Copertina di Ufomammut 8
algol

• Voto:

Per appassionati di doom metal, sludge, stoner, musica psichedelica e metal sperimentale, ascoltatori alla ricerca di esperienze sonore immersive e originali.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Immaginate un gigantesco monolito.

Avvicinatevi alla superficie ostile e affascinante, innervata di minuziose arcane incisioni.

Riverberi metallizzati, pleocroismo scintillante di ogni nero possibile.

Manifestazione caleidoscopica di telluriche vibrazioni che già si dilatano nell'etere.

Potete percepirle mentre lo abbracciate, fino ad affondare lentamente nella materia tra i pertugi di orbite infinitamente piccole che custodiscono energie infinitamente grandi.

Quella violenza che unisce e scompone con la forza onde impalpabili per modellarle a sostanza tangibile e vibrante alle umane frequenze, energia primordiale che scorre in ogni atomo, tra le spire di ogni elettrone.

Lasciate che il vostro sistema nervoso sovraeccitato ne trattenga il transito brutale, come foste attraversati da scie di particelle rilasciate dall’esplosione di una supernova.

8 è un disco selvaggio e compatto, ciclico. Non ha inizio né fine, metafora della divina furia che imbriglia gli elementi e scandisce il perenne fluire cosmico del Tutto.

Le 8 tracce si snodano indistinte in un magma continuo e ribollente, tracciando i consueti scenari cosmico/sulfurei tanto cari all’estetica Ufomammut, ma questa volta amplificati da una sintesi dove le decelerazioni non si dilatano oltre misura.

Detonazioni ataviche (Psyrcle), mantra percussivi che coagulano pareti sonore accelerate e tribali (allucinante l’ultimo minuto di Zodiac), decompressioni spaziali, ipnosi che tracima in cavalcate sludge doom (Warsheep), l’incedere quasi stoner di Fatum.

Esplosione, propagazione, quiete.

Di nuovo esplosione.

Eterno ritorno.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione descrive '8' degli Ufomammut come un album selvaggio e compatto, privo di inizio e fine, che trasporta l'ascoltatore in un viaggio sonoro cosmico. Le tracce si fondono in un magma continuo di suoni doom sludge, con detonazioni tribal-psichedeliche e ipnosi musicali. L'album è definito una manifestazione di energia primordiale e di un fluire eterno che riflette l'estetica cosmica della band. L'ascolto è un'esperienza immersiva e coinvolgente, perfetta per gli amanti del genere.

Tracce

01   Babel (00:00)

02   Warsheep (00:00)

03   Zodiac (00:00)

04   Fatum (00:00)

05   Prismaze (00:00)

06   Core (00:00)

07   Wombdemonium (00:00)

08   Psyrcle (00:00)

Ufomammut

Ufomammut è un gruppo italiano (citato come “band di Tortona” e “trio piemontese” nelle recensioni) associato a sonorità stoner/doom psichedeliche, spesso ipnotiche e monolitiche, con immaginario cosmico e sulfureo.
17 Recensioni

Altre recensioni

Di  posen

 Suono pesantissimo che assomiglia più ad un trapano che a qualcosa che possa definirsi solo lontanamente musica.

 Disco altamente inascoltabile.