Via il tappo con gesto deciso. La schiuma vesuvia fuori e si sposa con una goccia di sudore delle braccia. Incuriosito la lecco e poi do' una bella sorsata alla bottiglia. Il vetro è freddo e godo di masochistico e fugace piacere poggiandola sul collo ustionato. Ho sete, sento la bocca impastata, ma sono lento; non ho fretta. Lascio che il malto riempia le pareti della bocca per due divini secondi, poi apro l'esofago e lascio che quel fresco, frizzante ed inebriante sapore scenda per far partorire un aaahhhh di pura soddisfazione e godimento. A braccia conserte scruto il panorama e penso... Penso, alla giornata appena trascorsa e TIN TIN!! Gelido sguardo si abbatte sul pezzo di plastica. Senza compassione premo il punto di pressione fatale per ogni Nokia per 3 secondi che ne decretano la sua temporanea morte. Questo momento è mio, solamente mio e non c'è sms che tenga. Uso la scarpa a mo' di poggia bottglia e lascio che le formiche mi attraversino il braccio facendomi il solletico. Non c'è nessuno quassù.
Siamo proprio stronzi. Passiamo la vita ad aspettare; le ferie, la partita, il concerto, il programma tv, il cinema, l'aperitivo, l'appuntamento. Viviamo contando e bruciando i giorni che ci separano da un evento all'altro: quelli che a nostro parere sono i soli che meritano davvero di essere vissuti e che in realtà... Tutto il resto è un passaggio. Sono salti talvolta lunghi giorni, settimane o addirittura mesi e quando passano, puntiamo ancora più fiches sul prossimo evento: quello che davvero ci appagherà. Sicuramente. Forse. Col cazzo...
Ho pagato una multa alla posta per una sosta, ho una vescica sulla mano di dimensioni epocali e ho cucinato un piatto di trofie con il pesto. Credo sia stato uno dei giorni più belli degli ultimi anni. E' stato un attimo, un sorriso. Eravamo lì in fila ad aspettare che lo sportello si liberasse. Forse me lo sono anche immaginato, ma cavolo che bella sensazione. Da quado lei se n'é andata con il mio cuore non ci facevo quasi più caso e aspettavo solo che mi arrivasse un suo sms. E invece stavolta con la scusa dei vigili che porca troia... Nemmeno 5 minuti. Beh grazie a loro armato di questa scusa almeno ci ho provato e lei ha sorriso. Vedremo...
Cazzo che male. Sembra una palla questa vescisa alla mano. No non sono un segaiolo indefesso e virulendo; avrei il callo, credo :). Ho giocato a tennis per 12 anni e stamattina avevo voglia di riprendere dopo un bel po'. Solo che invece di far morire quest'idea, come al solito, stavolta ho preso sul serio il telefono e ho sentito dopo secoli il mio vecchio maestro per restaurare il mio rovescio. Polso, topspin. Di più. Piega le gambe e fai in modo che il braccio finisca bello alto nel finale. Dai paolo, cazzo puoi fare di meglio. Una bella frustata con il polso e vai gocce di sudore. Mi è sembrato di tornare indietro nel tempo e chissenefotte se ho male alla mano.
4 salti in padella: schifezze. Questo il mio pane quotidiano se lasciato da solo. Oggi invece avevo voglia di prepararmi una pasta con il sugo. Semplice, ma per me, una merda in cucina, è stata una sensazione a dir poco traumatica ed esaltante mangiare qualcosa di mio con una bella tavola apparecchiata.
Fa caldo. Un'altra lenta sorsata. Alzo lo sguardo. Le pupille dei miei i miei occhi chiari combattono con una luce piena di un sole di maggio insolitamente caldo. Sono a 1700 metri ed il vento mi rinfresca trasformando il sudore in sale. Assaporo il ronzio delle api e guardo il verde che prende lo spazio del bianco nel celere cambio di vestito ad alta quota. Mi capite, vero? Non so cosa farò stasera. Forse prenderò la macchina ed andrò lì, o forse più in giù con gli amici là, oppure un buon bicchiere di vino con un'amica. Potrei chiamare la tipa della posta. No, non fare lo stronzo: o sai anche tu che è troppo presto. Una serata leggermente alcolica, un cinema? Non so. Ogni fottuta giornata la creiamo noi, con le nostre scelte, e non è detto che una stronzissima e banale situazione non ci possa dare pure sensazioni di benessere come quelle che oggi ho provato io.
E' un po' come l'assolo di "Metal Heart", disco dei crucchi Accept. Il lettore mp3 sembra in tilt e mi sto trapanando le orecchie da quando sto sporcando questo pezzo di carta da quassù. Un assolo che parte da un'idea. L'idea è famosa e reale e si chiama Per Elisa di Beethoven. Ma come ci si arriva: beh, cazzo, quello è un altro discorso. La chitarra di Hoffmann canta e si inchiappetta senza vaselina l'ultraosannato Y.J. Malmsteen, tanto per dirne uno, e la sue varie "Far Beyond The Sun": fredde ostentazioni di tecnica sboronica alla milionesima potenza. Quella che partorisce Hoffmann è ferraglia melodica che cerca la sua forma in continuazione e quando trova lo sbocco finale ed esce allo scoperto con Per Elisa ci entra diritta nelle vene e non ci esce più per 2 minuti. Che Hoffmann sia bravo non c'è dubbio, ma come cazzo abbia fatto a creare una cosa così non lo so. E' un distillato di creatività allo stato più puro che si attorciglia e germoglia su uno storico perno.
"I cd sono belli nella loro interezza".
BALLE.
Per i pimi ascolti potrà anche essere così, ma a distanza di anni quello che resiste alle intemperie del tempo se è fatto di vero cemento armato, è una canzone, un assolo. Metal Heart, per esempio.
Vorrei essere capace di saper costruire le mie giornate, quelle normali, in questo modo. Senza troppi schemi. Non avendo paura di dire di no, di sembrare scortese, lasciando spazio ai miei desideri. Avrò tempo per rinunciare e godere delle sole attese... Voglio vivere disordinatamente, come questo meraviglioso assolo. Il resto del cd è molto bello ("Midnight Mover", "Livin' For Tonight", "Screaming For A love-Bite" ecc..) e Udo gracchia che è un piacere. E grazie al cazzo direte voi amanti del metal!! Bene, visto che sappiamo entrambi che codesta est una perla del metal TETESCO anni '80 chiudiamola lì che ci sono altre rece che ve lo spulciano per benino. Per me Metal Heart vale i suoi euros per quei 2 minuti che vi ho descritto: il resto è grassa mancia.
Opps la birra è finita. Cazzo lo sapevo che un'altra ci stava ancora nello zaino.
ilfreddo
Metal Heart è un certificato sanitario che rende noto al mondo intero quanto il loro sound fosse ancora vigoroso ed inarrestabile.
Il colonnello Dirkschneider incita alla battaglia finale il suo esercito in delirio, un vero e proprio inno senza tempo.