Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonie n°40 K 550 e n°41 K 551 "Jupiter"

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Comporre secondo i gusti imposti dalla maggioranza del pubblico o secondo quello che suggerisce la propria ispirazione ? Bel dilemma, oggi come nel 1788. Oggi si tratta più che altro di una questione di coscienza, specie per gli artisti già affermati, che se vogliono possono permettersi di rischiare, come per esempio Battisti con i dischi "bianchi" panelliani.

Ai tempi di Mozart la faccenda era un po' più complicata. Il ruolo del musicista non era molto diverso da quello di un servitore o di un lacché. I più tranquilli, come Haydn, si adattavano perfino ad indossare la livrea, pur di avere la sicurezza di un "posto fisso". L'orgoglioso Mozart invece dovette sperimentare una specie di "flessibilità" dell'epoca, dipendente com'era da committenti occasionali, il più delle volte con gusti medi o mediocri. Se poi è vero che riusciva sempre ad infilare di straforo trovate geniali anche in composizioni nate senza pretese, è altrettanto vero che le sue aspirazioni sarebbero state ben altre. Nell'estate 1788, come al solito in difficoltà finanziarie, decise di lasciarsi prendere da un fenomenale raptus creativo, o forse fu il raptus stesso più forte di ogni preoccupazione. Fatto sta che in un mese e mezzo di ingegno febbrile nacquero tre sinfonie che (insieme alla n° 38 K 504 "Praga") rappresentano quanto di meglio il '700 ha saputo offrire in questo genere di musica.

Se si pensa a certi artisti di oggi, anche di valore, che partoriscono stancamente un disco ogni due-tre anni, viene da riflettere, ma erano davvero altri tempi. Per quanto sublime, la Sinfonia n° 39 K 543 è stata sempre oscurata dalle ultime due, diversissime tra loro (come spesso succede con le opere mozartiane) ma accomunate da una perfezione divina e da un equilibrio tra eleganza settecentesca e sentimento preromantico che ha del miracoloso. È difficile trovare un essere umano che non conosca il motivo iniziale del primo movimento ("Molto allegro") della Sinfonia n° 40 K 550 in sol minore. Ridicole versioni in canzonetta (Valdo de los Trios o roba del genere), suonerie di cellulari e segreterie telefoniche hanno tentato invano di volgarizzare un tema immortale, sfruttando la sua cantabilità e la sua apparente leggerezza. Impossibile: basta sentirlo nel suo contesto, questa specie di moto perpetuo dolcemente ondeggiante, per accorgersi subito della sua commovente profondità, accentuata dal contrasto con un secondo tema di drammaticità lirica. Il successivo "Andante" segue uno schema frequente in Mozart: iniziale dialogo pacato, quasi cameristico, tra fiati ed archi, per esporre un motivo idilliaco, sempre più turbato da decise "entrate" dell'intera orchestra, con creazione di una forte tensione che si placa solo nel finale. E quanto resta della spensierata leggerezza della danza nota come "minuetto" nel terzo movimento ("Minuetto-Allegretto. Trio") della sinfonia ? Direi non molto: poco più che il ritmo ternario, e una piccola oasi di pace nel Trio. Il resto è severo e imponente, e dietro l'angolo si intravedono i nervosi "Scherzi" beethoveniani, che manderanno in pensione il vecchio minuetto.

Aperta da un dolce moto perpetuo, la sinfonia termina con un "Allegro assai" ancora più frenetico e incalzante, che fa da degno contraltare al primo movimento, creando una perfetta simmetria. È curioso che la più famosa sinfonia di Mozart non abbia un nome, anche se non è del tutto vero: qualche spirito illuminato gli appioppò il nomignolo di "Orrida" per le sue (secondo costui) assurde dissonanze. Durò poco, ma probabilmente abbastanza da impedire a Mozart di ascoltarne l'esecuzione, il che varrebbe anche per la "Jupiter", anche se non è ben chiaro. Ben presto il Romanticismo avrebbe fatto giustizia, ma a quel punto l'autore era già morto da un pezzo. "Jupiter" invece fu, fin dalla sua edizione, il nome della Sinfonia n° 41 K 551 in do maggiore, e rappresenta alla perfezione la maestosità quasi beethoveniana del primo movimento ("Allegro vivace"). In effetti tuoni e fulmini, come quelli che (si dice) Giove usava lanciare, si possono udire più volte nelle potenti esplosioni di trombe e timpani, ma sempre alternati a fasi in cui il signore degli déi sembra sorriderci amabilmente, e a tratti perfino scherzare, con frammenti di motivi da opera buffa. Il successivo "Andante cantabile" all'inizio stempera un po' l'inevitabile esaltazione a cui eravamo arrivati, ma le promesse di serenità non saranno mantenute. Con successive variazioni il quieto tema cantabile finirà per acquistare progressivamente una profonda malinconia, pur restando altrettanto cantabile.

Ormai commossi, affrontiamo un breve ma intenso movimento "serioso" camuffato da frivolo minuetto ("Minuetto. Allegretto. Trio"), il ponte ideale per approdare al gran finale ("Molto allegro"), un autentico prodigio di inesauribile vivacità del tutto mozartiana, che per merito di forze a noi sconosciute (divine ?) convive con un rigore contrappuntistico degno di Bach, esaltandolo invece di soffocarlo. Su questo finale, il vero centro espressivo della Sinfonia, ne ho lette di tutti i colori, ma a me piace paragonarlo ad una fontana che a getto continuo lancia verso l'alto frammenti di note, creando fantasiose forme che durano un attimo, ricadono e subito lasciano il posto ad altre forme, sempre più alte e complesse, in un gioco che nessun finale sembra poter interrompere. Però da qualche angolo oscuro il mago Mozart fa sbucare un finale, e l'incanto finisce.

È chiaro che pescare tra le migliaia di versioni di questi due popolarissimi capolavori non è facile. Io mi limito a segnalare quella che ho ascoltato scrivendo queste note, che è dei Wiener Philharmoniker diretti da Leonard Bernstein. Ha il pregio di enfatizzare le intuizioni preromantiche delle due sinfonie più di quanto non facciano certe interpretazioni più fedelmente settecentesche, come quella della Academy of St. Martin in the Fields di Sir Neville Marriner. Sono convinto che Bernstein abbia saputo cogliere meglio di altri quel tarlo che nell'estate del 1788 stava rodendo un Mozart indipendente e ribelle.

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Commenti (TrentaNove)

Fagen85
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Che dire...Mi esprimo con i voti
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Fagen85
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Ehi Grashopper ma tu sei il mio idolo!! Ho dato un'occhiata alle tue recensioni ed abbiamo dei gusti davvero molto simili!

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Burns
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la jupiter è la mia sinfonia mozartiana preferita
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JohnOfPatmos
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Eh, la Jupiter! Una botta di vita che ogni tanto ci vuole!! Bravissimo Grass ad avere posto nella giusta luce anche lo splendido "Molto Allegro" finale, che è stato anche una colonna sonora della mia lontana giovinezza! :)) PS Comunque a me il grande Lenny manca tantissimo!!
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Massimof
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Grasshopper molto "polposo"! Forse oggi gli artisti producono "stancamente" lavori ogni due o tre anni perchè 1) quelli di successo prendono, come retribuzione, in una volta quello che Wolfang probabilmente ha preso in tutta la sua carriera; 2) i compositori dei nostri giorni ci devono mettere pure le parole con aggravio di tempi..... 3) non ci sono più i Wolfang di una volta.
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Wanderer
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Recensione squisita, così come la scelta delle due sinfonie mozartiane. La grandezza di questa musica è testimoniata dalla resistenza del primo movimento della n. 40 allo scempio di suonerie, pubblicità, citofoni e affini, come Grass ha opportunamente sottolineato. Io ho la versione di Karl Bohm con i Berliner, ma ho avuto modo di sentire anche questa e...vabbè, Lenny è sempre Lenny!
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Wanderer
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Hal
Hal
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Mi unisco come di consueto al loggione, anche se come sempre c'è poco da aggiungere alla tua esaustiva proposta. Posso solo dire ora che le ragioni che sottolinei mi hanno condotto a non amare moltissimo la sinfonia n. 40 e a preferire la Jupiter, forse non dovrei pensarci. Però devo ammettere che mi piacciano anche alcune sinfonie giovanili (or ora mi sfuggono le (k)lassificazioni) forse debitrici di Haydn ma che hanno sempre quel tocco mozartiano particolare, specialmente per le melodie. Mi unisco anche al plauso per Bernstein, anche se per la sua delicatezza amavo molto come interprete anche Karl Bohm con i Wiener. Bai bai :)
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Lello
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Mi tolgo il cappello. E mi associo. Del resto vista la grandezza dell'oggetto in questione è piuttosto difficile non farlo. Bravissimo Grass.
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ajejebrazorf
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saluti anche dalla piccionaia degli gnuranti. Prima o poi, grazie anche alle recensioni Grass mi metto sotto con la classica.
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Anonimo
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HAIL SATAN
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Senmayan
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Solita ottima recensione e sempre felice ogni volta che leggo recensioni di musica classica scritte da grasshopher! Mozart come compositore lo conosco pochissimo!
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sfascia carrozze
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De-spectacolo antzichenò, cordiale Monsieur Grasshopper. Mi chiedevo, peraltro, se ci fosse ancora qualche miserrimo de-posticino nella assai sfascia-adeguata de-piccionaia.. di cui poco sopra. Ossequi invero rozzi et really scarsamente eruditi a sazietàde. Your s.c. di (s)fiduciam.
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alcol2
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Che dire...
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josi_
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E ancora quanta...
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Anonimo
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E a me non mi recensisce nessuno?
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Grasshopper
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Grazie di cuore a tutto il loggione e anche ai suoi visitatori occasionali. Non potevate accogliere in modo migliore quella che dovrebbe essere la mia recensione n° 100, se le ho ricontate bene.
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geenoo
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E tanti auguri allora!
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lukin
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dalla piccionaia, anche io apprezzo sempre Grass. E magari un giorno mi permetterò pure di commentarla, questa musica.
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Grasshopper
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Per antonio salieri: pare che quello vero (Antonio Salieri maiuscolo) fosse meno stronzo di come le biografie ce lo hanno rappresentato, ed abbia perfino aiutato in vari frangenti lo stesso Mozart e, più tardi, il giovane Beethoven. Quel che è certo comunque è che di musica se ne intendeva, quindi non si sarebbe mai sognato di dare un 2 a queste sinfonie, se all'epoca fosse esisitito debaser.
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Mullah
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Era già semi-pronta una recensione su queste due meravigliose sinfonie nell'interpretazione di Von Karajan e dei mitici Philarmoniker di Berlino....stavo per rifinire gli ultimi dettagli, ma mando volentieri tutto al macero dopo aver letto la tua, di recensione, superlativa come al solito. E naturalmente non posso che augurarti...200 di queste recensioni, soprattutto se il loro livello qualitativo è così alto
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Mullah
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Del tutto inebriato dalla lettura, avevo dimenticato di scrivere i voti (per me sei da dieci e lode!!!)
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odradek
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Grass, posso sottoscrivere e riportare, in scuro, il commento del simpatico grigio che si firma "da qua in fonno nun se vede gnente"? Beh, lo faccio, 'che mi pare esprima bene le ottime conseguenze delle tue recensioni: "saluti anche dalla piccionaia degli gnuranti. Prima o poi, grazie anche alle recensioni Grass mi metto sotto con la classica." - Jupiter sia!

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Grasshopper
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Certo che puoi. A volte anche i grigi sono simpatici. Del resto Mr.Nobody(...) era un grigio.
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Grasshopper
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Com'è che sono diventato grigio anch'io ? Dicevo: certo che puoi. A volte anche i grigi sono simpatici. Del resto Mr.Nobody(X) era un grigio.
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odradek
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Stai bene in grigio,Grass, ti "sfila"...
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odradek
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Ah, cazpita, dimenticavo! 100? Tutte le candeline accese: sssssssssssssoffia!
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Eneathedevil
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Cent'anni. Addirittura, Grass, te ne davo una ventina in meno! Mozart è il miglior modo per festeggiare. Incredibile come della famosa Jupiter abbia solo un vago sentore, qui dalle mie parti si preferisce la lirica. Auguri cari, vecchia cotenna!
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Shine
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Dall'affollata piccionaia adesso mi affaccio pure io dopo avere sentito queste sinfonie... sono quasi un novellino con la classica, ma da oggi mi impegnerò di più. Complimenti per l'ennesima recensione gioiello.
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Copernico
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Direi che si va sul liscio, con Mozart neanche a discuterne, in più ho un debole per le esecuzioni affidate a Bernstein.
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Kobe-Bryant
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Interessante....
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ma proprio proprio
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che significano i termini K551 etc dopo i nomi delle sinfonie? grazie
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Socrates
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"Ci sono certe cose per cui vale la pena di vivere: Il vecchio Groucho Marx, Joe Di Maggio, IL SECONDO MOVIMENTO DELLA SINFONIA JUPITER, Louis Armstrong, l’incisione di Potato Rag Blues, i film svedesi naturalmente, L’educazione sentimentale di Flaubert, Marlon Brando, Frank Sinatra, le incredibili mele e pere dipinte da Cezanne, i granchi da Sun Woo, il viso di Tracy..." e chi sono io per dar torto ad Ike, alter ego di Woody Allen?
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marco85
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io ho un debole per le recensioni di grass
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Mariaelena
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Sinfonia n. 40 K 550 primo movimento, Dio che bellezza.............
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Mariaelena
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la bellezza di una "Sinfonia Tragica" e di profonda tristezza del compositore, per aver perso la figlia. Profonda solitudine iniziale, successivamente seguita da un contrasto di tensione per trovare una speranza, ma che rimane pervasa da angoscia e dolore.
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Kyrielison
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Mr.music
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Bella recensione. Di Belle e valide interpretazioni possiamo contarne davvero tante, alcune sono addiritura superlative. Questa interpretazione è ottima, ho il cd. Anche Muti è molto bravo, basta sentire le sue direzioni fatte sempre con i Wiener(Philips)! Ti consiglio anche di sentire la direzione fatta da Karajan con i Berliner(1970 Emi). Questo cd, oltre alla 40 e 41, comprende pure il concerto per oboe(K.314) .
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francescoconges
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stupenda recensione, che dire, Dio solo sa la bellezza assolute e la gioia che provo ascoltando questi 2 capolavori, viva la musica dell'amatissimo Mozart, sei grandissimo!
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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