Copertina di Achim Reichel Regenballade
Danny The Kid

• Voto:

Per appassionati di musica folk, cultori della poesia tedesca e fan della neue deutsche welle alla ricerca di album storici e sperimentali.
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LA RECENSIONE

Rolling home to good ol' Hamburg, rolling home across the sea - Achim Reichel's Retrospective - Capitolo III

E finalmente arriviamo al pezzo più pregiato di questa mono: terzo album in tre anni, "Regenballade" del 1978 rappresenta per il suo autore la perfetta realizzazione della terza fase di questo suo personalissimo ciclo creativo. Con "Dat Shanty Alb'm" aveva creato, con "Klabautermann" consolidato, qui aggiunge complessità, ambizione, un sound più in linea con il milieu dell'epoca, senza tuttavia interrompere la continuità artistica con i due predecessori, di cui conserva tutte le caratteristiche salienti: folk, storytelling, temi marinareschi. Ma in "Regenballade" c'è anche molto altro: tutti i testi sono adattamenti di poesie di autori tedeschi (tra cui Goethe), e soprattutto ci sono un'ispirazione formidabile e un fascino ancora più particolare.

Eppure l'inizio sembra sembra presagire un album molto conservativo; qualità immutata, ma sostanzialmente nulla di nuovo rispetto ai precedenti. Mi riferisco alle prime due canzoni in scaletta, "Herr Von Ribbeck Auf Ribbeck Im Havelland", gagliarda filastrocca da taverna che rimanda immediatamente alle atmosfere di "Dat Shanty Alb'm" e il rock con venature funky di "Pidder Lung", molto americano e piacevolmente groovy ma non particolarmente originale. Il cambio di ritmo arriva con "Een Boot Ist Noch Buten", ballad sinuosa e visionaria esaltata da un impeccabile accompagnamento di organo Hammond, che viene narrata più cantata, ovviamente con il solito carisma. Si capisce che c'è qualcosa di nuovo, soprattutto a livello di mood, ma neanche questa pur eccellente performance, al primo ascolto, è riuscita farmi prevedere la scossa elettrica, i brividi e l'emozione, semplicemente il "calcio in testa" che mi hanno poderosamente assestato le successive due canzoni in scaletta.

"Regenballade" inizia con un semplice arpeggio in minore, a cui si affianca un whistle che rimanda immediatamente ad un'immaginario western: poi Achim comincia a cantare, sommessamente, con quella sua voce bassa e roca; lo fà a ruota libera, quasi ininterrottamente, per quasi sette minuti, in un flusso di coscienza in cui parole e immagini si sovrappongono; una terra di nessuno, l'ineluttabilità del Fato, antiche leggende, un'immaginario visivo gotico e soprattutto un senso di tensione interiore, spirituale. E dopo questa ipnosi cantemplativa arriva una danza elettrica, maligna, sciamanica, "Die Zauberlehrling", con cui Achim Reichel mette in musica l'omonima e celebre poesia di Goethe e si pone all'avanguarda dell'allora nascente Neue Deutsche Welle, il tutto con una performance assolutamente mozzafiato. I synth, la chitarra, il modo di cantare, l'incedere ritmico, la teatralità; non c'è nulla, e dico nulla in questo pezzo che non sia perfetto e non trasmetta un'irresistibile scarica elettrica. Se dovessi scegliere una sola canzone come vertice massimo del repertorio di AR la scelta cadrebbe sicuramente su "Die Zauberlehrling", e dato il livello della "concorrenza" questo la dice lunga sulla qualità eccelsa del pezzo.

Dopo cotanta magnificenza, "Regenballade" continua proponendo ancora atmosfere nebbiose, visionarie e decadenti, continua ancora ad alti livelli con "Nis Randers" e "Trutz Blanke Hans", cavalcate rock dal mood tempestoso, interpretate con piglio sciamanico, e infine il tramonto dolente di "Der Fischer", altro magistrale adattamento di Goethe: tastiere liquide, un cantato che sussurra malinconico. Visioni di gloria lontane, ormai sbiadite, rimane solo una stanca bonaccia che trascina una zattera alla deriva. Non è però con il deliquio di "Der Fischer" che si chiude l'album, ma con la più leggera, ma comunque bellissima "John Maynard", perfetta folk song con cambio di tempo e finale a sorpresa. E alla fine mi è uscito un track-by-track; spero che me lo perdonerete. Ma non avrei saputo raccontare efficacemente "Regenballade" in un'altro modo: un viaggio tra le nebbie di una dimensione sfuggevole, sospesa tra musica e poesia; un album semplicemente sublime.

...e naufragar m'è dolce in questo mare...

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia Regenballade (1978) di Achim Reichel come un’opera sublime che unisce folk, storytelling e poesia tedesca, inclusi lavori di Goethe. Pur partendo con brani tradizionali, l’album evolve in atmosfere visionarie e sperimentali, culminando in pezzi potenti come 'Die Zauberlehrling'. Un viaggio musicale intenso e coinvolgente, parte di un ciclo creativo in crescita dell'artista.

Tracce testi

01   Herr Von Ribbeck Auf Ribbeck Im Havelland (01:37)

02   Pidder Lüng (06:44)

03   Een Boot Is Noch Buten (04:16)

05   Der Zauberlehrling (06:30)

06   Nis Randers (03:20)

07   Trutz Blanke Hans (04:42)

08   Der Fischer (04:42)

Achim Reichel

Achim Reichel (Amburgo, 28 gennaio 1944) è un cantante, chitarrista, autore e produttore tedesco. Cofondatore dei The Rattles negli anni ’60, ha guidato il progetto sperimentale A.R. & Machines nei primi ’70 e, dal 1975, ha sviluppato una lunga carriera solista tra folk, canti marinareschi e rock. Ha ottenuto un grande successo con il singolo Aloha Heja He nel 1991.
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