Copertina di Yeah Yeah Yeahs Fever To Tell
poison.mind

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo e indie, fan del revival rock e chi cerca voce femminile carismatica nella musica
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Bella sorpresa questo "Fever To Hell" che esce a distanza di due anni dall'ep "Yeah Yeah Yeahs". Un album da capire con varie influenze che vanno dal rock'n roll al noise, dal garage alla nw-wave, dal punk al post-rock che ricorda vagamente i White Stripes e gli Strokes.
Molta gente critica questo album come noioso e innovativo, quindi niente di bello, ma io no! Anzi direi che mi piace anche un bel po', mi piace il "rumore" in sottofondo, mi piace il modo di cantare della carismatica vocalist Karen'O e i suoi versi sessuali nelle sue canzoni e mi piace il fatto che suonano questo revival rock'n roll con batteria e chitarra e tante altre cose. Certo, non sarà un capolavoro ma certamente degno di essere ascoltato da ognuno di voi. Belle "PIN", "Cold Night", "Tick", "Rich" e le ballad "Maps", "Y-Control" e "Modern Romance".

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Fever To Tell, secondo album dei Yeah Yeah Yeahs, propone un mix di rock'n'roll, garage, punk e noise con influenze che ricordano White Stripes e Strokes. La voce carismatica di Karen O e la varietà delle tracce lo rendono interessante e personalmente apprezzabile nonostante alcune critiche di noia e mancanza d'innovazione. Brani come 'Maps' e 'Y-Control' fungono da ottimi esempi di questo stile energico e revivalistico.

Yeah Yeah Yeahs

Trio indie rock/art punk di New York formato nel 2000: Karen O (voce), Nick Zinner (chitarra, tastiere) e Brian Chase (batteria). Esordio sulla lunga distanza con Fever to Tell (2003) e il singolo di culto Maps, quindi Show Your Bones (2006), It’s Blitz! (2009) e Mosquito (2013). Noti per i live ad alta tensione e la presenza scenica di Karen O.
09 Recensioni

Altre recensioni

Di  serestoppone

 Karen O, la cantante, sprigiona un'energia inesauribile, tanto da poter sembrare la sorellina minore di Iggy Pop.

 Il loro sporco sound è spontaneo, diretto e svogliato, a tratti quasi punk.