Copertina di Virgin Steele The Marriage Of Heaven And Hell
Omeganex9999

• Voto:

Per appassionati di metal epico, fan dei virgin steele, amanti dei concept album e della musica heavy con tempi melodici e potenti riff
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LA RECENSIONE

Questa è la mia prima recensione su DeBaser, mi metto comodo, brucio un bastoncino di incenso, tiro un respiro, premo play e si parte

La maggior parte dei gruppi solitamente sforna il meglio della propria produzione nei primi album, basta farsi un giro su DeBaser per averne conferma. Il perchè è semplice: O ci si ripete per avere sempre la stessa fetta di pubblico, o si tenta di cambiare rotta, nella maggior parte dei casi in modo disastroso. Raramente dopo un gruppo riesce a riprendersi, nonostante le speranze dei fedeli ascoltatori. Eppure a volte capita.

I Virgin Steele si fanno conoscere con i primi 3 album, con quel loro particolare "Romantic Epic Metal", pieni di influenze, ma comunque diversi da ogni altro gruppo. Poi arriva "Age of Consent", un album di ottima fattura, ma leggermente meno "Epic" dei primi. Ed infine "Life Among The Ruins", un buon album ma che fa perdere le speranze ai fan dei primi V.S... Canzoni prevalentemente d'amore, da Hit Singles, molto belle si, ma l'epic metal?
Cosa aspettarsi dopo?

Le prime note di "I Will Come For You" nel 1994 diedero un messaggio forte e chiaro: I Virgin Steele erano tornati, e più determinati di prima a rimanere nella storia del metal, con una serie di concept album da brivido.

L'opener del primo album di una trilogia senza punti deboli è un pezzo d'impatto. Semplice ma efficace, che nel suo break centrale introduce il bellissimo tema del "Matrimonio di Paradiso e Inferno" e la storia, che ci accompagneranno in tutti e tre album. Non voglio dilungarmi troppo sul concept, a prima vista scontato(Una battaglia tra dei ed uomini riassumendo), ma che si rivela più complesso con una maggiore attenzione.

Si prosegue con "Weeping Of The Spirit", un pezzo che inizia lentamente accompagnato dalle note della acustica di Pursino, ma che da il meglio quando si scatena, in pura tradizione Virgin Steele. Un'ottima prova, che precede il secondo capolavoro dell'album: "Blood And Gasoline", veloce, emozionante, per niente scontata, fila fino alla fine, con la chitarra di Ed Pursino a fare da padrona e la tastiera di DeFeis ad impreziosirla ulteriormente. Il suono si fa leggermente più cupo con "Self Crucifixion", pezzo più "calmo" degli altri, con il piano a far da padrone nella parte iniziale. Una piccola parte parlata introduce "Last Supper" ancora più cupa, ma molto più aggressiva. Il cantato si fonde perfettamente con il resto degli strumenti, ed esplode nel ritornello.Il pezzo cambia totalmente nella parte centrale, divenendo più melodico e assumendo toni meno oscuri, per poi ritornare di botto al trascinante riff iniziale. Il piano e la tastiera fanno da padrone in "Warrior's Lament", toccante pezzo strumentale che introduce un'altro capolavoro: "Trail Of Tears", immediata e semplice, ma non per questo banale, che termina con una parte acustica e la dolcissima voce di DeFeis. Dopo tanta dolcezza arriva l'aggressività di "The Raven Song", un pezzo "duro" e diretto, con qualche ispirazione maideniana e con un ritornello semplice e coinvolgente. Poi arriva la prima ballad dell'album, la magica "Forever Will I Roam", che ci riporta ad un paio d'album indietro...

Il momento di magia è interrotto da "I Wake Up Screaming" un'altro pezzo memorabile di quest'album, con voce e riff taglienti e qualche piccola influenza prog, decisamente in contrasto con la song precedente e quella successiva. Arriva anche la seconda, dolce, ballad, "House Of Dust",che riporta un altra volta la nostra mente indietro a "Noble Savage"... "Blood Of The Saints" è un'altro ottimo pezzo in pieno stile Virgin Steele, dove sono ancora presenti le influenze Maideniane, ma è un po più anonimo degli altri e scompare di fronte al pezzo successivo: "Life Among The Ruins" è decisamete il capolavoro dell'album. Il suo riff trascina, il suo ritornello rapisce!Non ho parole per descrivere un pezzo così...

In conclusione abbiamo la seconda strumentale dell'album,"The Marriage Of Heaven And Hell",che riprende appunto il tema del break centrale di "I Will Come For You", espandendolo ed arricchendolo ulteriormente... una melodia di stampo classico... e dopo esservi fatti trascinare dalle sue dolci note, avrete solo 2 opzioni:

Premere nuovamente play e riascoltare il tutto;

Inserire "The Marriage Of Heaven And Hell pt II" e continuare il viaggio...

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il ritorno trionfante dei Virgin Steele con 'The Marriage Of Heaven And Hell', un album che combina potenza, melodie e un concept intrigante. L'autore apprezza sia i brani veloci sia quelli più dolci e riflessivi, sottolineando la qualità musicale e la coerenza dell'opera. Consiglia l'ascolto come un viaggio coinvolgente da ripetere.

Tracce testi video

01   I Will Come for You (05:46)

02   Weeping of the Spirits (05:42)

03   Blood and Gasoline (05:31)

Leggi il testo

04   Self Crucifixion (04:03)

05   Last Supper (06:36)

06   Warrior's Lament (02:17)

07   Trail of Tears (06:54)

08   The Raven Song (05:00)

09   Forever Will I Roam (05:20)

10   I Wake Up Screaming (04:36)

11   House of Dust (04:04)

12   Blood of the Saints (04:47)

13   Life Among the Ruins (06:02)

14   The Marriage of Heaven and Hell (03:38)

Virgin Steele

Virgin Steele è una band heavy/epic metal statunitense fondata nel 1981 a Long Island e guidata da David DeFeis (voce, tastiere) ed Edward Pursino (chitarra). È nota per l’impronta “romantic epic” e per concept ambiziosi come la trilogia The Marriage of Heaven and Hell e le metal opera The House of Atreus.
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