Copertina di Vanilla Sky Live @ Qube
Tobby

• Voto:

Per appassionati di concerti pop punk, giovani fan della musica emergente italiana, curiosi di live gratuiti ed eventi musicali
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LA RECENSIONE

Premesso che quando un concerto è gratis, si giudica con una certa benevolenza...

Il giovane quartetto sale sul palco che sono le ore dieci e mezza, precisamente con un'ora e mezza di ritardo: meglio tardi che mai. Non essendo un fan del gruppo (conosco tre canzoni) non sapevo veramente cosa aspettarmi: una copia dei Finley? O qualcosa di meglio? O qualcosa di peggio...?
Finalmente avrei avuto la mia risposta: il cantante saluta il pubblico e si parte con "Nightmare".

Innanzitutto tutto si può dire di questi poveri ragazzi ma non che non sappiano mettere su un solido show: sia per quanto riguarda l'esecuzione (impeccabile) dei pezzi che per l'appagamento visivo nulla da dire.
I chitarristi saltano, si dimenano, si fanno passare la chitarra intorno alla schiena, invitano il pubblico a più riprese a scatenarsi e si dimostrano degli ottimi intrattenitori, e il cantante sa addirittura cantare davvero...!

Peccato però che tutto questo non basti a oscurare il fatto che i brani che suonano sono tutti 1) terribilmente simili tra di loro 2) simili ad almeno un centinaio di altre canzoni 3) assai mediocri in generale, anche se dispiace dirlo perchè i ragazzi sono simpatici e dimostrano anche di essere autoironici negli intermezzi tra un brano e l'altro.

Alla fine il concerto scorre comunque piacevolmente, brano-fotocopia dopo brano, grazie all'orecchiabilità dei pezzi proposti (e soprattutto grazie a un ciccione barbuto di 35 anni che si scatenava come la peggiore delle ragazzine, facendo anche finta di suonare una chitarra immaginaria), raggiungendo la vetta con la cover di "Ocean Avenue" degli Yellowcard, finchè i nostri non salutano il pubblico e improvvisamente lasciano il palco.
Ovviamente dopo qualche minuto il cantante torna sul palco tra gli applausi (neanche troppi a onor del vero..) e suona un brano acustico decisamente sciapo. E finalmente, dopo tanto tribolare, l'annuncio che aspettavo. "La prossima è una cover..." Finalmente "Umbrella"! Ce la sentiamo con il sorriso sulle labbra, i ragazzini tornano a pogare (ahahah!) e non appena finisce io e i miei due amici scappiamo via con il sorriso ancora stampato sulla faccia.

Avessimo dovuto pagarlo anche soltanto 1 euro probabilmente saremmo usciti ingrugniti, ma a caval donato non si guarda in bocca...

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Riassunto del Bot

Il concerto gratuito dei Vanilla Sky offre uno show energico e una performance solida, con musicisti molto coinvolgenti. Tuttavia i brani sono tutti abbastanza simili e piuttosto mediocri, anche se l'atmosfera rimane piacevole grazie all'orecchiabilità. Le cover di 'Ocean Avenue' e 'Umbrella' risollevano l'interesse del pubblico. La recensione si chiude con un giudizio equilibrato, apprezzando lo sforzo nonostante le limiti musicali.

Vanilla Sky

Band pop‑punk di Roma, attiva dai primi anni 2000. Esordio con Waiting for Something (Wynona Records), passaggio alla major con Changes (Universal) e ritorno all’inglese e all’autoproduzione con The Band Not The Movie (The Alternative Factory). Tournée frequenti all’estero e collaborazione con Mark Hoppus in Nightmare.
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