Copertina di A Perfect Circle Thirteenth Step
Snegirev

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Per amanti del rock alternativo, appassionati di musica emotiva e testi profondi, fan di a perfect circle
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LA RECENSIONE

"Tillin' my own grave to keep me level, jam another dragon down that hole. Diggin' to the rhythm and the echo of a solitary siren one that pushes me along and leaves me so desperate and ravenous, so weak and powerless".

Ha un'apertura nel ventre... Una rabbia stanca avvilita dalla rassegnazione; si trascina avanti debolmente, cercando di perdersi nell'apatia.
"Ho osservato una lumaca strisciare lungo il filo di un rasoio. Questo è il mio sogno e il mio incubo... Strisciare, scivolare lungo il filo di un rasoio e sopravvivere".
C'è una sorta di ricerca di autodistruzione, un'aspirazione frustrata che continua a tenerla in vita.

In "Thirteenth Step" gli A Perfect Circle mantengono inalterate le loro capacità espressive; un cd magnetico. Slanci dinamici prendono vita da intrecci di arpeggi e riff avvolgenti, ogni strumento trova sinergicamente la propria dimensione complessiva, in uno scenario di stati e contrasti emozionali.

"I am surrendering to the gravity and the unknown. Catch me, heal me, lift me back up to the sun. I choose to live, I choose to live".

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Riassunto del Bot

La recensione celebra "Thirteenth Step" degli A Perfect Circle come un album magnetico e carico di emozioni complesse. Il disco si distingue per la sua capacità espressiva, mescolando dinamiche e contrasti emotivi. I testi riflettono temi di autodistruzione, rassegnazione e al contempo una volontà di sopravvivenza. La musica è apprezzata per l'intreccio armonico di strumenti e riff avvolgenti.

A Perfect Circle

A Perfect Circle è un supergruppo alternative rock statunitense fondato a Los Angeles nel 1999 dal chitarrista Billy Howerdel e dal cantante dei Tool Maynard James Keenan. Ha pubblicato Mer de Noms (2000), Thirteenth Step (2003), eMOTIVe (2004) e, dopo una lunga pausa, Eat The Elephant (2018). Nel tempo la formazione ha incluso musicisti come Josh Freese, Paz Lenchantin, Troy Van Leeuwen, Jeordie White e James Iha.
12 Recensioni

Altre recensioni

Di  KiccoLSD1

 La voce di Maynard nel cantare il ritornello: diventa una parte irrinunciabile della canzone stessa... in una parola: Ipnotica.

 È la rottura col passato, è visionaria: sembra di trovarsi in un lucido flusso di coscienza.