Copertina di Yello Solid Pleasure
egebamyasi

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Per appassionati di musica elettronica e synth-pop anni '80, cultori di musica sperimentale e innovativa, fan di artisti svizzeri e performance multimediali
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LA RECENSIONE

Nel panorama dei gruppi "sintetici" dei primi anni '80 gli svizzeri Yello si sono distinti quanto ad originalità e sperimentazione rispetto alla media dei colleghi. Il loro modo di suonare era una caricatura intelligente e raffinata della moda del periodo, un divertimento colto che dava forma a miniature frizzanti ed imprevedibili, lontane dalla monotonia e dalle pose pretenziose che imperversavano all'epoca.
Il "padrone" del progetto era Dieter Meier, un artista dedito a performance multimediali (molto in voga allora) che decise di scatenare la sua fantasia accompagnato da Boris Blanck al synth e Carlos Peron ai nastri.

L' avventura iniziò quindi con quest'esordio memorabile, che presenta subito il primo singolo estratto: la trascinante schizofrenia di "Bimbo". Il tono parodistico dell' operazione si intuisce sin dal titolo, una spremuta di gag elettroniche a ritmo sincopato creano un reggae devoluto e futurista, una versione caricaturale della meccanica robotica dei Kraftwerk.
L' ipnosi della successiva "Night Flanger" si eleva su di un ritornello epico, con note pungenti di chitarra che tratteggiano tutto il pezzo, speziandolo di psichedelia. Insomma un ibrido davvero riuscito. La loro forza era da ricercarsi proprio in questo coacervo di stili, frullati con estrema eleganza.
L'intro di batteria a mò di marcetta della frenetica "Bostich" (il secondo hit del disco) prelude ad un ritmo industrial-techno con echi di house (e siamo negli anni '80) udibili nei sample sullo sfondo. Un brano coinciso, quasi punk nella durata (2 minuti).
C'è spazio anche per le suggestioni spagnoleggianti su tappeto elettronico di "Blue Green", come se i Durutti Column incontrassero il secondo Klaus Schulze.

Definire questo lavoro, estroso ed intelligente, mi sembra quanto meno d'obbligo nei confronti di una formazione interessantssima, sicuramente distinguibile dal panorama commerciale più scialbo e inconsistente. Soprattutto oggi, a distanza di 25 anni, è facile scoprire quanto sia invecchiato meglio rispetto a molti suoi coetanei.

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Riassunto del Bot

Yello si distingue nel panorama sintetico degli anni '80 con l'album d'esordio Solid Pleasure, caratterizzato da originalità e sperimentazione. Il lavoro miscela stili diversi con eleganza, creando brani frizzanti e imprevedibili come 'Bimbo' e 'Bostich'. La recensione sottolinea la longevità e la qualità dell'album, rimasto attuale anche dopo 25 anni.

Tracce testi video

Yello

Yello è un duo elettronico svizzero formato a Zurigo da Boris Blank e Dieter Meier; nelle origini figurava anche Carlos Perón, uscito nel 1983. Coniugano campionamenti meticolosi, synth-pop e new wave, diventando noti per brani come Oh Yeah (da Stella) e The Race (da Flag).
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Di  assurdino

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