Copertina di Lino Capra Vaccina, William Basinski, Hieroglyphic Being NOWHERE Festival - Introduzione - 15/04/2016
fpugli

• Voto:

Per appassionati di musica ambient e sperimentale, frequentatori di festival, organizzatori di eventi live, fan di william basinski e lino capra vaccina
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Si comincia male. Molto male. Un’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia, una lunga fila all’ingresso dell’Ex Dogana, Roma. Mozziconi di sigaretta per terra, dozzine di fruitori arrivati puntuali e costretti, addirittura, ad attendere davanti alle transenne. Si comincia – dicevamo – male, ma quantomeno per una buonissima causa. Al Nowhere Festival suonano Lino Capra Vaccina, William Basinski, Hieroglyphic Being; messa su questo piano, vale la pena attendere e ingoiare il rospo. Si comincia – lo abbiamo già detto? – male; ma la cosa inaspettata è che si prosegue peggio.

Sbloccata la coda e pagato un biglietto (corretto sottolinearlo) ragionevolmente basso, si entra in sala mentre Vaccina sta già suonando. Dopo pochi istanti, agli ancora pur non numerosissimi presenti, è subito chiaro l’andazzo della serata. Difficile immaginare uno spazio scenico peggio congegnato per la proposta in cartellone. C’è il bar da una parte dello stage; l’ingresso dall’altra; e poi un’enorme sala che dà su un enorme cortile. Il risultato è un chiacchiericcio costante che sovrasta, dal primo all’ultimo secondo, l’intera performance del compositore italiano, in sacrificato trio, che tuttavia non batte ciglio con estrema professionalità. Ma il disastro è là da venire. Quando Basinski fa il suo attesissimo come-in, la situazione degenera velocemente. L’artista invita il pubblico a spegnere i cellulari e non fare riprese video; poi, immediatamente, comincia a chiedere un non rispettato silenzio intorno. Quando le cose sembrano un pelo essersi stabilizzate, ecco che il live prende forma e sostanza – dopo una dedica, sentita e applaudita, a Sua Maestà David Bowie. La sensazione che possa durare è vanagloria.

Quando non si è completamente distratti dalle orde barbariche, per nulla arginate da un’organizzazione a dir poco fallace, lo si è dai barman che preparano mojito, caipirinha e moscow mule. Non si tratta – importante ribadirlo – solamente di gigantesca ineducazione. È un problema intrinsecamente legato alla scenografia, all’idea, alla forma: completamente inadatte a ospitare quei nomi e quei suoni. Non è la prima volta che un musicista pretende un audience fedelmente zitto, esistono tempi e modi per arginare – quantomeno – l’emorragia vociante d’una massa interessata al 25%. Eppure niente di tutto ciò avviene. Come se gli artisti – pari a dei pupazzi – fossero stati piazzati per gioco in un habitat fintamente “giusto”, dunque clamorosamente sbagliato. Come chiamare Michelangelo per una commissione, e poi dirgli che deve dipingere sopra un paio di scarpe rotte.

Dopo una serie di «shut the fuck up!», Basinski prosegue lo show visibilmente contrariato, con la faccia e il body language di uno che non vede l’ora di finire. E noi con lui. Abbandona la postazione in anticipo, sorretto dagli applausi di chi lo comprende e appoggia pienamente. Forse per questo Hieroglyphic Bling, ben accorto e scottato dall’ambiente, propone un set decisamente loud: cassa continua e carne fresca agli squali. Sebbene regali un’esibizione di livello, la serata è ormai, purtroppo, compromessa.

Non esistono scuse che tengano per simili leggerezze. Per non garantire né agli ospiti né agli astanti le condizioni richieste per una corretta fruizione dell'evento. Sebbene sorprenda – non è la prima volta – lo stato brado dell’educazione musicale romana, sorprende più il Nowhere-pensiero. Duole dirlo, ma nomen omen. Si spera in meglio per le prossime puntate.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione evidenzia una serata problematica al Nowhere Festival di Roma, con ritardi e una scarsa organizzazione che ha rovinato l'esperienza live di William Basinski, Lino Capra Vaccina e Hieroglyphic Being. Nonostante la professionalità degli artisti, il pubblico distratto e il contesto inadatto hanno compromesso le performance. Il criticismo verso l'evento è forte, con speranze di miglioramento in futuro.

Tracce

01   d|p 6 (40:36)

02   d|p 1.2 (21:49)

03   d|p 1.3 (12:00)

William Basinski

William Basinski è un compositore statunitense associato all’ambient e alla musica sperimentale, noto per lavori basati su tape loop e sulla loro progressiva degradazione.
18 Recensioni