Anno 1978: mentre Bruce Springsteen scrive pagine memorabili con il 'Darkness On The Edge Of Town Tour' e Bob Dylan pubblica l'ottimo 'Street Legal' si affaccia definitivamente alla ribalta un cantautore che non ha mai conseguito la fama che avrebbe meritato; infatti Warren Zevon era non solo un grande musicista ma anche un personaggio molto apprezzato per le sue qualità umane e per la sua proverbiale ironia.
Prodotto da Jackson Browne questo disco è uno dei capolavori del cantautorato americano di tutti i tempi che, attraverso un rock scarnificato e "eccitabile", ci presenta lo spaccato di una società allo sbando di cui l'artista è allo stesso tempo vittima e cantore coinvolgente.
Oltre alla title-track e alla hit "Werevolves of London" il disco è impreziosito dalla stupenda "Veracruz", davvero commovente, dalla frizzante conclusione affidata a "Lawyers, Guns and Money", dall'atmosfera medievale di "Roland The Headless Thompson Gunner", dal ritmo incalzante di "Night Time in The Switching Yard", dal rock classico di "Johnny Strikes Up The Band" e dalla poeticità drammatica di "Tenderness On The Block".
In definitiva il mio consiglio è quello di riscoprire questo immenso artista che purtroppo nel 2003 è andato incontro a una tragica morte.
Nel 1978, al terzo album, del tutto inaspettato, scrive e suona il più grande album pop (ma definirlo pop è riduttivo) della musica americana.
Impossibile non citare la "saltellante" "Werewolves of London" che è di fatto la sua unica hit da classifica e che ha un testo talmente svalvolato, nel senso buono, da far rimanere a bocca aperta.