Copertina di Yes Relayer
MuSo

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Per appassionati di progressive rock, fan di yes, amanti della musica tecnica e delle suite lunghe
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LA RECENSIONE

Un album sempre sottovalutato, forse più difficile da metabolizzare rispetto alle opere "maggiori". Ma Relayer non è assolutamente un album da evitare, anzi, ogni persona alla quale non siano dispiaciuti Close To The Edge e Fragile non dovrebbe farsi mancare questa perla di bravura ma anche di fantasia.

Il cd inizia con una lunga suite (quasi 22 minuti), The Gates Of Delirium, maestosa e in gran parte strumentale. Il brano è introdotto da dei delicati arpeggi di chitarra acustica accompagnati da dei campanellii molto delicati. Dopo circa un paio di minuti gli strumenti lasciano il centro della scena alla celestiale voce di Anderson, che insieme a chitarra e batteria ci regala qualche minuto di piacevole ascolto. Dopodiché si arriva al vero 'cuore' del brano, un lungo pezzo strumentale grandioso, energico e coinvolgente. Quando lo si ascolta non si puo' fare a meno di interrompere ogni altra attività per seguire attentamente queste stupende evoluzioni strumentali.
Mi sembra inutile sottolineare che la bravura tecnica dei quattro è sorprendente (e la band ce ne darà un' ulteriore dimostrazione nel secondo brano, Sound Chaser). Moraz e White non hanno nulla da invidiare a Wakeman e Bruford. Dopo questa sequenza strumentale la composizione assume toni più 'paradisiaci' e si avvia alla fine di questo capolavoro.

Come già detto il secondo pezzo, Sound Chaser, è un pezzo piuttosto agitato dove il quartetto dà il meglio di se. Ognuno dei quattro spreme al massimo le sue capacità per regalarci un gioiello di tecnica. All' inizio e alla fine del brano c'è una frenetica ripetizione di uno stesso ritmo di base, eseguito via via con crescente velocità. Nella parte centrale invece c'è spazio per un bellissimo assolo di chitarra, un calmo pezzo cantato e un breve assolo di tastiera, il quale sfocia nel ritmo iniziale che, dopo essere interrotto da un coro, conclude i brano. Il tutto avviene nell' arco di nove minuti. Della stessa lunghezza è il terzo (ed ultimo) brano, To Be Over, un pezzo non eccezionale, ma piacevole e 'rilassato', dai toni piu' pacati.

In conclusione forse Relayer non è all' altezza di alcuni album precedenti, ma vi assicuro, vale la pena di comprarlo.

p.s. Quel 4 vale 4,5

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Riassunto del Bot

Relayer è un album spesso sottovalutato di Yes, ma ricco di tecnica e fantasia. La lunga suite iniziale The Gates Of Delirium è maestosa e coinvolgente, seguita da Sound Chaser, un brano energico e virtuosistico. Il terzo brano, To Be Over, chiude l'album con toni più pacati. Consigliato soprattutto a chi apprezza Close To The Edge e Fragile.

Tracce testi video

01   The Gates of Delirium (21:54)

Leggi il testo

03   To Be Over (09:03)

Yes

Gli Yes sono una delle band simbolo del progressive britannico, fondati nel 1968 a Londra da Jon Anderson e Chris Squire. Famosi per suite epiche, una quantità industriale di cambi di formazione e per le copertine visionarie di Roger Dean, hanno scritto la storia con dischi come 'Close To The Edge', 'Fragile', 'Relayer' e (volendo litigare) anche per il periodo pop.
57 Recensioni

Altre recensioni

Di  Hetzer

 "The Gates Of Delirium è a mio avviso uno dei migliori brani degli Yes."

 "Un ennesimo picco della loro sfolgorante discografia, scritto e arrangiato con grande affiatamento e pochi problemi."