Copertina di Vasco Rossi Il Mondo Che Vorrei
Umbertino

• Voto:

Per appassionati di musica italiana, fan critici del rock, amanti delle recensioni ironiche e satiriche, lettori interessati alla cultura pop e musicale
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LA RECENSIONE

Premessa: questa mia frivola recensione era destinata ad un giornalino scolastico pseudo-irriverente, ma venne rispedita al mittente perchè considersata inadeguata. Da allora mi sono rifiutato di scrivere ancora per il suddetto giornalino. Ad ogni modo, questo la dice lunga sui miei coetanei, saturi di slogan a effetto da urlare in piazza, ma meno entusiasti quando si toccano i loro idoli di plastica. I tempi di teen-age riot sono finiti ragazzi, non contate sulle prossime generazioni, perdereste solo tempo. Affido dunque questo mio inutile scritto a "Debaser", il "Degradatore", per far sì che venga acclamato, condiviso, deriso e schifato dalle persone che meno di tutti degradano il mondo in cui vivo.

Lacero la confezione di polietilene, apro la custodia di polivinilcloruro, inserisco il disco di polimetilmetacrilato e la musica che ne fuoriesce è...di un materiale molto più artificiale di tutti quelli sopracitati.

Già, è questo che ci propone il più grande buffone (il correttore automatico di word non mi accetta "rocker") nostrano: un'accozzaglia di canzoni di una bassezza imbarazzante, seppur condite da buoni arrangiamenti musicali, dato comprensibile se si considera che il nostro Blasco è notoriamente allergico a qualsiasi strumento musicale, con buona pace di collaboratori e ascoltatori.

La puzza di bidone in realtà s'era già annusata con un rapido sguardo alla copertina, raffigurante il Nostro in un'agghiacciante posa da stupratore incallito, e con un'altrettanto rapida occhiata alla tracklist: colpisce, infatti, la struggente carica poetica insita in titoli come Gioca Con Me, E Adesso Che Tocca A Me, L'Ammazzacaffè,  Dimmelo Te, Cosa Importa A Me, Eeeeeeeeeeh, Non Vivo Senza Te, Ho Bisogno Di Te, L'Ora Del Thè. Sfido chiunque non conosca il disco a scovare i tre titoli taroccati.

 Venendo, ahimè, all'analisi vera e propria del disco, cè veramente poco da dire: si parte con la title track "Il Mondo Che Vorrei", che spavaldamente si prende la responsabilità di superare in inutilità "Un Senso". Il secondo singolo è "Gioca Con Me" nella quale si segnala la prensenza di Slash. Perlomeno è stato pagato. Il terzo singolo dice qualcosa a proposito di topo Gigio e della Svizzera, devo aver frainteso. Insomma, praticamente tutte queste canzonette raggiungono picchi di idiozia tale che verrebbe da chiedersi se sia tutto un grandissimo scherzo o se, più semplicemente, si tratti di senilità. La triste verità è che entrambe queste ipotesi sono del tutto o in parte sbagliate: la ragione per cui è stato prodotto un tale scempio è, come al solito, la prostituzione al dio denaro, divinità che al giorno d'oggi vanta più di adepti del Cristianesimo. E dopo incessanti bombardamenti mediatici l'esercito è in arme: centinaia, migliaia di ragazzini e non che si attegiano a rocker consumati e che millantano grandi conoscienze musicali, e questo perchè sono realmente convinti che Vasco sia il meglio che la storia del rock abbia prodotto, loro, poveracci, sono le vere vittime.

Il sonno della ragione genera mostri, e li mette in vendita a €20 circa.

Cosa aspetti idiota? Corri in edicola!

PS: rileggendola m'è parso di aver lasciato intendere di avere effettivamente acquistato il disco in questione. Ovviamente l'ho scaricato.

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Riassunto del Bot

Questa recensione di 'Il Mondo Che Vorrei' di Vasco Rossi esprime un giudizio fortemente critico e ironico, definendo l'album una delusione artistica nonostante buoni arrangiamenti. L'autore mette in discussione l'autenticità del cantante e critica la cultura dei fan. Con sarcasmo e amarezza, riflette anche sul valore commerciale della musica odierna, accusando l'album di essere un prodotto al servizio del denaro.

Tracce testi video

01   Il mondo che vorrei (06:02)

02   Vieni qui (04:45)

03   Gioca con me (03:46)

04   E adesso che tocca a me (03:58)

05   Dimmelo te (04:34)

06   Cosa importa a me (03:28)

07   Non vivo senza te (04:10)

08   Qui si fa la storia (03:40)

09   Colpa del whisky (04:12)

10   Non sopporto (03:24)

11   Ho bisogno di te (04:04)

Vasco Rossi

Vasco Rossi (Zocca, 1952) è cantautore e rocker italiano. Debutta nel 1978 con ...Ma cosa vuoi che sia una canzone..., quindi impone un linguaggio diretto e un rock da stadio con album come Siamo solo noi, Bollicine e Gli spari sopra. Autore di brani celebri come Albachiara e Vita spericolata, ha reso i live negli stadi un rito nazionale.
89 Recensioni

Altre recensioni

Di  clako

 Vasco Rossi è un bravo "suggestionatore musicale" che punta dritto verso il cuore dell’italiano medio.

 Dimmelo te è un urlo di disperazione per sconfiggere la confusione che attanaglia i nostri giorni.


Di  McFly

 Ormai sà fin troppo bene le persone cosa cercano da lui e quindi si limita a fare canzonette che se cantate a San Siro da ottantamila persone riescono pure ad avere un bell aspetto, ma se ascoltate con orecchio e col cuore si cade in un triste comizio di banalità.

 Credo che ormai sia tempo di andare in pensione, nonostante gli stadi si continuano a riempire.


Di  primiballi

 E Vasco. SÌ: Vasco. Nessuno ormai divide le tifoserie come lui.

 Vasco, ormai, è null’altro che un’industria... Accattivanti. Paraculi. Benissimo confezionati.


Di  Lelecava1978

 Il disco deve essere valutato per quello che è ora Vasco..un uomo di 56 anni, con tre figli una moglie, una grossa macchina ed un'Azienda chiamata VASCO ROSSI SPA.

 Il tempo passa... e quando te ne accorgi..Ormai è tardi...!!!


Di  DEMIAN

 "Non faccio quello che vende, vendo tutto quello che faccio!" (Vasco Rossi)

 "Bella Vasco, manda al diavolo tutti gli invidiosi e continua a riempire San Siro e gli stadi italiani."


Il mondo che vorrei ha 7 recensioni su DeBaser.
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