Copertina di Wire 154
jeremy

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Per appassionati di rock, fan del postpunk, cultori della new wave, ascoltatori di musica alternativa e sperimentale
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LA RECENSIONE

Copertina astratta e muta per 154 e non ce ne poteva essere di più appropriata Basta un ascolto e si capisce il perchè.

Capolavoro spartiacque, simbolo del passaggio dai '70 agli '80, manifesto del postpunk, 154 fa capire una volta per tutte che non ci sarebbe stato più spazio per le masturbazioni sonore del progressive e che l'hard rock aveva dato tutto (bisognerà attendere oltre 10 anni per vederlo rinascere amalgamato proprio con quel punk che ne aveva decretato la fine).
Il punk e la "nuova ondata" che ne seguì avevano fatto tabula rasa. Musica inaudita, futurista, spesso algida, robotica. Voce di un umanità già schiava della tecnologia, ma proprio per questo la sua voce filtrata dalla macchina è più forte ed espressiva.
Atmosfere dark "Indirect Enquries" "Single K.O." pop deviante "The 15th", "Blessed State","Map Ref. 41° N 93° W", visioni apocalittiche "Touching Display" e in apertura la bellissima "I Should Have Known Better" per un capolavoro che avrebbe influenzato tutta la new wave e non solo.

Da questo momento si entra nell'era contemporanea del rock.

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Riassunto del Bot

154 di Wire è un album fondamentale che segna il passaggio dagli anni '70 agli '80, decretando la fine del hard rock tradizionale e l'ascesa della musica postpunk e new wave. Caratterizzato da atmosfere robotiche e dark, album esprime una voce umana filtrata dalla tecnologia. Un capolavoro che ha influenzato profondamente il rock contemporaneo.

Tracce testi video

01   I Should Have Known Better (03:52)

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02   Two People in a Room (02:10)

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04   The Other Window (02:07)

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06   A Touching Display (06:55)

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11   Map Ref. 41°N 93°W (03:40)

12   Indirect Enquiries (03:36)

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Wire

Wire sono un gruppo post‑punk inglese formato a Londra nel 1976 da Colin Newman, Graham Lewis, Bruce Gilbert e Robert Grey (Gotobed). Celebrati per la trilogia Pink Flag (1977), Chairs Missing (1978) e 154 (1979), hanno influenzato profondamente la new wave e sono tornati in attività stabile dai tardi ’90.
11 Recensioni

Altre recensioni

Di  Emanuel Fantoni

 154 è lo Zeitgeist a basso grado di formalizzazione, il punk trattato in una seriale officina del bric-à-brac, caravanserraglio dell’eteroclito.

 L'arditezza demiurgica, l'assoluto manipolatorio diviene l'assoluto naturale.