot-metal e sbigottimento perchè per la prima volta nella storia non hanno fatto entrare bottiglie ai concerti... bè a me sembra sia tutta un presa per il culo o almeno lo spero. nel dubbio voto.
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blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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Ma soprattutto, dicci, la tizia che ti idolatrava, a fine concerto, te l'ha fatto un pompozzo di 75 minuti in 7/4 con variazioni sul tema? Se non te l'ha fatto dovresti rivedere il tuo concetto di idolatria!
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Cioè, Splinter, "Idolatria" sono parole grosse. Un conto è l'apprezzamento, un conto è la venerazione. Se mi dici che addirittura ti hanno... mmm... idolatrizzato! mmm... idolatroiato! mmm... idolatrinizzato! mmm... idolatitudinizzato! cioè, vuol dire che te ne hanno dette di ogni. Mo siamo curiosi: diccene qualcuna!
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Hell
Hell Divèrs
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Idrolatticizzatemi. Ora.
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Hell
Hell Divèrs
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O era idloratriccizattemi?
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Hell
Hell Divèrs
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Vabbè, fanculo.
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Io idolatracizzo Tu idolatrai Egli idolatrazza Noi idolatrizzaciamo Voi Idolatroie Essi idolatracizziscono. Mi sa che è irregolare...
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JURIX
JURIX Divèrs
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Poi non so...ma questa recenZione mi ha veramente lasciato un segno indelebile dentro io-me nel senso di me stesso-medesimo. Cioè è un pò che cerco che non pensarci ma... l'immagine della folla che agita in aria i cellulari aizzata da Mike PROTnoy seduto sulle casse con il cellulare in mano è qualcosa che va aldilà della mia psichica concezione mistica dello zen.
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Pensa che io oggi pomeriggio ho detto a un cliente: "qui non c'è spazio per chi ha sempre paura che succeda qualcosa!".

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Alfredo
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"Ancora una volta l'acquisto è avvenuto all'insaputa dei miei"--> a 21 anni??? sono perplesso.:)
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Alfredo
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Il commento 25 mi ha fatto venire le lacrime! :DDD
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Alfredo
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Ora, posto che ti hanno sgamato il biglietto in anticipo, se fossi riuscito a tenerlo nascosto qual'era il piano per la sera del concerto? sono curioso..:)
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teenagelobotomy
teenagelobotomy Divèrs
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Anch'io ti idolatrizzo Splinterino:)
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JURIX
JURIX Divèrs
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"dato che il gruppo non è certamente metal"..."Genere:Progressive"... allora mi sorge spontanea una domanda: ma che genere fanno sti qua? Progressive che? Comunque sta recenZione è una perla, robe tipo "nei momenti in cui c'era da picchiare più forte egli lo faceva con una tal grinta che si vedevano le schegge di legno schizzare dalle stecche mentre dava i colpi" oppure "In tal momento i miei due amici ne approfittano per correre al Merchandising e comprare qualche gadget" sono momenti letterari che non si contemplavano da tempo, qui su Progressive-De-Baser.
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Alfredo
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Vero, con batteristi di tal guisa non v'è da restar delusi. S'intende.
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dlf
dlf
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Sta recensione puzza un po' di nerd. Ma ravanare nell'intimo della tipa che ti idolatrava no, eh? Non è che hai avuto sempre paura che succedesse qualcosa?
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Mamma mia DLF, quella "paura che succeda qualcosa" è forse la sensazione più brutta che un uomo possa provare. Al primo posto c'è sicuramente la sensazione di umidiccio che si prova quando si fa una puzza e invece si spruzzetta un pochino perchè il cagotto è dietro l'angolo. Ma subito dopo mi sa che c'è proprio quella che dici tu. Tipo che hai una voglia pazzesca di baciarla, ma ti tremano le gambe solo all'idea che possa succedere. Credo che se la mia prima fidanzatina non mi avesse preso con la forza, il primo bacio lo avrei dato al concerto dei Translatlantic.
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Alfredo
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DLF, quello che dici è sacrosanto, però c'è un'incognita da considerare: COM'ERA l'idolatratrice! e se tanto mi da tanto, il nostro Splinter è un'esteta che non si accontenta. Non è mica come me che "basta che la respire!" eh :D
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dlf
dlf
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@ Bartle e Alfredo. Come dice il Vecchio Saggio: "Da quando esiste l'alcol il brutto non fa più paura". Con queste sante parole ho imparato a classificare il genere femminile in base al numero di ceressini occorrenti per rendere l'individuo femmina di turno attraente, e di conseguenza assegnare ad ogni homo sapiens cum penis una gamma di gusti sessuali che va dal ferreo esteta al lezzo necrofilo nel giro di una stessa serata. Contemporaneamente ho sviluppato una laboriosa tecnica di approccio chiamata "faccia da culo" che mi ha reso preminente azionista della birreria Ceres nonché assiduo frequentatore di luoghi più o meno reali/virtuali ove siano presenti nel nome le lettere "P", "O", "R" e "N", non necessariamente in quest'ordine.
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