Copertina di Vasco Rossi Liberi Liberi
logan

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Per appassionati di musica italiana, fan di vasco rossi, critici musicali, ascoltatori di rock italiano interessati ad analisi critiche approfondite.
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LA RECENSIONE

Il termine desueto più comunemente utilizzato è: "è diventato commerciale!"... MA CHE SCHIFO! Voi non potete immaginare quanto io odi profonderrimamente questa espressione; è un'affermazione becera e infondata.. anacronistica e relativamente incolore come l'acqua in un lavandino: si sminuisce -in un cero senso- la verità consunta, straapprovata del totale abbandono da parte di un artista -o presunto tale- dell'"arte" (o presunta tale) a cui si dedica, si immola... o come cazzo si dice!.... per aprirsi il varco verso orizzonti di gloria, di immonda se non assoluta sine-arte vocatio, di carnet ciccioni e dinderoli a palate!

Vascone non è mai stato un Signor della Musica: non ha inventato un cazzo, non hai mai rinnovato un cazzo.. e mai è riuscito a elevarsi oltre... non oltre a qualche "disparuto"-ma oramai disperso- discretuccio arrangiamento che, chissa!.. forse involontariamente! malgrado tutto, qualcosa da dire lo aveva: il simpatico motivetto sballatuccio di "Voglio fare il militare" classe 1979, il raffazzonato ma tuttosommato divertente inno antifamiliarista di "Ieri ho sgozzato mio figlio", 1981, la bella melodia e le sentite parole in dedica alla terra natale..tanto odiata e tanto amata de "La Noia"..il fu 1982; ma non si tratta che di qualche fugace scampolo di gioventù sballata, di una gioventù musicale non ancora totalmente immolata all'altare dei supplizi di san Baiocco: questo è quanto, il Rossi ha avuto un'appena passabile cinquennale carriera da improvisatissimo (sottospeciale) songwriter ( chi lo chiama rocker è una zaffata di zolfo schifoso, infamone e brigante!), dal 1978 al 1982.. STOP!!!

"Liberi, liberi" del 1989 è una disarmante disavventura nei solchi più scuri dell'amebità di bassa lega: la copertina ci parla di un finto anzianotto imbolsito, alle prese con la vecchiaia precoce e la disillusione da rincoglionimento; un Vasco più serioso e "comprensivo" si fa comprendere di più (ma va là?!..) dagli italiani brava GGGgente, gli italioti sentono il bisogno focoso dei rantoli ruttosi del Rossi Nostro, di una serie interminabile di sbiascichi in salsa "eeehhhh!!" tra una nota e una pausa, di un deserto di niente tra non-musica e slogansss di facelerrimo apprendimento anche per il nonno 107enne dell'interland roccioso di Pizzo Calabro.. il nonnino è ovviamente più all'avanguardia.. e che questo sia chiaro, eh?!?

La titletrack è un ballatone insostenibile, mortalmente spocchiosa, e dal ritornello orecchiabilissimo, con qualche strumento a fiato che -all'inizio- cerca di camuffare vergognosamente l'assoluta mediocrità del pezzo, "Ormai è tardi".. e sì!.. è troppo tardi per salvare l'orecchio da un'ernia al timpano, "Muoviti!" squallido pezzo megapseudazzo-rock che con le frasi a effetto gioca la sua ignominia in toto.. puah!,  "Vivere senza te", con le sue assurde pretese da rock d'alta scuola può provocare un irreparabile cincipiglione da sfinimento, stessa discorso vale per la stitica "Stasera" che permea perfettamente il nembo maleodorante della vaschite con serie inteminabili di urli e rigurgiti d'aria da parte del Nostro che, da ambizioso e saggio uomo di vita e di carciofi fumosi, continua a non provar vergogna! "Domenica Lunatica" è il secondo pezzo famoso del KKkomandante cinto d'allor libero libero: una semplice tamarrata alla vasco, con solito ritornello accepibile e qualche timorosa schitarrata da tappafalle, "Tango della Gelosia", tango dell'acustica.. la chitarra acustica dello sfigato (in senso buono) Maurizio Solieri che, se avesse alzato gli occhi un po' più in alto del pavimento di Zocca, delle scarpe da cowboy cerebroleso del suo blascone... non è detto che non sarebbe riuscito ad andare oltre, più lontano dal lezzo sbornioso della classica canzoncina italiana, del motivetto sanremese zuccherino & filoncino, qui soltanto.. spudoratamente ricopero da becere vanità di sedicesima lega che non hanno fatto che accrescerne la buffonagine e il ridicolo involntario. "Dillo alla Luna" non risollava certo dalle ceneri oscure la buia propagine di "Liberi Liberi".

Ricordate che Vasculo è felice, giocondo come una fontana in un campo fiorito di malvarose; e continuerà a esserlo.. con buona pace della Musica e degli Artisti: e a noi non resta che spargergli un bel po'di matrico merdoso addosso, almeno virtualmente.. ALMENO QUESTO!... "Liberi Liberi" perfetto concime per i campi.

Tzè!

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Riassunto del Bot

La recensione critica di Liberi Liberi di Vasco Rossi evidenzia una stagnazione artistica e mediocrità dell'album del 1989. L'autore esprime disappunto per la perdita di autenticità e qualità musicale, definendo Vasco un artista limitato e ripetitivo. L'album viene descritto come una serie di brani poco ispirati e con arrangiamenti datati, incapace di emozionare o innovare nel panorama del rock italiano.

Tracce testi video

01   Domenica lunatica (03:53)

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03   ...muoviti! (05:04)

04   Vivere senza te (04:47)

05   Tango... (della gelosia) (03:07)

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06   Liberi... liberi (06:14)

08   Stasera! (05:00)

Vasco Rossi

Vasco Rossi (Zocca, 1952) è cantautore e rocker italiano. Debutta nel 1978 con ...Ma cosa vuoi che sia una canzone..., quindi impone un linguaggio diretto e un rock da stadio con album come Siamo solo noi, Bollicine e Gli spari sopra. Autore di brani celebri come Albachiara e Vita spericolata, ha reso i live negli stadi un rito nazionale.
89 Recensioni

Altre recensioni

Di  Vincenzo

 «La title-track 'Liberi... liberi' rappresenta l’emblema della disillusione.»

 «Album completo e sincero, che si riesce ad apprezzare completamente solo dopo vari ascolti.»