Copertina di Vic Chesnutt North Star Deserter
Addison

• Voto:

Per appassionati di musica folk, cantautori, amanti delle storie intense e della musica indipendente americana
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LA RECENSIONE

Vergogna.

Si, un po' ne provo. Perchè "North Star Deserter" lo avevo ascoltato già una volta passandolo poi all'archivio. Fortuna vuole che ci sia tornato sopra ed ecco che è giunto il colpo di fulmine. Me ne vergogno, anche perchè Vic ha così tanta credibilità da spendere, che meritava da subito un ascolto più attento, continuato, senza alcun tipo di esitazione. Perchè quando lui vuole trasmettere qualcosa, le possibilità di ascoltare un grande lavoro sono alte. Perchè Vic, come pochi altri del cantautorato americano, ha quella magica capacità di raccontare con tre note ed un solo strumento, 100 cose e più, trasmettendo quella passione interiore, in maniera sanguigna e commovente.

Del disco è difficile parlare, si rischia di essere banali, superficiali, sprecando aggettivi. Folk e molto altro. Riverberi di acide chitarre elettriche distorte, armoniosi coretti, penetranti rullate di tamburi e la voce "malata", sono il corollario alla quantità di emozioni dispensate con l'aiuto di altri grandi artisti, tra i quali Silver Mt. Zion, Bruce Cawdron (Godspeed! You Black Emperor), Guy Picciotto (Fugazi).

"North Star Deserter" è un'incisione pesante, potente, quasi cattiva, talmente fisica che graffia la pelle, pervasa di profonda malinconia e sofferenza. Del resto, chi meglio di Vic, paralizzato dall'età di 18 anni per un incidente d'auto, ex-alcolista, ex-drogato, con vari tentativi di suicidio, può trasmettere la sofferenza? Ma anche se quello che fa scendere dal cielo non è pioggia sporca, ma è liquido denso che si attacca addosso e pervade tutto come fosse petrolio, Vic ha ugualmente il coraggio di cantarci che è tutto O.K. (You Are Never Alone).

"North Star Deserter", fa parte di quei dischi che arrivano dopo, ma quando arrivano colpiscono forte ed a giudizio dell'inadeguato scriba, questo è il suo capolavoro e, ad oggi, il miglior disco del 2007.

Saluti, Addison.

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Riassunto del Bot

La recensione racconta di un primo ascolto sottovalutato di 'North Star Deserter' di Vic Chesnutt, seguito da una riscoperta entusiasta. Il disco, definito capolavoro del 2007, è descritto come potente, malinconico e intenso, con influenze folk e contributi di importanti artisti. Vic Chesnutt trasmette emozioni profonde grazie alla sua esperienza personale e alla forza della sua musica.

Tracce video

01   Warm (03:00)

02   Glossolalia (03:32)

03   Everything I Say (06:53)

04   Wallace Stevens (02:17)

05   You Are Never Alone (05:45)

06   Fodder on Her Wings (03:12)

07   Splendid (08:29)

08   Rustic City Fathers (04:23)

09   Over (04:00)

10   Debriefing (08:27)

11   Marathon (05:34)

12   Rattle (01:28)

Vic Chesnutt

Cantautore statunitense nato in Georgia, attivo dai tardi anni ’80 fino al 2009. Scoperto e prodotto agli esordi da Michael Stipe, ha unito folk essenziale e collaborazioni dal respiro post-rock. È morto il 25 dicembre 2009.
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