Copertina di Unrest Malcolm X Park
lux

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, indie, cultori di musica anni ’80 e ’90, amanti di band come pixies, wire e sonic youth
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Crocevia tra l'hardcore emotivo dei primi '80 e l'attitudine disorganizzante tipica di certo rock anni '90.

Più contenuto nella sperimentazione rispetto all'ottimo Tink Of Southeast e decisamente lontano dai minimalismi esistenziali e nervosi stile Feelies del bellissimo Imperial f.f.r.r.

"Malcolm X Park" rappresenta forse il manifesto degli Unrest: le derive avanguardiste vengono incanalate in pezzi perloppiù brevi, tirati e dall'urgenza comunicativa sempre in primo piano. In quanto ad eclettismo ed essenzialità, può ricordare addirittura "Dooltittle" dei Pixies, non foss'altro che in entrambi i casi ci troviamo di fronte ad un intellettualismo salubre, un rock si colto nelle intenzioni, ma mai supponente nei risultati.

Scariche garage fulminanti a singhiozzo (titletrack), varianti power pop di vecchi pezzi del passato (Can't Sit Still), parodistiche cover di band di dubbio gusto (Strutter) dove troviamo pure un Elvis ubriaco che si mette a cianciare con i Pere Ubu (Stranger in My Own Hometown), cavalcate convulse dal tono western (Dago Red).

E poi ritratti proto Slint su cornici sonicyouthiane (The Gas Chair), preghiere acide alternate ad esplosioni noise (Lucifer Rising), malinconia gotica di wireiana memoria (The Hill), l'occhiolino strizzato ai Television (Disko Magic) e poi lei... la bellissima ballata, tenera e nervosa, che anticipa lo spleen del successivo Imperial f.f.r.r. (Christina).

Ah, la mente dietro gli Unrest risponde al nome di  Mark Robinson.

E bla bla bla

 

S'ha da accattà su.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Malcolm X Park è un album che incarna l’anima eclettica e urgente degli Unrest, miscelando hardcore emotivo e rock disorganizzato anni ’90. L’opera si differenzia per la sua essenzialità e varietà di stili, richiamando riferimenti come Pixies e Wire. Mark Robinson guida la band in un viaggio tra sperimentazione e immediatezza comunicativa, fornendo un disco coerente e intenso. Un must per gli amanti del rock alternativo e indipendente.

Tracce

01   Malcolm X Park (02:10)

02   Can't Sit Still (01:42)

03   Strutter (02:37)

04   Dago Red (02:31)

05   So You Want to Be a Movie Star (01:15)

06   Ben's Chili Bowl (01:12)

07   Lucifer Rising (04:39)

08   The Gas Chair (02:57)

09   Ragged (Cltd Hsbnd) (00:37)

10   Oils (02:32)

11   Dalmations (01:00)

12   Stranger in My Own Hometown (03:12)

13   Oh Yeah C'mon (00:42)

14   Disko Magic (02:41)

15   Christina (02:51)

16   Castro 59 (02:38)

17   The Hill (03:52)

Unrest

Unrest è una band indie rock americana, guidata da Mark Robinson, attiva principalmente tra il 1983 e il 1994 e considerata influente nella scena indie alternativa.
02 Recensioni