Copertina di Twenty Miles To Mother Twenty Miles To Mother
Hateworld

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Per appassionati di emocore e noise rock anni ’90, fan della musica alternativa italiana, ascoltatori curiosi di nuovi power trio con influenze vintage
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LA RECENSIONE

Prendete le sonorità midwest emocore anni 90, aggiungeteci un pò di noise rock... ecco a voi i Twenty miles to mother.

Luigi, Luca (entambi già pionieri del genere negli anni 90 con i mai dimenticati Suburban Noise) e Nicola sono alla loro prima fatica, influenzati da Lifetime, Braid, Garden Variety e primi Get up kids. Ma più che un demo lo definirei un primo album.

Riff incalzanti e dinamici, batteria mai statica, voce ben concepita e basso sempre pulsante sono gli ingredienti di questo più che buono esordio. Buona la produzione anche se non a ottimi livelli.

Al primo ascolto rimango estasiato dalla seconda traccia (e a mio modo solo per questa song vale la pena avere il disco) "Can't sleep on a friday night", 4 minuti ottimamente costruiti, con una parte finale da applausi in cui si gli intrecci di voce la fanno da padrone per un crescendo che ti trasporta fino alla conclusione del brano.

Assolutamente non seconda alla traccia scritta sopra è "Life time". Più frenetica della precedente, con ripetuti e ben concepiti cambi di tempo che rendono il tutto non scontato, in cui le chitarre di Nicola si accoppiano perfettamente ai tempi mai banali di Luigi.

Ottima anche "The road so far" e il brano strumentale "Kiss the sky goodbye".

Forse l'unica pecca è rappresentata da "Spring". Buon brano acustico sicuramente, ma che poco ci stà con il tema del disco. Ma, come si dice in queste occasioni -The gustibus non est disputandum-.

L'esperienza non manca di certo, le idee lo stesso, come anche la voglia di fare. Spinti anche da nuova linfa e incoraggiamenti, questo power trio non è certamente una di quelle band che verranno accantonate con il tempo. E certamente sta a loro, magari con una piccola dose di fortuna, farsi valere con il passare dei giorni. Attendo una loro prova sulla lunga distanza tra qualche tempo.

In definitiva, come detto sopra, esordio più che buono. Ci fosse una scala numerica (da 1 a 10 ad esempio), darei 7,5. Il disco lo consiglio vivamente a chi ha vissuto le melodie degli anni 90, ma anche a chi le ha accantonate magari causa proseguio degli anni, sperando in una seconda giovinezza. Si, come se fosse una seconda giovinezza, un viaggio indietro nel tempo che stanno compiendo Luigi, Luca e Nicola, e che sinceramente ho compiuto con piacere anche io.

Peace. 

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Riassunto del Bot

Il primo album dei Twenty Miles To Mother fonde emocore anni '90 con elementi di noise rock, offrendo riff energici e una produzione solida. Brani come "Can’t Sleep on a Friday Night" e "Life Time" si distinguono per dinamismo e intrecci vocali. Nonostante qualche scelta più soft non sempre coerente, la band italiana mostra talento e voglia di crescere, promettendo un futuro interessante nel panorama alternative.

Tracce

01   The Bus (03:32)

Twenty Miles To Mother

Power trio composto da Luigi, Luca e Nicola. Esordio omonimo descritto come "più che buono", influenzato dal midwest emocore anni '90 e dal noise rock; produzione buona ma non eccelsa secondo la recensione disponibile.
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