Copertina di Tutti Fenomeni Merce funebre
Martello

• Voto:

Per appassionati di musica indie e alternativa, amanti dei testi colti e della scena musicale italiana innovativa.
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LA RECENSIONE

Chi cazz'è Tuttifenomeni? E' un gruppo indie? E poi perchè hanno fatto un album chiamato Merce funebre, cosa vuol dire questo titolo? Ebbene, queste sono le domande che mi sono fatto prima di passare all'ascolto proprio di Merce funebre. E scopri molte cose: inanzitutto, Tuttifenomeni è un cantante (lo so sembra il nome di una band ma è solo un tizio) che all'nizio ha pubblicato qualche brano in stile rap/trap abbastanza atroci (titoli come Più ti amo fanno rabbrividire). Ci vorrà qualche anno per vedere in Giorgio Quarzo (vero nome di Tuttifenomeni) una maturazione pazzesca. Prima con Trauermarsch e poi con Valori aggiunti, fino al gennaio di questo anno ovvero quando è uscito il suo album d'esordio.

Inanzitutto è un disco indie, ma non l'indie come siamo abituati a vederlo ora (tipo Stato sociale, Dente o Thegiornalisti); un indie sofisticato, con delle soluzioni musicali originali che, anche se non fanno gridare al miracoli, sono molto piacevoli e scorrono bene (questo grazie a Niccolò Contessa, che ne ha curato la produzione). E poi ci sono i testi, mai banali e strapieni di riferimenti culturali alla letteratura, alla musica, all'arte, insomma veramente intriganti. Musiche ottime e testi mai banali possono portare solo a una cosa, ovvero a un ottimo album. E poi un album che inizia con la Marcia funebre non può che essere considerato geniale già da subito. Poi se ci metti dentro lo sguardo contemporaneo e amaro di Valori aggiunti, il fallimento culturale in Mogol, l'inaccessibilità di Hikmet (ispirato al poeta omonimo) e i giochi di parole di Metabolismo cominci a comprendere quanto particolare sia questo autore. Ma ci sono almeno una manciata di canzoni da citare a parte: Qualcuno che si esplode è una visione allucinata e corrosiva di questa società e nel mentre cita anche Dante, Diabolik dove ironizza sull'italiano medio e sogna di essere un piccione (ascoltare per credere), Marcel dove i libri di Proust sono messi accanto al bidet e soprattutto Trauermarsch (significa proprio Marcia funebre, guarda il caso) che ha una coda strumentale al limite dello psichedelico. All'ascolto vi verrà in mente qualcuno, un certo cantautore siciliano che nei suoi testi metteva riferimenti colti a destra e a manca (indovinate chi). Anche se i livelli di costui non li raggiungerà mai, Tuttifenomeni ha talento e ha sfornato un album bello e fresco, insomma ciò di cui abbiamo bisogno in questo periodo. Ve fo gli auguri di buona Pasqua, buona giornata e buon ascolto

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Riassunto del Bot

Merce funebre è l'album d'esordio di Tuttifenomeni, progetto solista di Giorgio Quarzo, che mostra una maturazione dopo esperienze rap/trap iniziali. Il disco, prodotto da Niccolò Contessa, si distingue per un indie sofisticato e testi ricchi di riferimenti culturali. Le canzoni spaziano da riflessioni sociali a ironie linguistiche, offrendo un ascolto piacevole e stimolante. Un lavoro particolare e fresco, adatto al panorama musicale attuale.

Tracce

01   Marcia Funebre (01:34)

02   Valori Aggiunti (02:54)

03   Metabolismo (02:59)

04   Mogol (03:08)

05   Reykjavik (03:27)

06   Diabolik (03:05)

07   Hikmet (03:24)

08   Filosofia (02:48)

09   Marcel (03:23)

10   Qualcuno Che Si Esplode (02:50)

11   Trauermarsch (04:47)

Tutti Fenomeni

Tuttifenomeni è presentato nella recensione come un cantante che ha iniziato pubblicando brani in stile rap/trap e che ha mostrato una forte maturazione artistica nell'album d'esordio Merce funebre, la cui produzione è curata da Niccolò Contessa.
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