Copertina di A.F.I. Sing The Sorrow
2+2=5

• Voto:

Per appassionati di punk, post-hardcore, gotico alternativo, e chi cerca nuove espressioni musicali.
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LA RECENSIONE

Il punk mi è sempre piaciuto in fondo.
Sentii per la prima volta la voce di un certo Rotten squarciare le casse della mia radiolina quando avevo undici anni.

Ultimamente però, e la mia carta d’identità testimonia che da allora sono passati ben undici anni, questo genere musicale mi era parso decisamente saturo. Troppi bambinelli ribelli che, chitarre in mano, tentavano di recuperare pedissequamente e senza spunti la lezione dei maestri Ramones.
Gli A.F.I (A Fire Inside) no.

Questi ragazzi, i cui lavori precedenti sono stati licenziati dall'etichetta Nitro (nelle mani di un certo Bryan "Dexter" Holland), si sono sempre distinti dal filone sopraccitato attraverso un'affascinante commistione di ritmi tipicamente melodici nella classica tradizione punk californiana filtrati attraverso un gusto squisitamente gotico-decadente.
Il passaggio su major sembra aver accentuato ancora di piú questa loro originalità, in ogni modo sempre presente in potenza nelle passate produzioni.

In "Sing the Sorrow" la foga tipica del post-hardcore (il paragone con i Deftones è forse il piú utile per rendere l'idea), si amalgama perfettamente con spunti prettamente punk in una rilettura che fa di un'esasperata emotività e di una capacità espressiva del tutto sincera un punto di forza indiscutibile.

La maturità raggiunta dal combo è palese ed è percepibile soprattutto per quel che concerne la complessità dei brani (che pur mantengono intatta la loro immediatezza e il loro piglio tremendamente coinvolgente) e le capacità espressive del frontman davvero da pelle d'oca in alcuni passaggi.

Questo è l'album che potrebbe risollevare le sorti di un genere, il punk-hardcore, troppo spesso affetto da una schiacciante intransigenza artistica e stilistica. E mi auguro che qualcuno se ne accorga.

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Riassunto del Bot

La recensione loda 'Sing The Sorrow' degli AFI per la sua capacità di rinnovare il punk-hardcore, arricchendolo con elementi gotici e una forte espressività emotiva. Il passaggio a una major ha accentuato l'originalità del gruppo, che si distingue per la maturità compositiva e il coinvolgente frontman. L'autore auspica che quest'album possa risollevare un genere spesso stagnante.

Tracce testi video

01   Miseria Cantare: The Beginning (02:58)

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02   The Leaving Song, Part II (03:31)

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05   Dancing Through Sunday (02:26)

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07   Death of Seasons (03:59)

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08   The Great Disappointment (05:26)

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09   Paper Airplanes (makeshift wings) (03:57)

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10   This Celluloid Dream (04:11)

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11   The Leaving Song (02:44)

12   ...but home is nowhere (03:51)

14   Now the World / This Time Imperfect (15:18)

AFI

AFI è una band rock di Ukiah, California, attiva dal 1991. Nota per l’evoluzione dal punk-hardcore a sonorità alternative e gotiche, la formazione stabile comprende Davey Havok (voce), Jade Puget (chitarra), Hunter Burgan (basso) e Adam Carson (batteria). Conosciuti per album come The Art of Drowning, Sing the Sorrow e Decemberunderground.
06 Recensioni

Altre recensioni

Di  Taurus

 Gli A.F.I. sono una band anomala nel panorama punk-hardcore moderno in quanto fondono ritmi hardcore con atmosfere gotiche e dark.

 Il cantato in stile screamo risulta spesso fuori luogo e le parti centrali delle canzoni troppo statiche e allungate.