Copertina di 35007 Into The Void We Travelled
Bartleboom

• Voto:

Per appassionati di musica stoner, rock psichedelico, metal sperimentale e sonorità alternative degli anni '90
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LA RECENSIONE

Cibernetici uomini-scimmia del pleistocene, usciti ammaccati ma vivi da un disco volante schiantatosi sul tavoliere olandese, giungono nel '97 al loro secondo full length: l'ultimo prima della svolta strumentale che segnerà i successivi capolavori.

Ingegneri aerospaziali armati di clava, scolpiscono giri di basso e chitarra imbevuti di groove fino al limite della saturazione, fondono ritmiche stoner serratissime e incalzanti ("Short Sharp Left") e le fanno girare in loop, come messaggi di errore in un computer infetto ("Powertruth"). Vi innestano arpeggi di sintetizzatori, delay, echi e riverberi, campionamenti da avarie spaziali, sfrigolare di circuiti, chiacchiericcio di CPU, fugaci apparizioni di organi hammond e una voce roca e ruvida, che urla, strepita e si dimena.

Ambasciatori di un'orda barbarica proveniente dall'iperspazio, non ancora evolutasi a puntino, mancano il capolavoro perché, paradossalmente, ancora troppo ancorati alle impalcature di una, seppur vaga, "forma canzone", ancora troppo zavorrati da eccessi heavy che comprimono e ispessiscono il sound, finendo, però, per mortificarne le componenti più fantascientifiche e psichedeliche ("Big Bore").

Trogloditi col vizietto dei viaggi interstellari, suonano una musica che pare essere solo loro, fatta di distorsioni vigorose e ritmiche della densità molecolare del piombo, su cui si accendono all'impazzata migliaia di luci, spie, led e disperati segnali d'allarme di astronavi con istinti suicidi.

Musica in cui il sanguigno clangore metallico si sposa con l'asettico ciribiribì: dura e primitiva, ma capace di ispirare visioni artificiali e futuristiche, in cui atmosfere apocalittiche, talora allucinate, si alternano a insperate aperture cosmiche, placide divagazioni visionarie ("Zero 21", "Vein 66"). Musica di un altro pianeta. Musica di giganti. Musica di gente che pesta i piedi per terra, ma con le dita sfiora le stelle.

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Riassunto del Bot

35007 con il loro secondo album "Into The Void We Travelled" offrono un viaggio sonoro tra groove intensi, ritmiche serrate e atmosfere futuristiche. Il disco miscela stoner, metal e psichedelia, creando un sound unico e potente, non ancora del tutto libero da influenze heavy ma già molto personale. Un'opera suggestiva che anticipa la svolta strumentale della band.

Tracce video

01   Herd (05:44)

02   Soul Machine (04:00)

03   Short Sharp Left (05:27)

04   Undo (07:35)

05   Big Bore (04:19)

06   Vein (04:51)

08   Powertruth (06:14)

09   Locker / Zero 21 (15:53)

35007

35007, anche noti come Loose, sono un gruppo olandese che fonde stoner, space e psichedelia: dagli esordi più heavy e con voce approdano a suite strumentali dilatate, con Liquid e Phase V tra i lavori più celebrati.
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