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Xavier Gens
The Divide

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Un classico film di fantascienza di ambientazione post-apocalittica e che racconta le vicissitudini di uno sparuto gruppo di sopravvissuti che a NYC si rifugia da l'olocausto nucleare riparando nei sotterranei di un condominio.

Diretto dal regista francese Xavier Gens, classe 1975 e noto per essere specializzato nel genere horror (il suo film del 2007 'Frontière(s)' è stato considerato come uno dei film del genere francesi degli ultimi anni), per quanto trattasi di un film di fantascienza, va detto che 'The Divide', film presentato in anteprima al festival cinematografico South by Southwest di Austin, Texas nel 2011, è comunque un film dai contenuti particolarmente spaventosi e per quanto cruento pregno di caratteristiche che sicuramente rimandano a immaginari e schemi tipici dei film horror.

Il film è una produzione congiunta tra Canada, Germania e Stati Uniti ed è stato girato interamente a Winnipeg, Manitoba, presso il Millenium Centre e il Manitoba Production Centre.

Non lo definirei una produzione di prima fila, sicuramente non è blockbuster del resto, ma neppure un b-movie. È invece semplicemente un film che definirei 'di genere' e che in effetti avrebbe tutte le stimmate per essere annoverato nel genere horror, che poi spesso è infatti una specie di sotto-genere o comunque qualche cosa che viene considerato sempre a parte dal resto delle produzioni cinematografiche, ma invero i presupposti su cui è costruito e lo sviluppo della trama si allineano perfettamente al cinema di genere fantascientifico, cercando peraltro nella sua pochezza sul piano concettuale di proporre anche una qualche tematica di tipo sociologico e relative l'interscambio e le relazioni tra le persone sopravvissute e come questo tema venga applicato e considerato all'interno di un micro-sistema chiuso, come peraltro già sperimentato lungamente nella storia del genere fantascientifico a partire dallo stesso '2001: A Space Odyssey' e più di recente penso a 'Das Experiment' di Oliver Hirschbiegel e i suoi diversi remake, oppure due film recenti come '400 Days' di Matt Osterman oppure 'Self/less di Tarsem Singh.

Ma l'argomento principale è forse quello stesso principale che è stato sviluppato variamente da J.G. Ballard in due opere fondamentali come 'High-Rise' oppure 'Concrete Island'. Anche se chiaramente manco lo sviluppo di temi di natura socio-politica che furono tipici di una delle menti più brillanti tra gli autori del genere.

Il cast del film è quello che definirei un cast di medio livello con attori del cinema USA che svolgono solitamente ruolo di comprimari oppure secondari, ma che in ogni caso qui si disimpegnano in maniera adeguata in ruoli che del resto non sono esattamente semplici.

D'altro canto il film non ha ambientazioni: tutto si svolge in questo sotterraneo e relativamente le dinamiche che si sviluppano all'interno del gruppo dei sopravvissuti. Una situazione di equilibrio precario e che in seguito a un paio di incidenti iniziali degenererà del tutto fino a scadere in un clima di terrore e dove tutto diviene grottesco e spaventoso allo stesso tempo.

Impossibile decifrare lo scorrere del tempo all'interno del film: nella pratica, per espressa volontà del regista, non sappiamo se tutto accada nel giro di poco tempo oppure no. Anche se la sensazione è quella di assistere a un continuo precipitare degli eventi che poi è fondamentalmente dovuto al terrore per la propria sopravvivenza da parte di ciascuno e la loro conseguente degenerazione come esseri umani pur di ottenere il predominio sugli altri a tutti i costi e a costo di compromettere del tutto la propria umanità.

'The Divide' è per tutte queste ragioni un film che definirei carico di violenza: una violenza che viene espressa nelle azioni dei protagonisti e le vicende cui assistiamo ma in qualche modo anche semplicemente dalle atmosfere e dalle ambientazioni, volutamente caratterizzate da un alone di buio e disfacimento. Come del resto gli stessi personaggi, che assistiamo mutare piano piano nel corso del film in preda alla follia, alla fame, alle radiazioni nucleari. Significativo in questo senso il fatto che il truccatore Steven Kostanski sia stato premiato al Festival Internazionale del cinema della Catalogna per il lavoro effettuato in questo film.

Con l'attrice Lauren German nel ruolo della protagonista, la giovane Eva (un nome non casuale e che forse vuole lasciare una porta aperta verso un ipotetico futuro, uno spiraglio), 'The Divide' è forse prima un thriller mozzafiato che un film di fantascienza. In ogni caso la sensazione è che non deluderà lo spettatore: è un film che ti dà in cambio esattamente quello che ti aspetti. Provare disgusto, rabbia e inquietudine, provare un certo senso di repulsione e di fastidio. Avere paura.

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Commenti (Cinque)

nes
nes
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giuro che l'ho visto. Tre anni fa, ricordo anche quando. ricordo però nient'altro, manco se mi era piaciuto o meno (non mi pare ma non ci posso giurare) ricordo però che il giorno prima avevo visto Crawlspace, quello è una bomba. Girato con 2 lire, derivativo a mille, ma una bomba. lo consiglio da svariato tempo ma nessuno mi caga.



Abraham
Abraham
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Carico di violenza, hai detto bene, assolutamente. Milo Ventimiglia sempre di categoria superiore.


madcat
madcat
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Buono, un 3,5. Bella la tua analisi, riflette lo spirito del film.


sotomayor
sotomayor Divèrs
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Grazie del suggerimento nes. Volevo dirvi che, se vi piace questo tipo di film, qualche giorno fa mi è capitato di vedere questo film nuovo di un regista spagnolo, Alex de la Iglesia (di cui non credo di avere visto altri film) e che si intitola 'El bar'. È stato presentato all'ultimo festival di Berlino. Forse meno cruento di 'The Divide' (insomma...) ma molto più un rompicapo. Perlomeno all'inizio...


lector
lector
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Chissà se troverò mai il tempo per vederlo. Mi piacerebbe.


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