Copertina di War From A Harlots Mouth Transmetropolitan
RobyMichieletto

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Per appassionati di metal tecnico e innovativo, fan di grindcore e math-core, amanti della musica sperimentale e della scena underground
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LA RECENSIONE

I War From A Harlots Mouth, da Berlino, sono al debutto (alle spalle hanno solo uno split con i Molotov Solution), ma sono animati dallo spirito giusto, quello che dovrebbe ardere nelle menti e nei cuori delle nuove generazioni di band. Volendo analizzare la condizione attuale dobbiamo riconoscere che gli strumenti (tecnologici e non solo) ci sono, al pari della memoria storica di decenni di suoni e generi, quindi - mettendosi nei panni di una formazione che esordisce - occorre avere ben presente che al fine di raggiungere livelli musicali interessanti (e non repliche o copie carbone) bisogna possedere capacità tecniche, spirito autocritico, il raziocinio necessario, la volontà di non limitarsi all'ovvio, determinazione e convinzione e forse anche soldi, ma questo è un diverso capitolo.

Troppo spesso ci troviamo al cospetto di gruppi, che si limitano per mancanza di coraggio o per evidenti carenze creative (magari anche supportati da una competenza strumentale accettabile), però è la compresenza di quei fattori a fare la differenza. A volte mancano, a volte non vengono fatti emergere, a volte (come nel caso di WFAHM) risplendono in tutta la loro lucentezza e consentono la creazione di opere meritevoli di attenzione come "Transmetropolitan". Undici brani (dove i titoli sono già indicativi di un certo modus operandi: "Fighting Wars With Keyboards", "If You Want To Blame Us For Something Wrong, Please Abuse This Song!" o "And In The Right To Make Mistakes, We May Lose And Start Again", ad esempio), che impastano grind/math-core iper cinetico, fraseggi jazz, brutal death, noise-core spacca ossa, una quantità ponderata di caos controllato e un'evidente complessità strutturale. Ma anche sorprese piacevoli, come il trip hop di "Trife Life". I riferimenti portano a nominare Dillinger Escape Plan, Meshuggah, Cephalic Carnage, Knut, Skinless e Cynic, però la via intrapresa è quella che sceglie di dare una lettura personalizzata, coerente e bilanciata tra le parti.

Potenzialmente possono andare pure oltre e sono convinto che introducendo una maggiore varietà e altre "derive sonore" (magari industrial) arriveranno in alto.

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Riassunto del Bot

Il debutto dei War From A Harlots Mouth con l'album 'Transmetropolitan' dimostra tecnica, coraggio e creatività. Il disco fonde grindcore, math-core e jazz con complessità e originalità, portando influenze da band come Dillinger Escape Plan e Meshuggah. La recensione sottolinea la determinazione e il potenziale di crescita, auspicando ulteriori esplorazioni sonore. Un esordio di rilievo per la scena metal contemporanea.

Tracce video

01   How to Disconnect From Your Social Surrounding in Half an Hour (01:59)

02   Heeey... Let's Start a Band! (03:11)

03   The District Attorneys Are Selling Your Blood (02:46)

04   Trife Life (01:23)

05   Fighting Wars With Keyboards (01:51)

06   Mulder (07:04)

07   Thousand Compliments, One Answer (03:28)

08   If You Want to Blame Us for Something Wrong Please Abuse This Song! (01:21)

09   Riding Dead Horses Is a Fuckin' Curse (03:11)

10   Transmetropolitan (03:36)

11   And in the Right to Make Mistakes, We May Lose and Start Again... (10:05)

War From a Harlots Mouth

Band indicata dal recensore come proveniente da Berlino; al debutto con l'album Transmetropolitan, che miscela grind, math-core, brutal death, noise e sprazzi jazz. Il recensore assegna al disco un 4/5 riconoscendo tecnica, complessità strutturale e personalità.
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