Werner Herzog
Nosferatu, il principe della notte

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Nel 1979 Werner Herzog realizzò il remake del celebre Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau.

Accostarsi ad un simile capolavoro, autentico caposaldo del genere nonché del cinema a 360° è un azzardo. Herzog, altro grandissimo regista anch’egli tedesco, riesce nell’impresa.

Il suo Nosferatu (principe della notte) è piuttosto fedele all’originale, il quale a sua volta, è piuttosto fedele al romanzo da cui è tratto: “Dracula” di Bram Stoker.

Forse non tutti sanno che la figura del vampiro comune, ovvero del dracula che più o meno tutti conosciamo, vale a dire raffinato, elegante, ammaliante ecc. non è il ritratto fedele del romanzo ma scaturisce più che altro dalla celeberrima rappresentazione teatrale inglese del 1925 che ebbe un notevole successo e che scelse di dipingere il non-morto nelle vesti di un fascinoso conte… (in tal senso nel guazzabuglio kitsch di Coppola “Dracula” il conte non sa bene neanche lui a cosa somigliare …che schifezza di film!)

Detto ciò si tenga invece presente che il Nosferatu originale è un mostro repellente… assolutamente infelice, tremendamente annoiato da secoli di vita monotona e solitaria…

cosa c’è di peggio della morte?

...Il non poter morire

...dirà il nostro a Lucy Harker (la bravissima e bellissima Isabelle Adjani)

Sebbene Max Schreck l’attore che interpretò il Nosferatu di Murnau resti pressochè inarrivabile (la leggenda narra che fosse lui stesso un vero vampiro tanto era spaventoso) anche il Nosferatu di Herzog, interpretato da un formidabile Klaus Kinski, riesce in maniera molto nitida a trasmettere tutta l’angoscia e l’infelicità del vampiro, nonché l’irrefrenabile voglia di sangue (il sangue è vita!)

Kinski addirittura arriva ad imitare in modo impressionante il vampiro di Schreck, non solo nel look ma anche nella postura, nei movimenti e nelle “pose” ad esempio il modo in cui distende le braccia lungo i fianchi con le mani all’infuori.

Tuttavia, il suo non è certo uno scimmiottare, Kinski è troppo bravo per limitarsi a questo. Di suo, Kinski aumenta, se possibile, l’aspetto tragico di Nosferatu, la sua totale infelicità e mestizia... Immagino che Herzog abbia pensato di scegliere proprio lui e non un altro (il suo miglior nemico) per il suo straordinario talento, nonostante Kinski fosse decisamente basso di statura per interpretare il conte. Questa è una mia personalissima considerazione però, davvero, un dracula quasi nano non s’era mai visto e mai si rivedrà. Credo che Herzog abbia adotatto soluzioni registiche, ovvero, particolari tipologie di inquadrature per celare, per quanto possibile, la “bassezza” del suo dracula… Ad ogni modo la cosa non disturba più di tanto…

Il film mantiene per tutta la sua durata un tono decisamente cupo ed angoscioso, perfettamente in linea con la personalità del conte… Già l’inizio, i titoli di testa, non lasciano presagire nulla di buono. Vediamo quella che potrebbe essere una cripta sotterranea, la MDP si muove in modo sghembo quasi tremolante, mentre si assiste ad una carrellata di ...mummie? ...morti imbalsamati? ...o forse sono solo dei manichini… di certo sono esseri, sì umanoidi ma mostruosi, raccapriccianti… Questa scena iniziale, che mi ha decisamente impressionato, è accompagnata da una musica lugubre (ricorrerà spesso durante il film) …non so come definirla, è senza dubbio una musica perfetta per un film horror ma non pensate ai Goblin, pensate piuttosto ad un canto gregoriano… ad ogni modo la colonna sonora è dei Popol Vuh. E così abbiamo Herzog, Kinski e i Popol Vuh. Artisti che hanno in comune una certa visionarietà ed un certo stile, se vogliamo una certa “cultura” tipica di quel periodo (l’eredità degli anni 70) e nel film ciò è presente in maniera piuttosto preponderante.

Nonostante, come accennato poc’anzi, il film sia piuttosto rigoroso nel mostrare la storia di Nosferatu, appare qua e là qualche licenza, qualche nota non dico “stonata” non renderebbe merito al regista ma appunto, ripeto, licenza. Qua e là infatti appare addirittura, ma sono brevissimi momenti, qualche grammo di umorismo! Oppure si pensi a quella che è la scena forse più straniante di tutto il film. Nosferatu è giunto in città ed ha portato la peste che ha sterminato la popolazione. I pochi sopravvissuti sono in piazza e cantano e danzano e bevono mentre Lucy si aggira esterrefatta tra di loro… una scena quasi felliniana… un fellini allucinato, drogato…

E così, ad oggi, anche il Nosferatu di Herzog può considerarsi un piccolo classico e fatta eccezione per l’interessante e recente “Ombra del vampiro” praticamente nessuno ha mai “osato” cimentarsi nell’impresa che fu del sommo Murnau …e di Max Schreck…

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