Un modo di dire delle mie parti è “Non c’è peggio di quando uno è convinto”, usato per stigmatizzare la grettezza di chi non sa cambiare idea. Eppure, c’è una certezza alla quale non so rinunciare: il Blues alla base di (quasi) tutta la musica moderna. Ma il blues è stato davvero il punto di partenza per tutta la musica pop? Sicuramente il blues è stato uno dei primi stili musicali americani contemporanei e quasi ogni stile originato negli Stati Uniti si è evoluto dal blues. Ma si può risalire ancora più indietro: non ci sarebbe il blues senza i vecchi spirituals che gli schiavi cantavano e questi non esisterebbero senza le musiche tribali africane. Alla fine, la musica si costruisce su sé stessa. Alla fine, tutto torna alla prima persona che ha battuto due bastoncini insieme.

Riflessioni indotte da una lunga discussione con “il ragazzo” che ascolta la trap. Pensare che la trap faccia cagare musicalmente, che i testi siano un raro esempio di vuotaggine, che sia la morte della creatività è, infatti, qualcosa che ci sta. È anche vero, però, che gli appassionati di classica dicevano le stesse cose del jazz e del blues; gli appassionati del jazz e del blues dicevano le stesse cose del rock’n’roll; gli appassionati di rock dicevano le stesse cose del punk e della new wave; gli appassionati del punk e della new wave dicevano le stesse cose dell’hip hop, … Sicuramente oggi la trap è una musica viva in quanto parla a un’intera generazione; riesce a trascriverne le ansie, le paure, le illusioni, a riprodurne i desideri più stupidi e inconfessabili. Fa vedere a un occhio più attento le dinamiche che decenni e decenni di consumismo hanno generato in tutti noi, tutti!

Ma che volete, resto convinto che senza il Blues non ci sarebbe nemmeno la trap. Anche se l'influenza del blues nella musica trap si manifesta principalmente come eredità tematica, piuttosto che musicale diretta. E sono convinto che, tra 60 anni nessuno pubblicherà un album di standard, più o meno noti, di trap music. È qualcosa che oggi, essendo di moda, viene consumato con grande gusto e altrettanta superficialità, sia da chi pratica che da chi ascolta, come del resto succede a qualsiasi musica diventi moda, ma il Blues non è moda, il Blues è storia!

E, come me, deve pensarla Van The Man che, dopo più di 60 anni dal debutto e dopo aver festeggiato 80 cocuzze ad agosto continua imperterrito a sfornare dischi e, con “Somebody Tried to Sell Me a Bridge”, saluta il nuovo anno con un'ampia esplorazione di 20 tracce dedicate al Blues, la musica che è sempre stata un ingrediente fondamentale nella sua lunga storia. I fan più anziani (detti V.d.M. sul Deb) ricorderanno che Morrison ha iniziato come cantante blues, rock e soul con il gruppo Them e, anche se nel corso dei decenni ha virato verso jazz, rockabilly, R&B, folk, pop, musica celtica, country e skiffle, il blues è stato spesso incorporato nel suo sound: il primo amore non si scorda mai!

Fortunatamente il burbero vecchietto è in ottima forma ultimamente e, dopo il suo bell’album del 2025 “Remembering Now” dove si cimentava nel genere solo in alcuni brani, questo corposo set si concentra su quelle radici e suona come un invito non solo ad ascoltare, ma quasi a partecipare a una session in cui i vecchi maestri del Blues sono seduti in un angolo di una stanza piena di fumo, a scambiarsi riff e aneddoti. Sebbene vi siano alcuni inediti sparsi qua e là, Morrison scava principalmente in selezioni poco note di Eddie “Cleanhead” Vinson (in apertura con due versioni big band di “Kidney Stew Blues” e “King for a Day Blues”), Sonny Terry e Brownie McGhee (“Can't Help Myself” e un vivace shuffle di “When It's Love Time”), fino alla conclusiva “Rock Me Baby” di BB King con il calore extra dell'assolo pungente di Guy.

Sì, c’è anche Buddy, che di cocuzze ne ha cumulate addirittura 89, in una lista di talenti di prima categoria chiamati a collaborare, tra cui il chitarrista Elvin Bishop, che ha dato un tocco di brio a una versione accelerata di “Deep Blue Sea” di John Lee Hooker conferendo un approccio più boogie a questo gioiello folk blues; Taj Mahal, la cui voce e armonica impreziosiscono “Can't Help Myself”, e, di nuovo Buddy Guy, il cui talento contribuisce ad una versione eccezionale di "I'm Ready" di Willie Dixon. A questi mostri sacri vengono affiancati collaboratori di lunga data di Van, come John Allair alle tastiere, David Hayes al basso, Bobby Ruggerio, Mitch Woods, Anthony Paule con la sua “Soul orchestra” e il batterista Larry Vann. Il risultato non è tanto un progetto in studio attentamente delineato quanto piuttosto una conversazione improvvisata tra anime musicali affini, prodotta con un rispetto per la tradizione che evita una scia polverosa e nostalgica. Esempio ne è il classico di Fats Domino “Ain't That a Shame”, che riceve una radicale rivisitazione: Morrison lo rallenta a tempo di ballata, lo carica con una delle sue voci più emozionanti e aggiunge cori gospel femminili, rendendolo quasi irriconoscibile in questa nuova e straordinaria veste.

Il fatto che le sue canzoni, in particolare "Monte Carlo Blues", che mette in risalto l'abilità essenziale di Van nel suonare l'armonica, e l'enigmatica traccia del titolo, possano convivere tranquillamente con pezzi così classici del blues è la testimonianza della capacità di Van di abitare il blues senza saturarsi di imitazioni. Non è da tutti organizzare un mix armonioso di linee di basso ambulanti, tastiere honky-tonk, abili assoli di chitarra, armonica vivace e squillante e, su tutto, la voce di Morrison che biascica e urla con una forza intramontabile alla faccia del tempo che scorre. “Cavolo, se gioco bene le mie carte, posso riportare tutto al punto di partenza”, grida nel suo brano “Loving Memories”: voglio credere sia possibile.

Tracklist

01. Kidney Stew Blues

02. King For A Day Blues

03. Snatch It Back And Hold It

04. Deep Blue Sea

05. Ain’t That A Shame

06. Madame Butterfly Blues

07. Can’t Help Myself

08. Betty And Dupree

09. Delia’s Gone

10. On A Monday

11. Monte Carlo Blues

12. When It’s Love Time

13. Loving Memories

14. Play The Honky Tonks

15. (Go To The) High Place In Your Mind

16. Social Climbing Scene

17. Somebody Tried To Sell Me A Bridge

18. You’re The One

19. I'm Ready

20. Rock Me Baby

Carico i commenti...  con calma