Copertina di A Perfect Circle Thirteenth Step
KiccoLSD1

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Per appassionati di rock alternativo, fan di maynard james keenan e a perfect circle, ascoltatori di musica introspettiva e complessa
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LA RECENSIONE

103.507.200 secondi, questo è il tempo che ho atteso per poter ascoltare l'ultimo lavoro degli A Perfect Circle.

In questi anni (e si dietro a tutti questi secondi si celano diversi anni) la band ha subito notevoli cambiamenti, fuori la bassista Paz Lenchantin e il chitarrista Troy Van Leeuwen, la prima in forza agli Zwan mentre il secondo ai Queens of The Stone Age, entrano a far parte della formazione Jeordie White (aka Twiggy Ramirez) e James Iha ex Smashing Pumpkins.
Con l'entrata assai tardiva dei nuovi elementi della band e con un Maynard impegnato in mezzo mondo nella sua tournè con i Tool, l'album è stato frutto in gran parte del lavoro di Billy Howerdel e Josh Freese che hanno composto tutta le musiche e approntato una buona parte di testi, su cui però Maynard ha messo mano e la cosa risulta evidente sin dal primo ascolto (o lettura).

L'album inizia in maniera insolita con "The Package" una voce tanto consapevole quanto armoniosa pare sussurrare un racconto che sembra voler riprendere tre lunghi anni di silenzio: tecnicamente complessa rompe con il passato senza però risultare mai un esercizio di "maniera", anzi fa della complessità un veicolo di bellezza e immediatezza confermando quello che è lo stile "A Perfect Circle". Assolutamente da notare la voce di Maynard nel cantare il ritornello: diventa una parte irrinunciabile della canzone stessa tanto quanto lo possono essere la chitarra o la batteria, in una parola: Ipnotica.
Segue senza lasciarci fiato "Weak and Powerless" uno splendido giro di chitarra introduce nuovamente la voce di Maynard che pure in questo caso risulta irrinunciabile: la canzone è degna erede di singoli come "3 Lybras" oppure "Orestes" e non a caso le parole lasciano col cuore in gola: "Little angel go away, come again some other day | Devil has my ear today, I'll never hear a word you say | He promised that I’d find a little solace and some peace of mind | Whatever just | as long as I don't feel so | Desperate and ravenous | I'm so weak and powerless" come gran parte dell'album parla d'amore e in particolare della difficolta di comunicare, della paralisi e della ricerca della pace interiore attraverso scorciatoie oniriche.
"The Noose", in italiano "Il cappio", in un certo senso è complementare al brano precedente riprendendone i temi: l'atmosfera che ne esce fuori è da brividi (e vi giuro che non è un modo di dire) sicuramente più evocativa ed introspettiva del brano precedente grazie anche al sapiente missaggio delle chitarre e alla estrema duttilità del cantante Maynard. Sembra di aver sintonizzato la radio su una stazione degli anni 30 ascoltando "The Nurse Who Loved Me". È assolutamente la canzone che non ti aspetteresti mai di sentire in un disco del genere, è la rottura col passato, è visionaria: sembra di trovarsi in un lucido flusso di coscienza. L'amore alla pazzia, pazzia (o amore che dir si voglia, cambia molto??) che rende una donna custode della salute... senza dubbio il brano migliore di tutto l'album!

"Thirteenth Step" nel complesso non ha bassi e tutte le canzoni risultano godibilissime: chi cercava in questo nuovo album la rottura la troverà in due o tre pezzi al massimo mentre alcuni propongono qualcosa di nuovo pur senza rompere definivamente col passato e altri ricordano molto il vecchio "Mer de Noms": sinceramente secondo me non è assolutamente un difetto, la caratura dei brani e del lavoro svolto regge sicuramente ogni possibile critica da questo punto di vista.
Un'altra nota di meritò è quella di aver creato e mantenuto un personalissimo stile, di cui ho parlato sopra, che non è stato sacrificato a scapito di una volontà innovativa, bensì associato ad esso.

NB: Molti sapranno che nel precedente album i simboli riportati nella copertina e nel booklet avevano realmente un significato e puntualmente in questo album ho avuto il piacere di notare un piccolo mistero: se osservate nella copertina anteriore sul braccio della ragazza sono tatuati i numeri fino al 13 ed ognuno di questi è collegato alla rispettiva canzone, 12 in tutto... e il 13?? Sul possibile significato si può soltanto fantasticare, anche se il noto amore del cantante Maynard per matematica e esoterismo (esempi del genere nei cd dei tool ed in specie in lateralus si sprecano) possiamo intuire la possibile chiave di questo mistero.
Per ogni curiosità sulla nuova formazione, interviste, commenti, recensioni varie vi rimando a APerfectCircle.ORG dove tra le altre cose troverete il video di "Weak and Powerless" e il nuovo sito ufficiale: veramente imperdibile...

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Riassunto del Bot

La recensione loda il secondo album degli A Perfect Circle, Thirteenth Step, sottolineandone la maturità artistica e la riuscita fusione tra complessità tecnica e immediatezza. Viene evidenziata la nuova formazione della band e il ruolo centrale di Maynard nella resa vocale, con riflessioni sul significato esoterico della copertina. In particolare, alcuni brani come "The Noose" emergono come momenti di rara intensità e originalità.

A Perfect Circle

A Perfect Circle è un supergruppo alternative rock statunitense fondato a Los Angeles nel 1999 dal chitarrista Billy Howerdel e dal cantante dei Tool Maynard James Keenan. Ha pubblicato Mer de Noms (2000), Thirteenth Step (2003), eMOTIVe (2004) e, dopo una lunga pausa, Eat The Elephant (2018). Nel tempo la formazione ha incluso musicisti come Josh Freese, Paz Lenchantin, Troy Van Leeuwen, Jeordie White e James Iha.
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Di  Snegirev

 "Tillin' my own grave to keep me level, jam another dragon down that hole."

 "Ho osservato una lumaca strisciare lungo il filo di un rasoio. Questo è il mio sogno e il mio incubo... Strisciare, scivolare lungo il filo di un rasoio e sopravvivere."