Copertina di Yes 9012 Live
London

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Per fan storici di yes, appassionati di rock anni ’80, collezionisti di live dvd musicali, amanti delle evoluzioni progressive band.
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LA RECENSIONE

Gli Yes catturati nella loro nuova incarnazione dal regista canadese Steven Soderbergh.

Siamo nel 1984 e il gruppo l'anno prima aveva dato alle stampe il vendutissimo "90125" e non hanno più in oraganico  nè Howe nè l'ingobrante Wakeman. I due sono sostituiti dal redivivo Tony Kaye e il chitarrista sud-africano Trevor Rabin per un suono molto pop-rock anni ottanta con qualche spolverata di havy rock, non c'è più traccia del vecchio suono prog, Trevor Horn ha resettato tutto (si ascolti il lavoro dei Buggles "Adventures In Modern Recording" del '81 per capire da dove nasca il suono di questi Yes).

Il dvd "9012 Live" riporta lo spettatore ad un periodo storico per la musica che lascia decisamente perplessi. Se si prende l'aspetto puramente musicale è interessante vedere all'opera questa formazione per capire come Trevor Rabin abbia di fatto preso per mano insieme a Squire il gruppo portandolo verso un suono orecchiabile, ammiccante con forti tinte da arena-rock, "Hold On", "It Can Happen", "City Of Love". Il gruppo suona e si diverte, Alan White integra la sua batteria con le percussioni elettroniche che sfoggia con grande orgoglio nella curiosa "Leave It", Rabin e Squire intrattengono il pubblico con movenze da band metal del periodo e Anderson? Fa la sua parte ma sembra decisamente fuori luogo e la senzazione che prevale è che i nuovi colori del suono Yes non li vadano molto a genio. Di negativo c'è il terribile look del gruppo, capelli cotonati e tinti di biondo platino (la cresta di Squire è orribile), vestiti sgargianti messi insieme con pessimo gusto e aria da zii dei Duran Duran difficile da digerire. Inoltre nei contenuti extra del dvd Soderbergh riprende il gruppo nel backstage; francamente sembrano dei ragazzini,  parlano di 17enni in prima fila che ammiccano durante il concerto (Tony Kaye) e di stupidi scherzi da classe in gita (Trevor Rabin), una tristezza, il trionfo dell'edonismo anni '80 di una band che ha cavalcato in pieno l'era d'oro del rock e che in quel momento è pronta a lanciarsi nella commercialità contemporanea.

Un dvd utile ai fans, curioso, un bel film concerto e grandi esecuzioni ma la finta armonia ostentata dal gruppo è fastidiosa. Nelle interviste si può godere di Trevor Rabin che attacca i rivali degli "Asia", Squire e White raccontano gli anni di "Drama" e la genesi dello scioglimento del gruppo nel '81, tutto molto interessante ma per fan accaniti.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il DVD live '9012 Live' degli Yes, mettendo in luce la svolta pop-rock degli anni '80 guidata da Trevor Rabin e Tony Kaye. Il sound è più accessibile ma perde le radici progressive. Il look e l’atteggiamento della band risultano poco convincenti, con momenti di simpatica spontaneità tra i membri. Consigliato principalmente ai fan più accaniti del gruppo.

Tracce testi

01   Introduction (00:00)

05   I've Seen All Good People (00:00)

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06   Changes (00:00)

07   Owner Of A Lonely Heart (00:00)

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09   City Of Love (00:00)

10   Starship Trooper (00:00)

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Yes

Gli Yes sono una delle band simbolo del progressive britannico, fondati nel 1968 a Londra da Jon Anderson e Chris Squire. Famosi per suite epiche, una quantità industriale di cambi di formazione e per le copertine visionarie di Roger Dean, hanno scritto la storia con dischi come 'Close To The Edge', 'Fragile', 'Relayer' e (volendo litigare) anche per il periodo pop.
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