Copertina di Unida Coping With The Urban Coyote
farmit

• Voto:

Per appassionati di stoner rock, fan di john garcia, amanti del rock psichedelico e hard rock vintage
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Premetto che l'album che mi appresto a descrivere è, a parere del sottoscritto, una delle migliori uscite in ambito stoner tra le molteplici che questo prolifico genere ci ha generosamente donato, quindi spero potrete perdonarmi se intendo pacatamente mandare affanculo la terzietà di giudizio e tutto ciò che da essa consegue...

Allo scadere dello scorso millennio, un ormai pienamente orfano dei Kyuss John Garcia, dopo un più che ottimo Ep con le meteore Slo Burn, mette su questa band di nome "Unida" reclutando tra gli altri il poderoso Scott Reeder e il suo "spugnoso" basso e alla prima release fa subito il botto: "Coping With The Urban Coyote" è il capolavoro nonchè l'unico album ufficiale della band.

Si parte belli tosti con "Thorn": orecchiabile, diretta, sembra quasi di sentire gli AC/DC elevati all'ennesima potenza da quanto cattura il riff di chitarra; la successiva "Black Woman" (contenuta anche nel videogioco Tony Hawk's Underground) è la perla del disco: una cavalcata a perdifiato di 5 minuti, tanto potente ed intensa che ti sembra quasi di poter essere tu stesso ad affondare le dita nella carne di questa donna che ha fatto girare la testa al buon John (Ride with me baby, Just ride all night long...yeah!).

Se "Plastic" e "Nervous" si mantengono su livelli di normalità (lungi comunque dal parlare di filler track, anzi...), è con "Human Tornado" e "Dwarf It" che vengono calati due assi belli pesanti, soprattutto è la prima a colpire duro con il suo arrogantello assolo di chitarra in stile "birra, figa e roda alta" (per chi non fosse veneto roda=ruota).

Una menzione speciale per le due canzoni più psichedeliche e dilatate è doverosa: basta la sola voce tirata e sofferente di Garcia in "If only" per causare un brividino lungo la schiena, mentre la conclusiva "You Wish" è un continuo sali-scendi tra voci sussurrate e schitarrate grosse come macigni per 10 minuti di vero viaggio interiore.

Insomma, 8 canzoni/40 minuti e tanta, tanta classe: questo è "Coping With The Urban Coyote". Un applauso.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Coping With The Urban Coyote' degli Unida come uno degli album più significativi del genere stoner. La produzione vanta pezzi potenti e psichedelici, con la voce di John Garcia a dominare. Ogni traccia, dalla diretta 'Thorn' alla lunga e intensa 'You Wish', mostra classe e passione. L'album è considerato un capolavoro e un must per gli amanti del rock duro.

Tracce testi video

Unida

Gli Unida sono una band stoner/desert rock statunitense formata nel 1998 a Palm Desert da John Garcia (ex Kyuss) con Arthur Seay e Miguel Cancino; al basso si sono alternati Dave Dinsmore e, in seguito, Scott Reeder. Debuttano con Coping With the Urban Coyote (1999, Man's Ruin Records). Il successivo The Great Divide, registrato per American Recordings, non è mai stato pubblicato ufficialmente per problemi legali.
03 Recensioni

Altre recensioni

Di  uffa

 8 pezzi di onesto e squisito stoner rock, eccellente produzione della Man's Ruin e la rinascita della grande voce dei Kyuss.

 "Black Woman", "If Only Two", "Nervous" e "Dwarf It" reggono bene il confronto con icone stoner rock come i QOTSA, Nebula e Fu Manchu.